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	<title>tempo in psicoterapia Archivi - Centro clinico psicologia</title>
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		<title>UNA SALETTA. IL TEMPO NON È UN DETTAGLIO. E LA PAZIENZA NON È ASPETTARE.</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/tempo-psicoterapia-pazienza-relazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Clinico di Psicologia Caltanissetta Buratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 09:50:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[pazienza]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[relazione terapeutica]]></category>
		<category><![CDATA[tempo in psicoterapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>UNA SALETTA. IL TEMPO NON È UN DETTAGLIO. E LA PAZIENZA NON È ASPETTARE. In psicoterapia il tempo non è solo una durata: è uno spazio in cui qualcosa può accadere. Mostra fotografica. Fotografie in bianco e nero. Volti, mani, sguardi. Quelle immagini che non hanno bisogno di spiegazioni, ma che qualcosa lo lasciano comunque.&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>UNA SALETTA. IL TEMPO NON È UN DETTAGLIO. E LA PAZIENZA NON È ASPETTARE.</h2>
<p><em>In psicoterapia il tempo non è solo una durata: è uno spazio in cui qualcosa può accadere.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Mostra fotografica.</p>
<p style="font-weight: 400;">Fotografie in bianco e nero.</p>
<p style="font-weight: 400;">Volti, mani, sguardi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Quelle immagini che non hanno bisogno di spiegazioni, ma che qualcosa lo lasciano comunque.</p>
<p style="font-weight: 400;">Scorrono una dopo l’altra.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ci si muove.</p>
<p style="font-weight: 400;">Si osserva.</p>
<p style="font-weight: 400;">Si va avanti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Fino in fondo, come spesso succede.</p>
<p style="font-weight: 400;">Poi, quasi fuori percorso, una saletta laterale, piccola, discreta. Di quelle che si possono saltare senza sentirsi in colpa.</p>
<p style="font-weight: 400;">Dentro, un video.</p>
<p style="font-weight: 400;">Si potrebbe tirare dritto, anzi, normalmente si tira dritto.</p>
<p style="font-weight: 400;">E invece no. Mi fermo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non per chissà quale intuizione.Più probabilmente per una forma minima di pazienza.</p>
<p style="font-weight: 400;">O forse solo perché, per un attimo, la fretta si è distratta.</p>
<p style="font-weight: 400;">E quel tempo – pochi minuti – si rivela tutt’altro che inutile.</p>
<p style="font-weight: 400;">Fermata fortuita e fortunata.</p>
<p style="font-weight: 400;">La mostra è “La cura dell’Alzheimer e l’esperienza di Sacra Famiglia”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel video c’è una frase semplice.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La relazione e l’incontro richiedono un tempo – che è lo spazio – e la pazienza – che è il modo.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Semplice. Ma tutt’altro che scontata.</p>
<h3 style="font-weight: 400;"><strong>IL TEMPO</strong></h3>
<p style="font-weight: 400;">Quando si parla di terapia, il tempo viene spesso trattato come un dettaglio tecnico.</p>
<p style="font-weight: 400;">La durata della seduta.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’intervallo tra un incontro e l’altro.</p>
<p style="font-weight: 400;">La durata della terapia.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma non è lì il punto. <strong>Il tempo non è solo una quantità o una misura. È uno spazio.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">O, forse meglio, <strong>è il modo in cui uno spazio si rende disponibile.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Uno spazio che non è fisico, ma che paziente e terapeuta costruiscono e che rende possibile la costruzione.</p>
<p style="font-weight: 400;">Una sorta di estensione in cui qualcosa può prendere forma senza essere immediatamente chiuso, definito, risolto.</p>
<p style="font-weight: 400;">Senza tempo si resta in superficie. Si parla, si risponde, si reagisce.</p>
<p style="font-weight: 400;">Con il tempo, invece, si apre un luogo diverso: <strong>uno spazio in cui è possibile sostare, tornare, lasciare che le cose restino anche non completamente comprese</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non è solo il parlare che cura.</p>
<p style="font-weight: 400;">È il tempo in cui qualcosa può essere detto senza essere subito sistemato.</p>
<p style="font-weight: 400;">Un ulivo non cresce perché qualcuno lo sollecita. E non cresce solo grazie ad acqua e luce. Cresce anche di notte e quando non si annaffia.</p>
<p style="font-weight: 400;">Cresce nel tempo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Cresce alternando fasi: momenti di espansione, di accrescimento, e momenti di apparente quiete.</p>
<p style="font-weight: 400;">Anche lo sviluppo umano segue questa logica: non è lineare, ma fatto di passaggi, di salti e di quiescenze.</p>
<p style="font-weight: 400;">Fasi in cui qualcosa cambia, e fasi in cui sembra non accadere nulla — ma in realtà si sta preparando il passaggio successivo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nello sport è uguale. Il problema è che facciamo fatica a tollerarlo.</p>
<h3 style="font-weight: 400;"><strong>LA PAZIENZA</strong></h3>
<p style="font-weight: 400;">La parola pazienza è una di quelle che sembrano chiare… finché non si prova a usarle davvero. Perché, appena serve, diventa difficile.</p>
<p style="font-weight: 400;">Deriva dal latino <em>patientia</em>, derivato di <em>patiens, </em>paziente: sopportare, sostenere, portare.</p>
<p style="font-weight: 400;">Già qui qualcosa si capisce.Non ha nulla a che fare con lo stare fermi e basta.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ha a che fare con il restare, con il tenere, con il non scappare quando qualcosa non è immediatamente risolvibile.</p>
<p style="font-weight: 400;">Come scrive Joyce Meyer: “La pazienza non è la capacità di aspettare, ma la capacità di mantenere un buon atteggiamento mentre si aspetta.”</p>
<p style="font-weight: 400;">Tradotto in modo meno elegante: non è il tempo che passa, è come ci stai dentro.</p>
<p style="font-weight: 400;">E spesso ci si sta male.Perché la pazienza è un lavoro attivo e a tratti faticoso.</p>
<p style="font-weight: 400;">Lo sanno bene i genitori,  ancora di più i genitori di adolescenti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ci sono momenti in cui la pazienza non è un concetto, è quasi un esercizio muscolare.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tenere a bada l’impulso, la pancia, la voglia di intervenire subito.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non reagire all’ultima trovata – magari “geniale” – del figlio.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non partire per primi; restare e aspettare quel mezzo secondo in più che spesso cambia tutto.</p>
<p style="font-weight: 400;">È lì che si apre uno spazio.</p>
<h3 style="font-weight: 400;"><strong> </strong><strong>UNA COSA CONTROINTUITIVA</strong></h3>
<p style="font-weight: 400;">Il punto è che tutto questo va contro quello a cui siamo abituati:velocità, risposte immediate, soluzioni.</p>
<p style="font-weight: 400;">Anche in terapia: <em>“quanto ci vuole?”,“quando passa?”, “cosa devo fare</em>?”</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma la mente non funziona così. Daniel Kahneman, psicologo e premio Nobel per l’economia, ha descritto come il nostro modo di pensare non sia unico: esiste un funzionamento rapido, automatico, intuitivo, e un funzionamento più lento, riflessivo, che richiede tempo ed energia.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il primo è immediato.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il secondo è quello che permette di rielaborare davvero l’esperienza.</p>
<p style="font-weight: 400;">Forzare i tempi, spesso, significa restare nel primo.</p>
<h3 style="font-weight: 400;"><strong>QUANDO, FORSE, NON SUCCEDE NULLA</strong></h3>
<p style="font-weight: 400;">Ci sono momenti, in terapia, in cui sembra che non succeda niente.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le cose girano.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tornano.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non si sbloccano.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ed è proprio lì che molti si innervosiscono.</p>
<p style="font-weight: 400;">E invece, a volte, è esattamente lì che sta succedendo qualcosa.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non visibile. Non immediato.Ma reale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel nostro lavoro il tempo non è un riempitivo. È una condizione.</p>
<p style="font-weight: 400;">E la pazienza non è una virtù accessoria. È il modo.</p>
<p style="font-weight: 400;">È il modo in cui qualcosa, lentamente, trova spazio.</p>
<p style="font-weight: 400;">Come ricorda Il piccolo principe:</p>
<p style="font-weight: 400;">“È il tempo che hai perso per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante.”</p>
<p style="font-weight: 400;">Chissà quante salette avrò perso e quante salette rischiamo di perdere andando di corsa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/chi-siamo/marco-caltanissetta/">Marco Caltanissetta</a></p>
<p><a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/contatti/">Centro Clinico di Psicologia Caltanissetta Buratti</a></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p>L'articolo <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/tempo-psicoterapia-pazienza-relazione/">UNA SALETTA. IL TEMPO NON È UN DETTAGLIO. E LA PAZIENZA NON È ASPETTARE.</a> proviene da <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it">Centro clinico psicologia</a>.</p>
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