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	<title>Traumi e lutto Archivi - Centro clinico psicologia</title>
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		<title>Il lutto: quando è normale e quando è complicato?</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/il-lutto-quando-e-normale-e-quando-e-complicato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Clinico di Psicologia Caltanissetta Buratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2021 09:25:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Traumi e lutto]]></category>
		<category><![CDATA[lutto]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia Milano]]></category>
		<category><![CDATA[trauma e lutto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> IL LUTTO: QUANDO È NORMALE E QUANDO E&#8217; COMPLICATO? Partiamo dal presupposto che il lutto non è una patologia, ma un’esperienza dolorosa e umana. Il lutto, per quanto doloroso, è una risposta fisiologica, istintiva e soggettiva per la morte di una persona amata. Perdere per sempre qualcuno smarrisce, e il dolore non svanisce rapidamente, ma per&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong> IL LUTTO: QUANDO È NORMALE E QUANDO E&#8217; COMPLICATO? </strong></h3>
<p>Partiamo dal presupposto che il <strong>lutto non è una patologia, ma un’esperienza dolorosa e umana</strong>. Il lutto, per quanto doloroso, è una risposta fisiologica, istintiva e soggettiva per la morte di una persona amata.</p>
<p>Perdere per sempre qualcuno smarrisce, e il dolore non svanisce rapidamente, ma per la società di oggi fermarsi per troppo tempo viene considerata “malattia”&#8230;se ci pensiamo anche il tempo delle lacrime è socialmente concesso il giorno del funerale, dopo “devi reagire!”.</p>
<p>Il lutto è il segno di una perdita significativa; di un tempo critico perché la persona da quel momento si trova a vivere senza l’altro. Questo è doloroso, difficile, e per alcuni, una sofferenza che consuma il senso e il valore di andare avanti.</p>
<p><strong> La perdita di senso della propria vita spaventa perché ci si sente senza strumenti e senza fiducia nel poterli ritrovare.</strong> Nei primi mesi prevale il desiderio di tornare indietro, di negare la morte e il dolore sembra l’unico sentimento per sentirsi vicino alla persona defunta. Tutto questo richiede tempo per essere vissuto ed elaborato. Le risorse personali, familiari e sociali consentono una elaborazione del lutto cosiddetto normale. Ovvero, si riesce con sacrificio a riorganizzare il proprio presente, le proprie abitudini e riprendere in mano il proprio futuro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>IL LUTTO: QUANDO PUO&#8217; DIVENTARE COMPLICATO?</h3>
<p><strong>Talvolta passano i mesi ma il dolore resta invariato.</strong> Ci si sente imprigionati nell’angoscia. La mente è abitata dai ricordi e dalle immagini degli ultimi momenti. Non si riesce a dormire o a mangiare tendendo ad isolarsi, perché incompresi nel proprio dolore. Questo rende impossibile integrare l’esperienza di perdita nella propria storia. Ci si sente bloccati nel passato e il lutto diventa<strong> complicato</strong> nella sua elaborazione.</p>
<p><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Manuale_diagnostico_e_statistico_dei_disturbi_mentali">Il <em>Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali </em>(DSM-5)</a> inserisce la diagnosi di <strong>lutto persistente e complicato</strong> nel “disturbo correlato a eventi traumatici e stressanti”.</p>
<p>Per i criteri proposti dal DSM-5 almeno uno dei seguenti sintomi è stato presente per almeno per 12 mesi:</p>
<ul>
<li>L’individuo ha vissuto la morte di qualcuno con cui aveva una relazione stretta.</li>
<li>Un persistente desiderio/nostalgia della persona deceduta.</li>
<li>Tristezza e dolore emotivo intensi in seguito alla morte.</li>
<li>Preoccupazione per il deceduto.</li>
<li>Preoccupazione per le circostanze della morte.</li>
<li>Marcata difficoltà nell’accettare la morte.</li>
<li>Provare incredulità o torpore emotivo riguardo la perdita.</li>
<li>Difficoltà ad abbandonarsi a ricordi positivi che riguardano il deceduto.</li>
<li>Amarezza o rabbia in relazione alla perdita.</li>
<li>Valutazione negativa di sé in relazione al deceduto o alla morte (per es., senso di autocolpevolezza).</li>
<li>Eccessivo evitamento di ricordi della perdita (per es., evitamento di persone, luoghi o situazioni associati al deceduto)</li>
</ul>
<p>Chi vive un lutto complicato potrebbe avere difficoltà nel provare fiducia verso gli altri. Dopo 12 mesi dalla perdita sentire che la vita è ancora vuota o priva di senso. Nonostante il passare del tempo resta la difficoltà nel perseguire i propri interessi o nel fare piani per il futuro (per es. amicizie, attività).</p>
<p>Un lutto persistente e complicato produce effetti negativi sulla salute fisica e mentale influenzando fortemente la qualità della vita della persona in lutto e dei loro familiari (Lombardo et al. 2017). Ma tutto questo non perché non si è abbastanza forti o capaci. Iniziamo a concedere all’essere umano non solo la ricerca dell’essere forte ma anche dell’essere fragile e ferito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>COME PRENDERSI CURA DEL PROPRIO LUTTO</strong></h3>
<p>Elaborare un lutto richiede tempo al di là che sia normale o persistente e complicato. Non confondiamo la parola reagire con il non sentire dolore.</p>
<p>Ma accogliere il dolore come espressione di un momento difficile della vita. Un momento segnato da una separazione non voluta, non scelta ma con cui ora ci si trova a fare i conti. <strong><em>E se il dolore lo sentiamo troppo grande? </em></strong>Chiedere aiuto è la strada per ritrovarsi. Se prendiamo sul serio il nostro dolore possiamo non restare imprigionati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di <em>Marica Mulè</em></p>
<p><em>Psicologa -Referente del gruppo di supporto al lutto e percorsi individuali Hospice Casa Madonna Dell&#8217;Uliveto (RE)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bibliografia</p>
<p><a href="https://www.libreriacortinamilano.it/scheda-libro/american-psychiatric-association/dsm-5-manuale-diagnostico-e-statistico-dei-disturbi-mentali-9788860306616-24498.html?gclid=CjwKCAiAirb_BRBNEiwALHlnDxghbGOLVuHyVaW2OE6_8SGms-TFfTWqMocVrxuWrsjP8bEjGwOL3BoC54EQAvD_BwE">American Psychiatric Association, 2014.</a> Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta edizione. DSM-5. Milano: Raffaello Cortina Editore</p>
<p><a href="https://www.rivistadipsichiatria.it/archivio/1551/articoli/16903/">Lombardo L., Lai C., Luciani M., Morelli E., Buttinelli E., Aceto P., Lai S., D’onofrio M., Galli F., Bellizzi F., Italo Penco I. (2017).</a> Eventi di perdita e lutto complicato: verso una definizione di disturbo da sofferenza prolungata per il DSM-5. Rivista di psichiatria 2014;49(3) pp. 106-114</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Perdere un bambino in gravidanza. Il lutto perinatale</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/perdere-un-bambino-in-gravidanza-il-lutto-perinatale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Clinico di Psicologia Caltanissetta Buratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Sep 2019 13:16:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[Traumi e lutto]]></category>
		<category><![CDATA[perdita bambino in gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia in gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PERDERE UN BAMBINO IN GRAVIDANZA: IL LUTTO PERINATALE Perdere un bambino in gravidanza, o subito dopo poco il parto, implica l&#8217;interruzione di un progetto di vita. Lascia un vuoto, una mancanza che porta con sé una grande sofferenza emotiva. La morte perinatale è un lutto a tutti gli effetti. La donna, nel periodo della gestazione,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/perdere-un-bambino-in-gravidanza-il-lutto-perinatale/">Perdere un bambino in gravidanza. Il lutto perinatale</a> proviene da <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it">Centro clinico psicologia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3></h3>
<h3>PERDERE UN BAMBINO IN GRAVIDANZA: IL LUTTO PERINATALE</h3>
<p>Perdere un bambino in gravidanza, o subito dopo poco il parto, implica l&#8217;interruzione di un progetto di vita.</p>
<p>Lascia un vuoto, una mancanza che porta con sé una grande sofferenza emotiva.</p>
<p><strong>La morte perinatale è un lutto a tutti gli effetti</strong>. La donna, nel periodo della gestazione, ha vissuto con il proprio bambino, sperimentando emozioni e sensazioni.</p>
<p>Ci sono state fantasie, speranze, aspettative. Improvvisamente tutto questo svanisce.</p>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LA PERDITA IN GRAVIDANZA</h3>
<p>Si parla di <strong>morte perinatale</strong> quando la perdita del bambino si verifica dalla 28ma settimana di gestazione al 7° giorno dopo il parto.</p>
<p>E se la perdita si verifica prima?</p>
<p>Le donne che vivono l’esperienza di perdere un bambino in gravidanza sperimentano una sofferenza legata a un <strong>lutto,</strong> a prescindere dall’epoca della gestazione, dalla presenza di patologie fetali o materne, o dalla ragione, se aborto terapeutico oppure spontaneo.</p>
<p><strong>Improvvisamente si interrompe la storia di maternità.</strong></p>
<p>La coppia bruscamente deve abbandonare tutte le fantasie e aspettative, che stavano crescendo giorno dopo giorno, legate al bambino e alla vita che avevano pensato insieme a lui.</p>
<p>Al <strong>dolore della perdita,</strong> ancora troppo spesso, si aggiungono le frasi fatte, pronunciate da conoscenti e non, come “<em>sono cose che capitano</em>” “<em>è stato meglio così</em>” “<em>vedrai la prossima volta andrà meglio</em>” “<em>concentrati sul futuro</em>” “<em>in fondo non lo conoscevi nemmeno</em>” “<em>non era formato era ancora un feto</em>” “<em>fortunatamente avete un altro figlio, concentrati su di lui</em>”.</p>
<p>Tentativi di consolazione o di minimizzazione dell’accaduto che non alleviano la ferita interiore. Anzi.</p>
<p><strong>Il dolore è un vissuto soggettivo</strong> e non possiamo certamente misurarlo in base alle settimane di gestazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>PERDERE UN BAMBINO IN GRAVIDANZA: DALLA PARTE DELLA MAMMA</h3>
<p>Perdere un bambino in gravidanza provoca uno <strong>shock emotivo</strong>. L&#8217;attesa si è spezzata.</p>
<p><strong>La donna</strong> che si trova nella situazione della perdita dapprima si sente confusa, smarrita talvolta in una sorta di ovattamento emotivo.</p>
<p>Poi un susseguirsi di domande e di dubbi iniziano ad affacciarsi nella mente “<em>perché proprio a me</em>” “<em>cosa potevo fare per evitarlo?</em>” “<em>se avessi&#8230;</em>”.</p>
<p>Di fronte a questo evento sopraggiungono soprattutto <strong>sentimenti di colpa</strong>, <strong>di fallimento</strong>, <strong>di rabbia</strong>, di impotenza e <strong>tristezza</strong>.</p>
<p>La donna spesso si trova a pensare “<em>magari quella volta avrei potuto…</em>”, si sente sbagliata e mette anche in discussione le proprie capacità generative.</p>
<p>Si può passare velocemente da un’<strong>emozione</strong> all’altra.</p>
<p>Oppure, proprio perché la risposta al dolore è individuale, le reazioni sono altre. Si mettono in campo strategie spesso inconsapevoli con lo scopo di allontanare le emozioni negative.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>PERDERE UN BAMBINO IN GRAVIDANZA:  DALLA PARTE DEI PAPA&#8217;</h3>
<p><strong>Nella coppia</strong> si può vivere e affrontare l’evento del lutto del bambino in modo diverso.</p>
<p>Siamo abituati a pensare che l’uomo ad esempio non può e non deve piangere e che il suo compito è mostrarsi sempre forte.</p>
<p>Ciò non significa che gli uomini non sperimentino dolore o che il loro dispiacere sia inferiore a quella della donna, queste sono inferenze culturali.</p>
<p>Invece c’è un <strong>impatto emotivo anche per l’uomo</strong>. Sperimenta impotenza, rabbia e può sentirsi minato nel senso di autostima.</p>
<p>Diciamo semplicemente che le emozioni negative trovano un canale di espressione differente. Così talvolta <strong>l’uomo può negare la sofferenza</strong>, essere maggiormente irritabile, intensificare l’attività lavorativa o rifugiarsi nell’eccessiva attività sportiva.</p>
<p><strong>La perdita del bambino</strong> porta con sé un profondo turbamento che può avere ripercussioni sugli equilibri della donna ma anche della coppia.</p>
<p>Per questo motivo è importante sapere che le modalità con cui si può manifestare il dolore sono diverse, ma riguardano sicuramente entrambi.</p>
<p>Fondamentale è poter parlare liberamente del proprio dolore e ascoltarsi l’un l’altro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>IL PERCORSO DELL’ELABORAZIONE DEL LUTTO PERINATALE</h3>
<p>Il lutto è un evento difficile nella vita e le reazioni, il modo di affrontarlo sono soggettive.</p>
<p>Se il <strong>lutto</strong> non viene adeguatamente elaborato alcuni aspetti traumatici potrebbero riaffiorare in seguito, talvolta durante <strong>una successiva gravidanza</strong>.</p>
<p>L’elaborazione della perdita è un percorso. Ciascuno lo attraversa con le proprie modalità e risorse.</p>
<p>Magari all’inizio si avverte il bisogno di chiudersi nel proprio dolore e non se ne parla per <strong>vergogna</strong>.</p>
<p>Per la coppia poter parlare e narrare la propria storia dando spazio ai vissuti emotivi, ai ricordi, è un elemento molto importante per l’elaborazione di questo evento.</p>
<p>Per la donna che affronta la perdita precoce del proprio bambino, infatti, molto spesso è di aiuto poter esprime i propri stati emotivi, pensieri e bisogni. Per questo risulta importante la condivisione senza giudizio con il partner o una persona cara, oppure con persone che hanno vissuto la stessa esperienza.</p>
<p>Lo <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/prestazioni/psicoterapia-individuale/"> psicoterapeuta</a> può essere uno strumento fondamentale nella fase dell’<strong>elaborazione del lutto</strong>.</p>
<p>Durante questo periodo ci possono essere <strong>momenti più complicati,</strong> come le ricorrenze, la data presunta del parto, ma anche <strong>momenti di recupero</strong>. E’ necessario darsi del tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/chi-siamo/consulenti/"><em>Stefania Crispino</em></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/perdere-un-bambino-in-gravidanza-il-lutto-perinatale/">Perdere un bambino in gravidanza. Il lutto perinatale</a> proviene da <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it">Centro clinico psicologia</a>.</p>
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