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	<title>disagio giovanile Archivi - Centro clinico psicologia</title>
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		<title>Drop-out sportivo: quando lo sport non diverte piu&#8217;</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/drop-out-sportivo-quando-lo-sport-non-diverte-piu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Clinico di Psicologia Caltanissetta Buratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2020 15:45:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[burnout; psicoterapia milano:]]></category>
		<category><![CDATA[disagio giovanile]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia adolescenti Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>DROP-OUT SPORTIVO: QUANDO LO SPORT NON DIVERTE PIU&#8217; Con “drop-out sportivo” si intende il fenomeno di abbandono precoce della pratica sportiva. È trasversale a tutte le discipline, riguarda soprattutto i ragazzi tra i 13 e i 16 anni e si stima che in Italia colpisca circa il 30% dei ragazzi in questa fascia d’età. Tale&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>DROP-OUT SPORTIVO: QUANDO LO SPORT NON DIVERTE PIU&#8217;</h3>
<p>Con “drop-out sportivo” si intende il fenomeno di <strong>abbandono precoce della pratica sportiva</strong>.</p>
<p>È trasversale a tutte le discipline, riguarda soprattutto i ragazzi tra i 13 e i 16 anni e si stima che in Italia colpisca <strong>circa il 30%</strong> dei ragazzi in questa fascia d’età.</p>
<p>Tale problema è stato ampiamente studiato e affrontato da psicologi dello sport e da addetti ai lavori, che ne hanno individuato le cause. La letteratura riporta come principali motivi di abbandono:</p>
<ul>
<li>Problemi di studio;</li>
<li>Tempo libero inesistente;</li>
<li>Allenamenti troppo duri;</li>
<li>Competizione eccessiva;</li>
<li>Problemi con gli allenatori;</li>
<li>Distanza dall’impianto sportivo;</li>
<li>Nascita di altri interesse extra-sportivi.</li>
</ul>
<p>Sebbene sia stato apparentemente facile scoprire le motivazioni del drop-out ed elaborare statistiche per studiare la portata del fenomeno, l’abbandono sportivo rimane un problema attuale, ancora di più in questo periodo di <strong>emergenza post COVID-19. </strong></p>
<p>Sono pochi gli autori che hanno provato a fornire delle possibili soluzioni, e sono ancora meno quelli che hanno proposto progetti di intervento concreti e vicini alla realtà delle Società Sportive per contrastarlo!</p>
<p>Mi ritrovo a interrogarmi su questo tema in qualità di psicologo, ma anche come atleta e dirigente di una Società sportiva che milita nel campionato di Serie A1 Nazionale (Waterpolo Milano Metanopoli).</p>
<p>In questi anni ho potuto vedere con i miei occhi quanti  compagni di squadra e quanti miei atleti abbandonavano lo sport afflitti dalle motivazioni precedentemente elencate.</p>
<p>Ho visto ragazzi di grande talento <strong>smettere di divertirsi</strong> e abbandonare la pallanuoto e suppongo che questo sia esperienza comune a tutti gli sport, siano essi individuali o di squadra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>COME COMBATTERE IL DROP-OUT SPORTIVO? IL RUOLO DEGLI ALLENATORI</h3>
<p>Credo che il concetto che vada approfondito per capire davvero il drop-out sportivo sia quello di “<strong>longevità dell’atleta</strong>”, che consiste nella cura e nell’attenzione che <strong>dirigenti, allenatori e genitori</strong> devono avere nell’accompagnare il ragazzo nello sviluppo sportivo, emotivo e fisico per renderlo il più longevo possibile.</p>
<p>Sono proprio queste tre figure a giocare un ruolo fondamentale nel proseguimento dell’attività sportiva degli atleti: non significa convincerli a non abbandonare lo sport, piuttosto significa creare tutte le condizioni necessarie affinché il terreno sia fertile per continuare!</p>
<p>È già dal 1982 che Martin parla di <a href="https://www.google.it/imgres?imgurl=x-raw-image%3A%2F%2F%2F064b6928c512d3e8f5031870c2c8d77d1f2b81a156ab0f05a73f190d634f64c6&amp;imgrefurl=https%3A%2F%2Fliguria.coni.it%2Fimages%2Fliguria%2FAbilit%25C3%25A0_motorie_e_capacit%25C3%25A0_coordinative.pdf&amp;tbnid=6NMSxShpSwaYeM&amp;vet=12ahUKEwi-novenP_rAhXRyqQKHVUZDncQMygBegUIARCdAQ..i&amp;docid=lEBq2d5OIJQBQM&amp;w=500&amp;h=1263&amp;q=martin%201982%20fasi%20sensibili&amp;ved=2ahUKEwi-novenP_rAhXRyqQKHVUZDncQMygBegUIARCdAQ"><strong>“fasi sensibili” dello sviluppo del bambino</strong></a>, ovvero quelle fasi in cui l’organismo del bambino è pronto ad apprendere in maniera più che brillante determinate capacità motorie-coordinative e capacità psicofisiche. Sebbene questa teoria sia insegnata ai tecnici di ogni Federazione, spesso e volentieri vediamo <strong>allenatori </strong>che non la tengono in considerazione quando hanno “in mano” gli atleti più piccoli. Gli allenatori <strong>devono essere competenti</strong> non solo nel conoscere le tattiche migliori per battere l’avversario, ma soprattutto nella gestione degli atleti!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>COME COMBATTERE IL DROP-OUT SPORTIVO: IL RUOLO DEI GENITORI</h3>
<p>Gli stessi <strong>genitori</strong> spesso investono i propri figli di <strong>aspettative troppo forti</strong> da sostenere, ignorando che il talento va coltivato senza fretta.</p>
<p>A questo proposito sono utilissimi incontri informativi rivolti alle famiglie per spiegare loro che tipo di cultura dello sport ha la Società, su cosa lavorano gli allenatori e su quale sia il loro compito sportivo-educativo nei confronti dei ragazzi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>COME COMBATTERE IL DROP-OUT SPORTIVO: IL RUOLO DEI DIRIGENTI</h3>
<p>A tirare le fila di un lavoro così attento agli atleti ci devono necessariamente essere <strong>dirigenti</strong> illuminati, abili non solo a far andare avanti la Società Sportiva da un punto di vista organizzativo.</p>
<p>Se riescono a <strong>promuovere una cultura dello sport</strong> incentrata sulla cura anche psicologica dell’atleta, se riescono a <strong>selezionare solamente allenatori davvero competenti</strong> e se riescono ad <strong>informare i genitori</strong> degli sforzi fatti e da fare, avranno di sicuro anche un ritorno economico importante&#8230; Viste le condizioni nelle quali la maggior parte delle Società Sportive riversano, intervenire sull’abbandono sportivo può e deve divenire un valore aggiunto anche da quel punto di vista!</p>
<p>È solo con un lavoro così impostato che i ragazzi andranno avanti a divertirsi e a praticare l’attività sportiva che spesso iniziano per obbligo dei genitori. <strong>“Se faccio il giusto percorso la passione mi rimane!”</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di <em>Marco Morelli</em></p>
<p>Psicologo e Dirigente sportivo Waterpolo Milano</p>
<p><a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/contatti/">Centro Clinico di Psicologia Caltanissetta Buratti</a></p>
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		<title>Adolescenti in crisi, genitori in difficoltà. Quando la crisi è un disagio?</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/adolescenti-in-crisi-quando-la-crisi-e-un-disagio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Clinico di Psicologia Caltanissetta Buratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Nov 2018 10:49:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Genitori e figli]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[crisi adolescenziale]]></category>
		<category><![CDATA[disagio giovanile]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia adolescenti Milano]]></category>
		<category><![CDATA[supporto genitori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Adolescenti in crisi &#8211; genitori in difficoltà L’adolescenza può essere un periodo di profonda crisi per il ragazzo e per i suoi genitori. Come descritto nell’articolo: &#8220;Adolescenti in crisi, genitori in difficoltà. Quando la crisi è sana? l’adolescenza è quella fase della vita di collegamento e transizione tra l’infanzia e l’età adulta. Si tratta dunque di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/adolescenti-in-crisi-quando-la-crisi-e-un-disagio/">Adolescenti in crisi, genitori in difficoltà. Quando la crisi è un disagio?</a> proviene da <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it">Centro clinico psicologia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Adolescenti in crisi &#8211; genitori in difficoltà</h3>
<p>L’adolescenza può essere un periodo di profonda crisi per il ragazzo e per i suoi genitori.</p>
<p>Come descritto nell’articolo: <a href="http://www.centroclinicopsicologia.it/adolescenza-e-ge…-la-crisi-e-sana/">&#8220;</a><em><a href="http://www.centroclinicopsicologia.it/adolescenti-in-crisi-quando-la-crisi-e-sana/" target="_blank" rel="noopener">Adolescenti in crisi, genitori in difficoltà. Quando la crisi è sana?</a> </em>l’adolescenza è quella fase della vita di collegamento e transizione tra l’infanzia e l’età adulta. Si tratta dunque di un lungo periodo di trasformazione caratterizzato da crisi fisiologiche nel ragazzo e nel sistema familiare, in cui tutti sono a lavoro verso la costruzione di un nuovo assetto adulto.</p>
<p>Talvolta però l’adolescenza, rompendo l’equilibrio precedente, fa tremare l’intera ‘casa’ e sia il ragazzo che i genitori si trovano in forti difficoltà. Incomprensioni, provocazioni, esplosioni di rabbia, dolori e solitudini sono all’ordine del giorno.</p>
<p>I genitori possono diventare, all’occhio del ragazzo, nemici da combattere o sprovveduti da raggirare attraverso bugie e comportamenti manipolatori. Ogni piccola cosa della quotidianità, che fino a poco tempo prima era gestita normalmente, diventa occasione di contrasto: <em>“C’è da fare una guerra per ogni cosa!”, “Non gli si può più dire niente che subito ci aggredisce!”, </em>raccontano i genitori che arrivano al nostro Centro per un consulto.</p>
<p>L’adolescenza diviene l’incubo per i genitori e loro stessi diventano l’incubo per il ragazzo. Non si riesce a stare insieme, ma allo stesso tempo è difficile separarsi.</p>
<h3>Adolescenti in crisi &#8211; riconoscere una situazione di rischio</h3>
<p>Per un genitore differenziare la <strong>crisi fisiologica</strong> ed evolutiva dalla <strong>crisi patologica</strong> è molto difficile, innanzitutto perché potrebbe non possedere le conoscenze e le corrette informazioni a proposito del processo adolescenziale e della funzione genitoriale. Secondariamente, perché la difficoltà nel tollerare l’angoscia suscitata dal vedere il proprio figlio cambiare e stare male può far vacillare il genitore.</p>
<p>E’ allora facile cadere nel negare o banalizzare la situazione o in altri casi, oscillare, al pari del ragazzo, tra i poli dell’<strong>irritazione spazientita</strong>&#8211; come se tutto fosse normale- e dell’ <strong>iperpreoccupazione angosciata</strong>&#8211; come se tutto fosse gravissimo e irreversibile.</p>
<p>Proprio per queste difficoltà <strong>il genitore non deve restare solo e non deve essere lasciato solo</strong>. Se aiutato a capire che succede potrà automaticamente rivedere il proprio modo di essere genitore cambiandolo in una direzione più funzionale… e anche meno faticosa!</p>
<h3>Adolescenti in crisi &#8211; riconoscere i segnali di disagio psicologico</h3>
<p>Dicevamo che proprio <strong>la complessità di questa fase di vita rende difficile distinguere la linea di confine tra sano e non sano</strong>, tra crisi adolescenziale e disagio psichico. E se non si sa dove ci si trova non si può sapere cosa fare…</p>
<p>Per tali ragioni è bene saper riconoscere i segnali di disagio.</p>
<p>Riconoscere “segni ed eventi sentinella” che necessitano di essere approfonditi e discussi con uno specialista.</p>
<p>Gli ambiti in cui è possibile notare tali segnali riguardano la quotidianità di vita dei ragazzi. A scuola un improvviso <strong>crollo dei voti</strong>, <strong>ripetute assenze</strong>, frequenti <strong>conflitti</strong> con compagni o insegnanti fino all’<strong>abbandono scolastico </strong>devono destare attenzione. Lo stesso vale per lo sviluppo di <strong>condotte e</strong> <strong>frequentazioni devianti o antisociali</strong>.</p>
<p>Ugualmente meritano attenzione <strong>ritiro sociale</strong>, solitudine o interruzioni di passioni e sport coltivati da sempre e con piacere.</p>
<p>La crisi può manifestarsi anche con una tendenza a <strong>dormire troppo</strong>, <strong>troppo poco o in fasce orarie inusuali</strong>: <em>Ha invertito il giorno con la notte!</em></p>
<p>Gli <strong>sbalzi dell’umore</strong> o un umore costantemente depresso possono anch’essi segnalare un disagio più profondo.</p>
<p>Lo stesso vale per il ritirarsi nel <strong>mondo virtuale</strong> per un numero mai sufficiente di ore.</p>
<p>Più eclatanti, ma non sempre più facili da osservare sono i comportamenti che rientrano nell’area degli <a href="http://www.centroclinicopsicologia.it/specializzazioni/attacchi-al-se-autolesionismo/"><strong>attacchi al Sé corporeo</strong></a>. Tagli e atti di autolesionismo, uso e abuso di droghe e alcol, disturbi del comportamento alimentare, incidenti e traumi ripetuti, ripetute interruzioni di gravidanza, somatizzazioni e attacchi di panico sono alcuni esempi più comuni.</p>
<p><strong>Lo sviluppo di tali sintomi non implica necessariamente la presenza di una psicopatologia conclamata, ma certamente è il segnale di una sofferenza profonda</strong> che deve essere esplorata tempestivamente affinché non degeneri in malattia.</p>
<p>I genitori hanno il diritto ed il dovere di osservare e prendere in carico il proprio figlio per approfondire ciò che a accade e, se indicato, avviare le cure più idonee.</p>
<p>Avere il diritto e il dovere rimanda al delicato e complesso crocevia tra colpa e responsabilità che sarà trattato nell’articolo “<em>Disagio giovanile. Di chi è la responsabilità?”</em></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><em>di Marco Caltanissetta ed Elisa Buratti</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/adolescenti-in-crisi-quando-la-crisi-e-un-disagio/">Adolescenti in crisi, genitori in difficoltà. Quando la crisi è un disagio?</a> proviene da <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it">Centro clinico psicologia</a>.</p>
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		<title>Adolescenti in crisi, genitori in difficoltà. Quando la crisi è sana?</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/adolescenti-in-crisi-quando-la-crisi-e-sana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Clinico di Psicologia Caltanissetta Buratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Nov 2018 15:21:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Adolescenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Adolescenti in crisi &#8211; Cos&#8217;è l&#8217;adolescenza e come si manifesta? L’adolescenza è una fase fisiologica della vita della persona. È il segno che tutto sta procedendo lungo il normale binario della crescita; va festeggiata la sua comparsa e sostenuto il suo procedere. Proprio perché si tratta di una fase normale non è e non deve&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/adolescenti-in-crisi-quando-la-crisi-e-sana/">Adolescenti in crisi, genitori in difficoltà. Quando la crisi è sana?</a> proviene da <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it">Centro clinico psicologia</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Adolescenti in crisi &#8211; Cos&#8217;è l&#8217;adolescenza e come si manifesta?</h3>
<p><strong>L’adolescenza è una fase fisiologica della vita della persona.</strong> È il segno che tutto sta procedendo lungo il normale binario della crescita; va festeggiata la sua comparsa e sostenuto il suo procedere.</p>
<p>Proprio perché si tratta di una fase normale <em>non è e non deve</em> essere un incubo né per il ragazzo né per i genitori; se lo diventa allora ci dobbiamo domandare <em>Come mai?&#8230; Che succede?</em></p>
<p>Ecco allora che ci troviamo di fronte a ciò che frequentemente si domandano i genitori:<em> <strong>Com’è un’adolescenza normale? Cosa è normale in adolescenza?</strong></em></p>
<p>Questi interrogativi rimandano subito al complesso e antico contrapporsi tra normalità e patologia, e, ovviamente, toccano anche il tema della posizione che deve tenere l’adulto. <strong>Quando è indicato un approccio fiduciosamente attendista, calmo e paziente?</strong> Quando invece c’è la necessità di intervenire e come?</p>
<p>La complessità del processo adolescenziale impedisce di rispondere a queste domande con poche parole. Anche le storie di vita e le particolarità tipiche di ogni singolo individuo devono essere tenute in considerazione stando <strong>attenti a pericolose semplificazioni.</strong></p>
<p>Ciò nonostante possiamo in questa sede presentare <strong>una piccola fotografia dell’adolescenza</strong> e accennare a qualche indicatore che è tipico del normale processo adolescenziale.</p>
<h3>Adolescenti in crisi &#8211; Caratteristiche tipiche dell&#8217;adolescenza</h3>
<p>Con la pubertà e l’inizio dell’adolescenza i bambini <strong>iniziano a staccarsi dal mondo dell’infanzia</strong> per entrare nel mondo dei ragazzi prima e degli adulti poi.</p>
<p>Il corpo cambia. Cambia la muscolatura, la peluria e la statura. Cambia la voce e piano piano <strong>cambia il modo di pensare, di relazionarsi e di comunicare.</strong> Inevitabilmente le sensazioni e <strong>le emozioni si modificano e diventano più intense e mutevoli. </strong>Cambiano quindi anche i gusti e il modo di esprimerli ad esempio con l&#8217;abbigliamento, la musica, ecc.</p>
<p>I ragazzi sentono il bisogno di prendere le <strong>distanze dal proprio essere bambino</strong> senza poter peraltro sapere subito cosa vogliono essere e saranno da adulti. Lo scopriranno cammin facendo nel corso degli anni… Del resto c’è tempo perché il periodo che va dalla pubertà all’età adulta impegna per diversi anni.</p>
<p>In questo procedere <strong>cambiano le relazioni con i familiari</strong> che sono visti e trattati in modi differenti rispetto al passato. I momenti di vicinanza e accudimento sono interrotti da bisogni di solitudine e dalla ricerca di nuovi interlocutori esterni all’ambito domestico: “<em>Si chiude in camera per ore… lo sento ridere al telefono e se si è a tavola non vede l’ora di alzarsi!</em>” . <strong>Non più mamma e papà ma coetanei, gruppi e adulti sono quelli che catalizzano la loro attenzione.</strong></p>
<p>Queste nuove distanze espongono a fasi di solitudine sia i ragazzi che i genitori. Dolorosi sentimenti di estraneità sono vissuti da tutti. I genitori dicono <strong><em>Non lo riconosco più!</em></strong> I figli li accusano con i consueti <strong><em>Non mi capite!</em></strong></p>
<p>Questo avviene perché l’adolescenza è proprio il periodo in cui il ragazzo <strong>ristruttura la sua personalità.</strong> Ha bisogno di differenziarsi sia dai genitori che da ciò che era prima da bambino, a volte anche opponendosi in modo rigido all’insegna del <em>Non so chi sono io, ma di sicuro non sono te… o come mi vuoi tu!</em></p>
<p>Dalla separazione – differenziazione col genitore, l’adolescente inizia a esplorare se stesso alla ricerca di un suo personalissimo modo di essere. Si tratta di una scoperta faticosa e destabilizzante per tutti.</p>
<p>Disorientante può anche essere il vedere i ragazzi che assumono <strong>atteggiamenti poco comprensibili o accettabili per l’adulto.</strong> Può esserci uno spiazzante disinteresse per la scuola, possono trascorrere i pomeriggi a casa sui social network invece che incontrare fuori gli amici… o in altri casi <em>vogliono stare sempre fuori!</em> Alcuni lasciano sport o passioni che avevano coltivato con dedizione e successo negli anni precedenti. I genitori sono spettatori talvolta anche molto coinvolti se quelle attività erano un tempo trascorso insieme: “<em>Lui giocava a calcio e io lo accompagnavo… ora non ne vuole più sapere eppure era così bravo! <strong>Mi mancano quei momenti!</strong>“</em></p>
<p>In questo nuovo universo normali <strong>vissuti di entusiasmo e speranza si alternano a periodi di crisi, sfiducia, rabbia o disperazione.</strong> Li provano i ragazzi, ma in fondo anche i genitori.</p>
<p>Fasi di sogni ed effervescenti progettualità possono essere interrotte o bruscamente abbattute da periodi di stasi e smarrimento. Gli innamoramenti e le delusioni si avvicendano.</p>
<p><strong>Sulle montagne russe l’autostima va su e giù </strong>e sentimenti di successo e fiducia in se stessi si alternano a inevitabili e normali cadute in vissuti di fallimento e perdita di senso. Passare dall’onnipotente <em>io so e posso fare tutto</em> ad un <em>tutti sono meglio di me</em> è all’ordine del giorno.</p>
<h3>Adolescenti in crisi &#8211; Come andrà a finire?</h3>
<p><strong>Pian piano … il tempo permetterà di trovare una sempre maggior armonia e linearità </strong>tra questi sentimenti spesso così diversi. Le contraddizioni si smusseranno. I picchi emotivi si armonizzeranno.</p>
<p><strong>I ragazzi sempre più adulti saranno in grado di riconoscere e risolvere o quanto meno spiegare contraddizioni e conflitti.</strong> Lo faranno perché loro stessi li avranno sempre più compresi.</p>
<p>Non dobbiamo allora dimenticare che <strong>l’adolescenza è una crisi normale, preziosa e particolare perchè porta al cambiamento.</strong> Inizia e finisce. È una fase di passaggio verso la nascita ed il volo della nuova farfalla adulta.</p>
<p>Una crisi evolutiva, sana, che rompe un equilibrio perchè se ne deve costruire uno nuovo più funzionale all’età, alle relazioni e alla vita che il giovane ha davanti.</p>
<p>Un passaggio necessario insomma.</p>
<p>Tornando ai ragazzi l’aver capito e seguito il proprio desiderio nello studio e poi nel lavoro <strong>puntelleranno l’autostima e il senso di scegliere autonomamente la propria vita.</strong></p>
<p>L’aver trovato e seguito anche nel mondo una propria strada farà sentire la mancanza ed il <strong>bisogno di riallacciare i legami primari.</strong></p>
<p>La distanza messa con la famiglia d’origine verrà spontaneamente ridotta. <strong>Tornerà il desiderio di stare insieme, di condividere e confidarsi</strong> che era tipico dell’infanzia e che era stato messo in stand by o rivolto altrove in adolescenza.</p>
<p><em>Di seguito, nell’articolo <strong><a href="http://www.centroclinicopsicologia.it/adolescenti-in-crisi-quando-la-crisi-e-un-disagio/">Adolescenti in crisi, genitori in difficoltà. Quando la crisi è un disagio?</a> </strong>verranno presentati alcuni segni che devono essere osservati con attenzione perché possono indicare una crisi più profonda nel processo adolescenziale.</em></p>
<p><em>di Elisa Buratti e Marco Caltanissetta</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/adolescenti-in-crisi-quando-la-crisi-e-sana/">Adolescenti in crisi, genitori in difficoltà. Quando la crisi è sana?</a> proviene da <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it">Centro clinico psicologia</a>.</p>
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		<title>Allearsi con i giovani</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/allearsi-con-i-giovani-il-lavoro-integrato-tra-famiglia-servizi-di-salute-mentale-e-scuola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Oct 2018 12:32:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[Genitori e figli]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Allearsi con i giovani. Il lavoro integrato tra famiglia, servizi di salute mentale e scuola In occasione della giornata della salute mentale, la Dott.ssa Elisa Buratti spiega il ruolo della famiglia, dei servizi di salute mentale e della scuola, nella prevenzione e nel trattamento del disagio mentale tra i giovani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/allearsi-con-i-giovani-il-lavoro-integrato-tra-famiglia-servizi-di-salute-mentale-e-scuola/">Allearsi con i giovani</a> proviene da <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it">Centro clinico psicologia</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Allearsi con i giovani. Il lavoro integrato tra famiglia, servizi di salute mentale e scuola</strong></p>
<p>In occasione della giornata della salute mentale, la Dott.ssa Elisa Buratti spiega il ruolo della famiglia, dei servizi di salute mentale e della scuola, nella prevenzione e nel trattamento del disagio mentale tra i giovani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/allearsi-con-i-giovani-il-lavoro-integrato-tra-famiglia-servizi-di-salute-mentale-e-scuola/">Allearsi con i giovani</a> proviene da <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it">Centro clinico psicologia</a>.</p>
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