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	<title>psicoterapia in gravidanza Archivi - Centro clinico psicologia</title>
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		<title>Perdere un bambino in gravidanza. Il lutto perinatale</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/perdere-un-bambino-in-gravidanza-il-lutto-perinatale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Clinico di Psicologia Caltanissetta Buratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Sep 2019 13:16:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[Traumi e lutto]]></category>
		<category><![CDATA[perdita bambino in gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia in gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PERDERE UN BAMBINO IN GRAVIDANZA: IL LUTTO PERINATALE Perdere un bambino in gravidanza, o subito dopo poco il parto, implica l&#8217;interruzione di un progetto di vita. Lascia un vuoto, una mancanza che porta con sé una grande sofferenza emotiva. La morte perinatale è un lutto a tutti gli effetti. La donna, nel periodo della gestazione,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3></h3>
<h3>PERDERE UN BAMBINO IN GRAVIDANZA: IL LUTTO PERINATALE</h3>
<p>Perdere un bambino in gravidanza, o subito dopo poco il parto, implica l&#8217;interruzione di un progetto di vita.</p>
<p>Lascia un vuoto, una mancanza che porta con sé una grande sofferenza emotiva.</p>
<p><strong>La morte perinatale è un lutto a tutti gli effetti</strong>. La donna, nel periodo della gestazione, ha vissuto con il proprio bambino, sperimentando emozioni e sensazioni.</p>
<p>Ci sono state fantasie, speranze, aspettative. Improvvisamente tutto questo svanisce.</p>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LA PERDITA IN GRAVIDANZA</h3>
<p>Si parla di <strong>morte perinatale</strong> quando la perdita del bambino si verifica dalla 28ma settimana di gestazione al 7° giorno dopo il parto.</p>
<p>E se la perdita si verifica prima?</p>
<p>Le donne che vivono l’esperienza di perdere un bambino in gravidanza sperimentano una sofferenza legata a un <strong>lutto,</strong> a prescindere dall’epoca della gestazione, dalla presenza di patologie fetali o materne, o dalla ragione, se aborto terapeutico oppure spontaneo.</p>
<p><strong>Improvvisamente si interrompe la storia di maternità.</strong></p>
<p>La coppia bruscamente deve abbandonare tutte le fantasie e aspettative, che stavano crescendo giorno dopo giorno, legate al bambino e alla vita che avevano pensato insieme a lui.</p>
<p>Al <strong>dolore della perdita,</strong> ancora troppo spesso, si aggiungono le frasi fatte, pronunciate da conoscenti e non, come “<em>sono cose che capitano</em>” “<em>è stato meglio così</em>” “<em>vedrai la prossima volta andrà meglio</em>” “<em>concentrati sul futuro</em>” “<em>in fondo non lo conoscevi nemmeno</em>” “<em>non era formato era ancora un feto</em>” “<em>fortunatamente avete un altro figlio, concentrati su di lui</em>”.</p>
<p>Tentativi di consolazione o di minimizzazione dell’accaduto che non alleviano la ferita interiore. Anzi.</p>
<p><strong>Il dolore è un vissuto soggettivo</strong> e non possiamo certamente misurarlo in base alle settimane di gestazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>PERDERE UN BAMBINO IN GRAVIDANZA: DALLA PARTE DELLA MAMMA</h3>
<p>Perdere un bambino in gravidanza provoca uno <strong>shock emotivo</strong>. L&#8217;attesa si è spezzata.</p>
<p><strong>La donna</strong> che si trova nella situazione della perdita dapprima si sente confusa, smarrita talvolta in una sorta di ovattamento emotivo.</p>
<p>Poi un susseguirsi di domande e di dubbi iniziano ad affacciarsi nella mente “<em>perché proprio a me</em>” “<em>cosa potevo fare per evitarlo?</em>” “<em>se avessi&#8230;</em>”.</p>
<p>Di fronte a questo evento sopraggiungono soprattutto <strong>sentimenti di colpa</strong>, <strong>di fallimento</strong>, <strong>di rabbia</strong>, di impotenza e <strong>tristezza</strong>.</p>
<p>La donna spesso si trova a pensare “<em>magari quella volta avrei potuto…</em>”, si sente sbagliata e mette anche in discussione le proprie capacità generative.</p>
<p>Si può passare velocemente da un’<strong>emozione</strong> all’altra.</p>
<p>Oppure, proprio perché la risposta al dolore è individuale, le reazioni sono altre. Si mettono in campo strategie spesso inconsapevoli con lo scopo di allontanare le emozioni negative.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>PERDERE UN BAMBINO IN GRAVIDANZA:  DALLA PARTE DEI PAPA&#8217;</h3>
<p><strong>Nella coppia</strong> si può vivere e affrontare l’evento del lutto del bambino in modo diverso.</p>
<p>Siamo abituati a pensare che l’uomo ad esempio non può e non deve piangere e che il suo compito è mostrarsi sempre forte.</p>
<p>Ciò non significa che gli uomini non sperimentino dolore o che il loro dispiacere sia inferiore a quella della donna, queste sono inferenze culturali.</p>
<p>Invece c’è un <strong>impatto emotivo anche per l’uomo</strong>. Sperimenta impotenza, rabbia e può sentirsi minato nel senso di autostima.</p>
<p>Diciamo semplicemente che le emozioni negative trovano un canale di espressione differente. Così talvolta <strong>l’uomo può negare la sofferenza</strong>, essere maggiormente irritabile, intensificare l’attività lavorativa o rifugiarsi nell’eccessiva attività sportiva.</p>
<p><strong>La perdita del bambino</strong> porta con sé un profondo turbamento che può avere ripercussioni sugli equilibri della donna ma anche della coppia.</p>
<p>Per questo motivo è importante sapere che le modalità con cui si può manifestare il dolore sono diverse, ma riguardano sicuramente entrambi.</p>
<p>Fondamentale è poter parlare liberamente del proprio dolore e ascoltarsi l’un l’altro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>IL PERCORSO DELL’ELABORAZIONE DEL LUTTO PERINATALE</h3>
<p>Il lutto è un evento difficile nella vita e le reazioni, il modo di affrontarlo sono soggettive.</p>
<p>Se il <strong>lutto</strong> non viene adeguatamente elaborato alcuni aspetti traumatici potrebbero riaffiorare in seguito, talvolta durante <strong>una successiva gravidanza</strong>.</p>
<p>L’elaborazione della perdita è un percorso. Ciascuno lo attraversa con le proprie modalità e risorse.</p>
<p>Magari all’inizio si avverte il bisogno di chiudersi nel proprio dolore e non se ne parla per <strong>vergogna</strong>.</p>
<p>Per la coppia poter parlare e narrare la propria storia dando spazio ai vissuti emotivi, ai ricordi, è un elemento molto importante per l’elaborazione di questo evento.</p>
<p>Per la donna che affronta la perdita precoce del proprio bambino, infatti, molto spesso è di aiuto poter esprime i propri stati emotivi, pensieri e bisogni. Per questo risulta importante la condivisione senza giudizio con il partner o una persona cara, oppure con persone che hanno vissuto la stessa esperienza.</p>
<p>Lo <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/prestazioni/psicoterapia-individuale/"> psicoterapeuta</a> può essere uno strumento fondamentale nella fase dell’<strong>elaborazione del lutto</strong>.</p>
<p>Durante questo periodo ci possono essere <strong>momenti più complicati,</strong> come le ricorrenze, la data presunta del parto, ma anche <strong>momenti di recupero</strong>. E’ necessario darsi del tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/chi-siamo/consulenti/"><em>Stefania Crispino</em></a></p>
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		<title>Le difficoltà della maternità per la neo-mamma</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/le-difficolta-della-maternita-per-la-neo-mamma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Clinico di Psicologia Caltanissetta Buratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Mar 2019 08:58:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Genitori e figli]]></category>
		<category><![CDATA[Gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[depressione post partum]]></category>
		<category><![CDATA[maternity blues]]></category>
		<category><![CDATA[neo-mamma]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia in gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La maternità è un momento di crisi evolutiva e per la neo-mamma rappresenta un’opportunità di trasformazione maturativa, ma non sempre è così. Talvolta il cambiamento si trasforma in un’impasse che causa un importante disagio fino ad arrivare a quadri psicopatologici come la depressione post partum. &#160; LA VITA DA NEO-MAMMA E LE DIFFICOLTA&#8217; DELLA MATERNITA&#8217;&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>maternità</strong> è un momento di crisi evolutiva e per la <strong>neo-mamma</strong> rappresenta un’opportunità di trasformazione maturativa, ma non sempre è così.</p>
<p>Talvolta il cambiamento si trasforma in un’impasse che causa un importante disagio fino ad arrivare a quadri psicopatologici come la <strong>depressione post partum</strong>.</p>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LA VITA DA NEO-MAMMA E LE DIFFICOLTA&#8217; DELLA MATERNITA&#8217;</h3>
<p>Nel vivere l’esperienza della <strong><a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/gravidanza-i-cambiamenti-che-sorprendono-e-confondono/">maternità</a>, </strong>nuova e unica nel suo genere, la neo-mamma può trovarsi in difficoltà.</p>
<p>Anche le false credenze che ruotano intorno al ruolo materno non sono di certo un aiuto per la donna&#8230; Tutt’altro, perché possono generare o aumentare <strong>sentimenti di inadeguatezza</strong>.</p>
<p>Spesso infatti  il pensiero comune dopo la nascita è che la donna saprà istintivamente cosa fare e come comportarsi con il proprio bambino, <strong>ma è un mito da sfatare!</strong></p>
<p>Dobbiamo pensare che <strong>insieme al bambino è nata una mamma.</strong></p>
<p>Come abbiamo detto, la maternità è una condizione nuova e <strong>non bisogna preoccuparsi se non si è subito capaci di affrontare una situazione.</strong> E’ necessario darsi del tempo per imparare a relazionarsi con il nuovo arrivato.</p>
<p>Gli <strong>aspetti di cura del neonato</strong> si apprendono.</p>
<p>Ciascuna donna ha i propri tempi ed è normale che ci siano dubbi, incertezze e che talvolta la sensazione sia di non sentirsi all’altezza.</p>
<p>Quindi, se ad esempio non si capiranno immediatamente le <strong>ragioni del pianto del neonato</strong> o come allattarlo non significa essere una cattiva mamma.</p>
<p>Bisogna pensare che <strong>ogni momento diventa un’occasione per conoscersi.</strong></p>
<p>Dopo la nascita del bambino alcune mamme si domandano: &#8220;M<em>a&#8230; se ho voglia di fare altro allora vuol dire che non amo il mio bambino?&#8221;</em>. Non è così, perché ci sono anche i <strong>bisogni e i desideri della mamma</strong> ed è bene che siano legittimati.</p>
<p>E&#8217; necessario infatti sottolineare che riuscire a ritagliarsi del tempo per sé in attività piacevoli è importante e ne gioverà anche la relazione con il bambino.</p>
<p>Le reazioni affettive e comportamentali all’inizio della maternità talvolta possono spaventare e anche se non si tratta di psicopatologia può essere utile un sostegno psicologico per vivere più serenamente questo momento così particolare della propria vita.</p>
<h3></h3>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>MATERNITY BLUES. EMOZIONI E SENSAZIONI DOPO IL PARTO</h3>
<p>Alcune mamme vivono bene l’esperienza dell’immediato post partum, altre invece hanno una reattività diversa. Si tratta di una situazione chiamata <strong>maternity blues</strong>.</p>
<p>Quello che dobbiamo sapere è che una condizione differente dalla depressione post partum.</p>
<p>La maternity blues si presenta con un’alta incidenza sulle donne nei giorni successivi al parto e solitamente i sintomi sono transitori e scompaiono in modo naturale nel giro di pochi giorni.</p>
<p>Ma cosa succede?</p>
<p>La neo-mamma, nell’immediato post partum, ha un’<strong>oscillazione del tono dell’umore</strong>, vive <strong>momenti di sconforto</strong>, si può sentire <strong>triste</strong>, essere irritabile, in <strong>ansia</strong> e compare una <strong>labilità emotiva</strong> caratterizzata da <strong>crisi di pianto</strong>.</p>
<p>Da cosa dipende questa condizione? In gioco c’è la combinazione di più fattori come le brusche variazioni ormonali, lo stress psico-fisico legato al travaglio e al parto, non ultima l’ansia associata all’aumento delle responsabilità.</p>
<p>In questi casi il supporto emotivo e l’aiuto pratico del partner, dei familiari e delle persone vicine è fondamentale.</p>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>DEPRESSIONE POST PARTUM: PERCHE’ E’ TUTTO COSI’ PESANTE?</h3>
<p>In parole semplici, quando si presenta la <strong>depressione post partum</strong> la neo-mamma non riesce ad allontanare i pensieri negativi e soprattutto, l’insieme di tutti questi pensieri tristi, finisce con l’occupare gran parte della giornata.</p>
<p>Ci sono poi le <strong>alterazioni del ritmo del sonno</strong>, dell’<strong>appetito;</strong> c’è la <strong>perdita di interesse</strong> verso le cose di tutti i giorni, si arriva a <strong>trascurare sé stesse e il bambino</strong>, <strong>si litiga con il partner.</strong></p>
<p>La percezione è quella di <strong>sentirsi una fallita</strong> ‘<em>non sono e non sarò mai una brava mamma’</em></p>
<p>Spesso la donna si colpevolizza perché non riesce ad apprezzare e gioire di questa nuova realtà e anche <strong>le emozioni nei confronti del proprio bambino sono anestetizzate</strong>.</p>
<p>Prendersi cura del figlio diventa un peso.</p>
<p>I familiari o conoscenti non sanno cosa fare quando si accorgono che la neo-mamma non è felice come ci si aspettava.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>QUALE ATTEGGIAMENTO ADOTTARE?</h3>
<p>Quando si verifica una depressione post partum è importante ricordare che la <strong>neo-mamma si sente sola</strong>, affaticata e spesso non riesce a chiedere aiuto anche per <strong>vergogna</strong>&#8230; Ha sentito così tante volte la frase : ‘C<em>he bello! adesso che sei mamma chissà come sei felice!</em>’&#8230; E invece a lei sta capitando di non essere felice.</p>
<p>La donna si rende conto che c’è qualcosa che non va, ma il più delle volte tende a nascondere i sintomi. Il punto è proprio questo.</p>
<p>Non bisogna vergognarsi di dire <em>non è come pensavo o mi aspettavo</em>.</p>
<p>Il partner, il familiare e chi le sta accanto dovrebbe dimostrare <strong>disponibilità all’ascolto</strong>, offrire <strong>conforto ed un sostegno pratico</strong>, in modo che la donna possa riposare sentendosi alleggerita dagli impegni di neo-mamma.</p>
<p>Inoltre è necessario che la donna venga sostenuta e incoraggiata nel richiedere un aiuto adeguato ad un professionista per l&#8217;inizio di un percorso di supporto o di <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/prestazioni/psicoterapia-individuale/">psicoterapia.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di <em>Stefania Crispino</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gravidanza: i cambiamenti che sorprendono e confondono</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/gravidanza-i-cambiamenti-che-sorprendono-e-confondono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Clinico di Psicologia Caltanissetta Buratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jan 2019 11:14:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
		<category><![CDATA[Gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia in gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[supporto genitori]]></category>
		<category><![CDATA[terapia di coppia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’esperienza della gravidanza è un evento sempre unico per ciascuna donna. La gravidanza è un’attesa fatta di mesi e giorni, momenti ricchi di sensazioni e riflessioni. Le future mamme si ritrovano in un flusso di emozioni, pensieri e fantasie che sorprendono e confondono allo stesso tempo. Per questo vorremmo parlare proprio a voi. Raccontarvi cosa&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’esperienza della <strong>gravidanza</strong> è un evento sempre unico per ciascuna donna. La gravidanza è un’attesa fatta di mesi e giorni, momenti ricchi di sensazioni e riflessioni.</p>
<p>Le future mamme si ritrovano in un flusso di emozioni, pensieri e <strong>fantasie</strong> che sorprendono e confondono allo stesso tempo.</p>
<p>Per questo vorremmo parlare proprio a voi. Raccontarvi cosa può succedere nella vostra mente.</p>
<p>Per prima cosa, è&#8217; normale che a  prevalere siano <strong>vissuti ambivalenti</strong>: da una parte gioia, entusiasmo e curiosità&#8230; dall&#8217;altra parte dubbi, paure e preoccupazioni.</p>
<p>Se vi state chiedendo: ‘<em>Sarò capace?’,’Che tipo di mamma sarò?’,’ Che genitori saremo?’, ‘E noi coppia, come cambieremo?</em>’ è semplicemente perchè ogni cambiamento, seppur voluto, scelto e tanto aspettato, può essere fonte di disagio.</p>
<p>Il cambiamento infatti crea una <strong>crisi</strong>, intesa come la <strong>spinta evolutiva,</strong> che rompe gli equilibri precedenti per costruirne di nuovi, più stabili e funzionali per la mamma, per il papà, per la coppia e per la nuova famiglia.</p>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>PICCOLE E GRANDI TRASFORMAZIONI NEL PERIODO DELL’ATTESA</strong></h3>
<p>Anche se la gravidanza è stata desiderata o programmata parliamo di un territorio sconosciuto.</p>
<p>I <strong>cambiamenti</strong> esterni e interni, così come i pensieri sul futuro, possono associarsi a emozioni che non sono così semplici da codificare o da condividere. Cambia il corpo, l&#8217;immagine di Sè, le relazioni, la coppia e la sessualità. Cambia la vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>L&#8217;IMMAGINE DEL CORPO IN GRAVIDANZA</strong></h3>
<p><strong>Il corpo che cambia, </strong>per esempio, diventa agli occhi del mondo l’evidenza del passaggio verso la nuova identità materna; la percezione del corpo che si modifica e le sensazioni dei movimenti del bambino alimentano l’immaginazione. Così la donna si trova a dover fare i conti con le diverse trasformazioni che avvengono a livello fisico.</p>
<p>Alcune future mamme scattano foto davanti allo specchio tenendosi il pancione.</p>
<p>Altre organizzano veri e propri servizi fotografici per immortalare i momenti più belli coinvolgendo anche il papà.</p>
<p>Altre ancora, invece, fanno più fatica ad accettare la trasformazione, a vedersi <em>diverse</em> da prima. &#8220;<em>Non mi piace la mia pancia</em>&#8221; disse una paziente chinando il capo come se stesse dicendo una cosa vergognosa, una di quelle cose che una brava mamma non dovrebbe neanche pensare. Eppure, anche questa risposta è comune e ha la stessa dignità di tutte le altre. E&#8217; solo diversa, forse più &#8220;scomoda&#8221; da dire. Infatti i cambiamenti corporei  possono generare <strong>preoccupazioni</strong> specifiche e, laddove è già presente un problema rispetto alla propria immagine corporea le difficoltà si accentuano.</p>
<p>Per questo è importante parlarne, senza sentirsi sbagliate nell&#8217;avere delle difficoltà durante quello che viene definito, a livello popolare, &#8220;il periodo più bello della vita&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>GRAVIDANZA: LA NUOVA IMMAGINE DI SE&#8217; COME MAMMA</strong></h3>
<p>Altri aspetti psicologici riguardano il passaggio <strong>dal ruolo di figlia a quello di madre.</strong></p>
<p>Nel tempo dell’attesa vengono rievocati ricordi, vissuti ed emozioni legati al rapporto con la propria madre. Questo sguardo rivolto al passato contribuisce alla sviluppo dell’<strong>idea di sé come mamma</strong>. Il nostro modello materno infatti deriva proprio da lì, dalle <strong>nostre mamme</strong>.</p>
<p>Alcune cose verranno custodite, interiorizzate e riprodotte, magari non troppo consapevolmente. Altre saranno rielaborate e rimaneggiate per costruire qualcosa di nuovo partendo dal vecchio. Altre completamente abbandonate.</p>
<p>E in tutto questo flusso di ricordi e riflessioni, è&#8217; anche frequente notare come la gravidanza &#8220;curi&#8221; antiche ferite nel rapporto con la propria madre, proprio perchè  si inizia a pensare,ripensare, elaborare.</p>
<p>Quante volte, in psicoterapia, sedute che iniziavano con &#8221; <em>Non vorrei mai diventare come mia madre!&#8221;</em>, finivano in maniera completamente diversa, portando alla luce tutto ciò che, anche quella mamma  apparentemente così inadeguata, ha fatto di buono e con amore! Atteggiamenti, episodi, pezzi di vita, che rivisti in una nuova prospettiva sembrano meno dannosi e più perdonabili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>LA COPPIA IN GRAVIDANZA</strong></h3>
<p>Si dice che la prima vera crisi della <strong>coppia</strong> è la nascita di un bambino. Niente paura! Ci spieghiamo meglio.</p>
<p>Come è già stato scritto  sopra, il concetto di crisi non va inteso in senso patologico, negativo e distruttivo&#8230; tutt&#8217;altro!.</p>
<p>La crisi è fondamentale per il cambiamento in quanto rompe un equilibrio, che nel presente, non può più reggere. Non serve più.</p>
<p>La coppia, per esempio, deve trovare spazio per la coppia genitoriale, senza restarne offuscata.</p>
<p>In questo tempo della gravidanza insomma, la coppia comincia a pensare alla nuova immagine di sé ‘<em>quando saremo mamma e papà</em>’, condividendo fantasie e desideri sulla vita che verrà.</p>
<p>La configurazione di nuovi equilibri copre anche la sfera della <strong>sessualità, </strong>che subirà dei cambiamenti, offrendo però ai partner l&#8217;occasione di costruire una nuova intimità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3> <strong>S.O.S MAMMA</strong></h3>
<p>Può succedere che in alcuni momenti la <strong>futura mamma</strong> si senta spaventata, ma non ne faccia parola con nessuno perché la risposta che potrebbe arrivare è <em>‘&#8221;Ma come non sei felice??? Stai per diventare mamma!’. </em></p>
<p>Ovviamente si tratta della risposta peggiore che si potrebbe ricevere.  Una di quelle frasi capaci di farti sentire la persona più sbagliata sulla faccia della terra.</p>
<p>I timori invece sono naturali e fisiologici di fronte ad un cambiamento e a un ripensamento della propria vita!</p>
<p>Le pressioni sociali legate all’<strong>idealizzazione materna </strong>talvolta entrano in contrasto con i desideri e le caratteristiche individuali della donna. Un esempio riguarda il lavoro.</p>
<p>Ci si può sentire combattute riguardo a cosa fare dopo la nascita del bambino. Pensieri su quando e come riprendere l’attività lavorativa e <strong>in che modo conciliare la realizzazione professionale con la maternità</strong>.</p>
<p>Anche la <strong>ricerca della perfezione</strong>, tendenza della nostra cultura, coinvolge questo particolare periodo della vita. Portando in certi casi vissuti problematici legati, soprattutto, a <strong>sentimenti di inadeguatezza</strong>.</p>
<p>Per alcune donne un’esperienza così carica emotivamente è un percorso graduale di adattamento e di trasformazione. Per altre si può delineare una situazione più difficile, di sofferenza con il rischio di andare incontro a un <strong>disturbo d’ansia</strong> oppure di <strong>depressione</strong>.</p>
<p>In questo ultimo caso chiedere una<a href="http://www.centroclinicopsicologia.it/prestazioni/consultazione-psicologica/"> consultazione psicologica</a> è fondamentale. Si tratta di un percorso mirato e focalizzato sulla mamma, che in alcuni casi, laddove necessario, può coinvolgere anche il papà. Il fine è quello di aiutare la donna a ritrovare la serenità perduta legittimandosi come madre, per quello che è. Non perfetta, ma unica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di <em>Stefania Crispino e Elisa Buratti</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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