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	<title>basta stress Archivi - Centro clinico psicologia</title>
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		<title>Stress: la pienezza del vuoto</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/stress-la-pienezza-del-vuoto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Clinico di Psicologia Caltanissetta Buratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2019 10:51:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Stress lavorativo]]></category>
		<category><![CDATA[basta stress]]></category>
		<category><![CDATA[paura della noia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapeuta]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia Milano]]></category>
		<category><![CDATA[senso di vuoto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stress, stress e ancora stress. Sembra impossibile potersi fermare. È paradossale quanto sia più facile riempirci la giornata di impegni, incastrare ogni attività, piuttosto che fermarci e riposare. Fermarci ed  eventualmente anche annoiarci. Siamo ormai diventati abilissimi a non lasciare nessuna casella vuota nell’agenda. Possiamo fare tutto. Arrivare ovunque. Sopportare ogni stress. &#160; PERCHE’ TUTTO QUESTO&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/stress-la-pienezza-del-vuoto/">Stress: la pienezza del vuoto</a> proviene da <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it">Centro clinico psicologia</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Stress, stress e ancora stress.</p>
<p>Sembra impossibile potersi fermare.</p>
<p>È paradossale quanto sia più facile riempirci la giornata di impegni, incastrare ogni attività, piuttosto che fermarci e riposare.</p>
<p>Fermarci ed  eventualmente anche annoiarci.</p>
<p>Siamo ormai diventati abilissimi a non lasciare nessuna casella vuota nell’agenda. Possiamo fare tutto. Arrivare ovunque. Sopportare ogni stress.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>PERCHE’ TUTTO QUESTO STRESS?</h3>
<p>Per prima cosa bisogna ammettere che viviamo in una società dove tutto è troppo veloce. Dove <strong>non esiste il valore del tempo</strong> o la <strong>concezione del tempo come valore. </strong></p>
<p>Mi viene in mente la soddisfazione di una giovane donna dalla carriera brillante e dalla vita piena di stress e impegni, quando mi raccontò, con aria sollevata, che finalmente anche il supermercato sotto casa sua sarebbe rimasto aperto 24 ore su 24.</p>
<p>Una vera grazia!</p>
<p>Basta frigorifero vuoto! Avrebbe potuto fare la spesa in ogni momento, dalla mattina alle 7 prima di andare a lavoro, fino alla sera, dopo le 22 al suo rientro.</p>
<p>O ancora, quante volte, in <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/prestazioni/psicoterapia-individuale/">psicoterapia</a>, ascolto persone lamentarsi della domenica, considerata paradossalmente, la giornata più faticosa della settimana proprio perché manca di ritmo, di doveri, di cose che vanno fatte per forza.</p>
<p>Una domenica, dunque, che ci mette in contatto con la fatica del fermarsi o anche solo del rallentare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>COSA IMPEDISCE DI FERMARCI?</strong></h3>
<p>Rispondere a questa domanda è difficile perché le spiegazioni sono diverse.</p>
<p>Molte volte, non possiamo fermarci perché <strong>ci sentiamo </strong><strong>sovrastati</strong> da cose da fare e non riusciamo a mettere una priorità: <strong>Tutto </strong>diventa una cosa da fare <strong>subito</strong>.</p>
<p>Altre volte, mossi da un insano senso del dovere misto a una tendenza al sacrificio <strong>Tutto</strong> diventa una cosa che <strong>solo noi</strong> <strong>possiamo fare</strong>.</p>
<p>Ma è proprio cosi?</p>
<p>O forse la domanda da porsi è: <strong>quanto ci costa il “non fare”</strong>?</p>
<p>Sembra paradossale, ma per <em>non fare</em> ci vuole un grosso impegno, una forte motivazione.</p>
<p>Bisogna concederselo.</p>
<p>Dobbiamo legittimarcelo.</p>
<p>E soprattutto… dobbiamo sconfiggere il senso di colpa legato al piacere. Quella fastidiosa sensazione scaturita dal fatto che invece di fare qualcosa di utile, “buttiamo via il tempo” … godendoci un po’ di relax… il <strong>dolce far nulla</strong>. Che se non c&#8217;è&#8217; stress è perchè non stiamo facendo abbastanza.</p>
<p>Infatti, se provassimo a riflettere davvero su tutte le cose che facciamo, ci renderemmo conto che, molte di queste, potrebbero essere evitate o comunque ridotte e delegate.</p>
<p>Potremmo dunque arrivare a capire, che in fin dei conti, ciò che impedisce di fermarci è il <strong>disagio</strong> nel<strong> trovarsi senza niente da fare</strong>, <strong>di fronte a un vuoto</strong>, alla <strong>solitudine dell’esserci</strong>.</p>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>LA PAURA DEL VUOTO</strong></h3>
<p>Per questa ragione dobbiamo sempre avere le mani in pasta. Prendiamo per esempio la domenica.</p>
<p>Chi “usa” la domenica per le pulizie di fino: “<em>Ho pulito le fughe del pavimento… <strong>vanno fatte</strong>!</em>”.</p>
<p>Chi va a vedere una mostra senza alcun interesse “<em>Odio l’arte contemporanea, ma la domenica <strong>non posso stare sul divano</strong></em>”.</p>
<p>Chi passa la giornata a mangiare: “<em>Ho fatto fuori biscotti, patatine… mi sento in colpa, ma <strong>mi annoiavo</strong></em>”.</p>
<p>Chi si porta avanti col lavoro “<em>La domenica <strong>posso lavorare tranquillo</strong> senza i colleghi</em>”.</p>
<p>Chi fa i compiti con i figli “<strong><em>Dovevo</em></strong><em> ascoltare la lezione di mio figlio perché domani <strong>siamo interrogati</strong> in latino.. non capivo nulla, io non ho mai fatto latino ”.</em></p>
<p>Insomma, che sia per senso del dovere, senso di colpa, senso di onnipotenza, sacrificio e stoicismo o per un pilota automatico che non si riesce a disinnescare, si è perso il valore del fermarsi e lasciare uno spazio vuoto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>LA PIENEZZA DEL VUOTO</strong></h3>
<p>La cosa che più mi affascina della mia professione è che la psicologia è una scienza relativamente nuova, che attinge molti dei suoi concetti da discipline antiche.</p>
<p>Il <em>vuoto</em>, per esempio, è un concetto largamente esplorato dalla fisica e dalla filosofia.</p>
<p>Aristotele parlava di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Horror_vacui"><em>horror vacui</em>,</a> proprio per definire questo concetto: <u>“<em>natura abhorret a vocuo”</em></u> la natura rifugge il vuoto, perciò lo riempie costantemente. Ogni gas o liquido tenta di riempire lo spazio, evitando di lasciarne porzioni vuote.</p>
<p>Ecco qui! Noi facciamo la stessa cosa. Tentiamo di occupare tutto. Non lasciare spazi vuoti, perché anche noi <strong>rifuggiamo il vuoto.</strong> Lo temiamo.</p>
<p>Sant’Agostino non era da meno, nelle <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Confessioni"><em>Confessioni</em>,</a> spiega il vuoto come un’entità tangibile che rappresentava uno stato senza Dio. Identificato con il diavolo, il nulla costituiva la forma più estrema del peccato e del male.</p>
<p>Tra tutti, quello che più da’ uno sguardo di speranza è <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Leucippo">Leucippo</a>, che nel 500 a.C, aveva dato una lettura molto più simile a quella psicologica che vi propongo: <strong>il vuoto è necessario per permettere i cambiamenti e i movimenti.</strong></p>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>BASTA STRESS</h3>
<p>Forse il punto è proprio questo. È il costruire uno spazio vuoto che ci permetta di entrare realmente in contatto con noi stessi, coi nostri bisogni reali e coi nostri desideri.</p>
<p>E’ quando non si ha niente da fare che ci si può concedere semplicemente di esserci, per ciò che siamo.</p>
<p>E magari potremmo accorgerci che, anche senza tutto il nostro fare, le cose vanno avanti.</p>
<p>Che le persone che ci stanno accanto continueranno a stimarci e volerci bene anche se non facciamo qualcosa per loro.</p>
<p>Che il nostro non fare, il nostro silenzio <u>può essere</u> molto più pieno e arricchente di tutte le attività.</p>
<p>Che è il vuoto a permetterci di cambiare introducendo nella vita ciò di cui realmente abbiamo bisogno. Quello che davvero desideriamo.</p>
<p>Se tutto è pieno e occupato, non c’è spazio. E senza spazio si è incastrati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/chi-siamo/elisa-buratti/"><em>Elisa Buratti</em></a></p>
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