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	<title>separazione Archivi - Centro clinico psicologia</title>
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		<title>La separazione: un evento critico che si può superare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Centro Clinico di Psicologia Caltanissetta Buratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Mar 2019 10:21:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>LA SEPARAZIONE, UN EVENTO CRITICO CHE SI PUO&#8217; AFFRONTARE E SUPERARE La separazione, come tutti gli eventi critici e dolorosi, ci appare distante dalla nostra personale esperienza di vita. Partecipiamo e comprendiamo ciò che sta accadendo alla nostra amica o al nostro collega, ma siamo certi che a noi non succederà. La paura della separazione&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/la-separazione-un-evento-critico-che-si-puo-superare/">La separazione: un evento critico che si può superare</a> proviene da <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it">Centro clinico psicologia</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>LA SEPARAZIONE, UN EVENTO CRITICO CHE SI PUO&#8217; AFFRONTARE E SUPERARE</h3>
<p>La <strong>separazione</strong>, come tutti gli <strong>eventi critici</strong> e dolorosi, ci appare distante dalla nostra personale esperienza di vita.</p>
<p>Partecipiamo e comprendiamo ciò che sta accadendo alla nostra amica o al nostro collega, ma siamo certi che a noi non succederà.</p>
<p>La paura della separazione è talmente forte che la esorcizziamo negandola. Eppure lo sappiamo che <strong>ogni inizio contiene anche la propria fine</strong>.</p>
<p>Ciò che non sappiamo è <strong>quando avverrà, come e perché.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LA PRESA DI DECISIONE</h3>
<p>Contrariamente alla relazione d’amore, in cui bisogna essere in due a scegliersi, <strong>la decisione della separazione è presa molto frequentemente da uno solo dei due partner</strong> e comunicata con sofferenza, rabbia e sensi di colpa.</p>
<p>Il “<strong>corpo familiare</strong>”* si trova immerso e sommerso da una tempesta di emozioni anche molto contrastanti e da sentimenti di <strong>confusione e disorientamento</strong> che paralizzano o al contrario provocano comportamenti distruttivi.</p>
<p>I termini che le coppie in separazione utilizzano per dare <strong>un’immagine della loro sofferenza</strong> sono: “macerie”, “cocci”, “frantumi”, “tempesta”, oppure “limbo”, “sospensione” “anestesia”!</p>
<p>La coppia in crisi stenta a riconoscere di essere in una situazione di oggettiva impasse, poiché <strong>tutte le energie sono investite nel tentativo di gestire/salvare il legame di coppia e sono assorbite dai bisogni personali.</strong></p>
<p>Spesso è <strong>il disagio e la sofferenza dei figli</strong> a risvegliare l’ attenzione dei genitori. Spesso è la difficoltà e il timore di dover <strong>parlare della separazione ai figli</strong> che li spinge verso la ricerca di un supporto.</p>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>LA STORIA DI ANNA E GUIDO</strong></h3>
<p>Anna e Guido sono una giovane coppia, con una buona posizione professionale e in carriera.</p>
<p>Si sono incontrati alla fine delle rispettive precedenti relazioni, da cui non sono nati figli. Si incontrano e si riconoscono anche su questi aspetti di sofferenza, solitudine e senso di fallimento.</p>
<p>Dalla loro unione nascerà Edoardo, che li vede molto ingaggiati e coinvolti, ma anche molto diversi nello stile di relazione, di educazione e cura.</p>
<p>Questa differenza, oltre ad alimentare competizione sul ruolo e sfiducia reciproca, li allontana come coppia e li precipita in una condizione di sopportazione e silenzio.</p>
<p>L’incontro con una nuova persona e il successivo tradimento diventerà il motivo scatenante della <strong>decisione di separarsi</strong>. Ancora in una fase di forte rabbia, sensi di colpa, discredito e recriminazioni, sarà proprio la preoccupazione di <strong>come e cosa dire al figlio</strong> di soli 4 anni, a spingerli verso la ricerca di soluzioni alternative al conflitto e alla guerra giudiziaria.</p>
<p>Il padre in particolare, figlio di genitori separati, non vuole che Edoardo possa vivere la separazione dei genitori e la sua uscita di casa come un abbandono, così come era stato per lui.</p>
<p>Si rivolgono così alla <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/prestazioni/mediazione-familiare/"><strong>Mediazione Familiare</strong></a>. Alla fine del percorso Guido dirà: <em>“è doloroso, la separazione è paragonabile a un lutto, la mediazione mi ha aiutato perlomeno ad affrontare le prime fasi di questa nuova vita. Era una situazione così totalmente nuova per me e con la mediazione sono riuscito a parlare apertamente di fronte alla mia ex compagna, in sintonia e armonia.”</em></p>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LA MEDIAZIONE FAMILIARE</h3>
<p>Secondo Robert Emery*, “<em>la persona di cui si ha più bisogno al momento della separazione è proprio la persona da cui ci si sta separando”</em>. Questa frase racchiude il paradosso della mediazione familiare: riuscire a f<strong>ar dialogare insieme e a rinforzare il legame tra due persone che hanno deciso di lasciarsi</strong>.</p>
<p>Il legame su cui lavora la mediazione familiare è quello genitoriale, per la cura e il mantenimento della relazione tra genitori e figli. La mediazione familiare è un accompagnamento alla ricerca di un nuovo assetto familiare e di nuove regole di funzionamento basate sul diritto dei figli di crescere con entrambi i genitori, anche dopo una separazione.</p>
<p>E’ un metodo alternativo di <strong>risoluzione del conflitto</strong> di coppia a seguito o in vista di una separazione ed è un percorso che ha come obiettivo la <strong>ricerca di accordi</strong> per la <strong>riorganizzazione delle relazioni familiari</strong> dopo la separazione. <strong>Il mediatore è un professionista esperto</strong> in gestione del conflitto ed un facilitatore della comunicazione tra i due genitori. <strong>Non ci sono soluzioni standardizzate</strong>, ma ogni famiglia produrrà i propri accordi e le proprie soluzioni. Durante il percorso si affrontano tutte le questioni che i genitori decidono di voler discutere in mediazione familiare, attraverso una metodologia di lavoro molto concreta. Gli accordi raggiunti al termine del percorso potranno essere depositati direttamente al Tribunale di competenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>E&#8217; UTILE SAPERE CHE</h3>
<p>La mediazione familiare è un <strong>percorso volontario.</strong></p>
<p>Richiede il consenso e la <strong>partecipazione di entrambe le persone</strong> coinvolte.</p>
<p>Si rivolge a <strong>coppie coniugate o di fatto</strong>, con figli o senza figli.</p>
<p>È un percorso tutelato dalla <strong>riservatezza</strong>, anche laddove proposto dal giudice.</p>
<p>Restituisce e rinforza la competenza e <strong>l’autodeterminazione dei genitori.</strong></p>
<p>Il <strong>mediatore è un terzo imparziale</strong>, non giudicante, che non propone soluzioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di<a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/chi-siamo/consulenti/"><em> Elena Garbelli</em></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/la-separazione-un-evento-critico-che-si-puo-superare/">La separazione: un evento critico che si può superare</a> proviene da <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it">Centro clinico psicologia</a>.</p>
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