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	<title>terapia di coppia Archivi - Centro clinico psicologia</title>
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		<title>Tradimento: mi merito di essere felice.</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/tradimento-mi-merito-di-essere-felice/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Clinico di Psicologia Caltanissetta Buratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2019 12:17:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia di coppia Milano]]></category>
		<category><![CDATA[superare un tradimento]]></category>
		<category><![CDATA[terapia di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[terapia di coppia Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Crisi di coppia, crisi di mezza età, crisi di noia, crisi d’identità e arriva il tradimento. Partiamo dall&#8217;inizio. Il cuore palpita. Uno sguardo e siamo innamorati. Nemmeno ci conosciamo, ma sappiamo già che saremo il nostro TUTTO. Ci promettiamo amore eterno e fedeltà assoluta. In una gabbia dorata saremo al sicuro lasciando fuori il mondo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/tradimento-mi-merito-di-essere-felice/">Tradimento: mi merito di essere felice.</a> proviene da <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it">Centro clinico psicologia</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Crisi di coppia, crisi di mezza età, crisi di noia, crisi d’identità e arriva il <strong>tradimento.</strong></p>
<p>Partiamo dall&#8217;inizio.</p>
<p>Il cuore palpita. Uno sguardo e siamo innamorati. Nemmeno ci conosciamo, ma sappiamo già che saremo il nostro <strong>TUTTO</strong>.</p>
<p>Ci promettiamo amore eterno e fedeltà assoluta.</p>
<p>In una <strong>gabbia dorata</strong> saremo al sicuro lasciando fuori il mondo che ci circonda per paura che possa sporcare il nostro amore puro e totale.</p>
<p>Tu sei la gioia, l’amicizia, la confidenza, l’<strong>intimità</strong>. Io sono la persona migliore, prescelta, unica, insostituibile&#8230;quella giusta in assoluto perché lo sono per te.</p>
<p>Siamo una monade, un’unità <strong>indivisibile</strong>.</p>
<p>Saremo sempre insieme e tu mi amerai perché io ne ho diritto. Perché io voglio essere <strong>felice</strong> e tu sarai la mia <strong>felicità</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L&#8217;ORIGINE DEL TRADIMENTO</h3>
<p>Quando la <strong>passione</strong> si affievolisce e l’<strong>abitudine</strong> sfocia nella monotonia, iniziamo a sentirci rallentati come quando si corre in alta montagna e manca l’ossigeno.</p>
<p>Le case diventano prigioni, gli impegni di famiglia diventano fili elastici: più li tiriamo e più il rientro è traumatico.</p>
<p>Facciamo <strong>fatica</strong>, sempre più fatica… Nei pochi momenti liberi si alimentano le nostre <strong>fantasie</strong>. Inizi a non sentirti più una roccia, ma un albero su di un terreno che sta franando.</p>
<p>La <strong>gabbia</strong> ha cambiato colore: da dorata e scintillante è diventata <strong>grigia</strong> e <strong>opaca</strong>. L’altro non ci soddisfa più nell’anima, nel cuore e nel corpo. Ci allontaniamo sempre di più dietro ad una parvenza di <strong>serenità</strong>.</p>
<p>I momenti di intimità sono sempre più rari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LA LOGICA DEL TRADIMENTO</h3>
<p>Spesso si inizia come un gioco a <strong>filtrare</strong> con qualcuno. Ci si sente appagati da una semplice carezza al nostro <strong>ego</strong>.</p>
<p>Poi arriverà un momento preciso in cui scriveremo o diremo quella parola, quella frase che <strong>cambierà</strong> la nostra storia.</p>
<p>Cosa stai cercando fuori dal rapporto?”</p>
<p>Una relazione più <strong>appagante</strong>? Un momento di <strong>svago</strong>? Forse proprio la <strong>leggerezza</strong> di un momento, senza <strong>complicazioni</strong>?</p>
<p>Senza la <strong>responsabilità </strong>della felicità di un altro essere umano?</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>DAL TRADIMENTO NEI SOCIAL &#8230;</h3>
<p><em>“Non sono single tanto per essere chiari e sinceri fin da subito senza tanti giri di parole. Ma come tanti sto cercando relax, divertimento, risate, sorrisi, incontri casuali, amicizie…insomma vivere senza troppe inutili menate.”</em></p>
<p>Abbiamo preso coraggio e ci siamo iscritti, con la garanzia della riservatezza assoluta, su di un <strong>social</strong> di incontri…senza troppe inutili <strong>menate</strong>, senza inutili responsabilità.</p>
<p>Alla ricerca di un rapporto senza <strong>impegno</strong> in cui basta mettere un <strong>like</strong> e collezioni amanti e con un <strong>“dislike”</strong> sparisci dalla vita di una persona.</p>
<p>Nell’era dei social i tradimenti si consumano velocemente. Non abbiamo molto tempo tra gli impegni della giornata e poche occasioni di incontro reali. Il <strong>virtuale</strong> ci viene in soccorso e, un po’ impacciati, un po’ impauriti, iniziamo a <strong>tradire</strong>.</p>
<p>Ma lo schermo non basta più.</p>
<h3></h3>
<h3></h3>
<h3>&#8230; AL TRADIMENTO NELLA REALTA&#8217;</h3>
<p>Desideriamo la carne, un corpo che ci <strong>desideri</strong> nuovamente per sentirci ancora felici, ancora unici, ancora prescelti e migliori.</p>
<p>Siamo pronti ad oltrepassare quella porta che, all’<strong>inizio</strong> del rapporto avevamo giurato all’altro e a noi stessi che non avremmo mai aperto.</p>
<p>Ma perché tradiamo nonostante la promessa di <strong>fedeltà</strong> iniziale?</p>
<p>Ci pensavamo degli <strong>eroi romantici</strong> capaci di affrontare qualsiasi avversità e stare al fianco della persona amata per <strong>sempre</strong>.</p>
<p>Ci scopriamo <strong>deboli</strong> nel momento della prova.</p>
<p>L’<strong>infedeltà</strong> sarà il nucleo di un nuovo eroismo? L’elemento fondamentale per l’<strong>innovazione</strong>?</p>
<p>Sentiamo un’urgenza nascere in noi. Il <strong>senso di colpa </strong>non ci frena più.</p>
<p>E così iniziano le nostre vite parallele. Uno sdoppiamento stimolante ed eccitante. Sarà forse la bellezza dell’<strong>intrigo</strong>…</p>
<p>E così al principio riusciamo a stare con il partner nonostante l’amante, stando solo attenti a non sbagliare nome in un momento di stanchezza.</p>
<p>Iniziamo ad isolarci sempre più spesso per mandare un messaggio e torniamo alla nostra coppia rossi in volto e felici, eccitati e desiderosi di <strong>intimità</strong>.</p>
<p>Ma quale relazione umana è priva di inutili menate? I momenti rubati non bastano più.</p>
<p>Forse è vero nuovo amore per cui rischiare tutto e rinnovarsi?</p>
<p>Lentamente le <strong>gabbie</strong> diventano due.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LE DUE GABBIE DELLA RELAZIONE</h3>
<p>E&#8217; proprio così&#8230; ora abbiamo due gabbie. La vecchia dalla quale abbiamo paura di uscire definitivamente e una nuova dorata.</p>
<p><strong>Bugie</strong>, <strong>sotterfugi</strong> e <strong>travestimenti</strong> iniziano ad appesantirci e ci troviamo ancora una volta con il fiato corto.</p>
<p>“<em>Mi merito di essere felice, anzi di essere più <strong>felice</strong></em>”</p>
<p>“Cosa stai cercando che il partner non ti da?” “<em>Siamo felici insieme ma semplicemente non c’è più intimità”</em><br />
Ecco che manca qualcosa. Il <a href="http://www.centroclinicopsicologia.it/crisi-di-coppia-un-gioco-di-equilibri/"><strong>patto</strong></a> iniziale è già stato sottilmente <strong>deluso</strong>.</p>
<p>Varie le motivazioni ma di fatto è già stato tradito il <strong>legame</strong>.</p>
<p>Tu non mi desideri, io ho qualcosa di <strong>sbagliato</strong>: hai tradito il patto iniziale.</p>
<p>Tu sei infedele, io ho qualcosa di <strong>sbagliato</strong>: hai tradito il patto iniziale.</p>
<p>C’è una relazione che potrà mai darci tutto quello che stiamo cercando per essere felici?</p>
<p>Cosa avviene durante un nuovo incontro?</p>
<p>Una perturbazione, come una <strong>tempesta emotiva</strong> che ci sposta dal nostro solito asse e ci permette di vedere altrove.</p>
<p>Un cambio di prospettiva, una novità che risveglia i <strong>sogni</strong> e le <strong>aspirazioni</strong>.</p>
<p>Allora il bivio a tre strade è davanti a noi:</p>
<p>&#8211; sceglieremo di tornare indietro verso una nuova gabbia dorata per poi rivederla opacizzare e ingrigire?</p>
<p>&#8211; sceglieremo di restare nella nostra gabbia grigia e opaca per non rischiare di andare verso il nuovo?</p>
<p>&#8211; sceglieremo di prenderci del tempo per poter comprendere il punto in cui siamo e da lì partire lucidando la vecchia gabbia o entrando nella nuova?</p>
<p>“In amore è più facile rinunciare a un sentimento che perdere un&#8217;<strong>abitudine</strong>?“ come diceva Proust?</p>
<p>Non so.</p>
<p>Forse potremmo chiederci se esiste veramente una persona in grado di renderci <strong>completamente</strong> felici.</p>
<p>E forse scopriremo che qualcuno <strong>c’è</strong>. Proprio li, davanti a te che ti guarda allo specchio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di <em>Franco Cattaneo</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gravidanza: i cambiamenti che sorprendono e confondono</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/gravidanza-i-cambiamenti-che-sorprendono-e-confondono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Clinico di Psicologia Caltanissetta Buratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jan 2019 11:14:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
		<category><![CDATA[Gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia in gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[supporto genitori]]></category>
		<category><![CDATA[terapia di coppia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’esperienza della gravidanza è un evento sempre unico per ciascuna donna. La gravidanza è un’attesa fatta di mesi e giorni, momenti ricchi di sensazioni e riflessioni. Le future mamme si ritrovano in un flusso di emozioni, pensieri e fantasie che sorprendono e confondono allo stesso tempo. Per questo vorremmo parlare proprio a voi. Raccontarvi cosa&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/gravidanza-i-cambiamenti-che-sorprendono-e-confondono/">Gravidanza: i cambiamenti che sorprendono e confondono</a> proviene da <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it">Centro clinico psicologia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’esperienza della <strong>gravidanza</strong> è un evento sempre unico per ciascuna donna. La gravidanza è un’attesa fatta di mesi e giorni, momenti ricchi di sensazioni e riflessioni.</p>
<p>Le future mamme si ritrovano in un flusso di emozioni, pensieri e <strong>fantasie</strong> che sorprendono e confondono allo stesso tempo.</p>
<p>Per questo vorremmo parlare proprio a voi. Raccontarvi cosa può succedere nella vostra mente.</p>
<p>Per prima cosa, è&#8217; normale che a  prevalere siano <strong>vissuti ambivalenti</strong>: da una parte gioia, entusiasmo e curiosità&#8230; dall&#8217;altra parte dubbi, paure e preoccupazioni.</p>
<p>Se vi state chiedendo: ‘<em>Sarò capace?’,’Che tipo di mamma sarò?’,’ Che genitori saremo?’, ‘E noi coppia, come cambieremo?</em>’ è semplicemente perchè ogni cambiamento, seppur voluto, scelto e tanto aspettato, può essere fonte di disagio.</p>
<p>Il cambiamento infatti crea una <strong>crisi</strong>, intesa come la <strong>spinta evolutiva,</strong> che rompe gli equilibri precedenti per costruirne di nuovi, più stabili e funzionali per la mamma, per il papà, per la coppia e per la nuova famiglia.</p>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>PICCOLE E GRANDI TRASFORMAZIONI NEL PERIODO DELL’ATTESA</strong></h3>
<p>Anche se la gravidanza è stata desiderata o programmata parliamo di un territorio sconosciuto.</p>
<p>I <strong>cambiamenti</strong> esterni e interni, così come i pensieri sul futuro, possono associarsi a emozioni che non sono così semplici da codificare o da condividere. Cambia il corpo, l&#8217;immagine di Sè, le relazioni, la coppia e la sessualità. Cambia la vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>L&#8217;IMMAGINE DEL CORPO IN GRAVIDANZA</strong></h3>
<p><strong>Il corpo che cambia, </strong>per esempio, diventa agli occhi del mondo l’evidenza del passaggio verso la nuova identità materna; la percezione del corpo che si modifica e le sensazioni dei movimenti del bambino alimentano l’immaginazione. Così la donna si trova a dover fare i conti con le diverse trasformazioni che avvengono a livello fisico.</p>
<p>Alcune future mamme scattano foto davanti allo specchio tenendosi il pancione.</p>
<p>Altre organizzano veri e propri servizi fotografici per immortalare i momenti più belli coinvolgendo anche il papà.</p>
<p>Altre ancora, invece, fanno più fatica ad accettare la trasformazione, a vedersi <em>diverse</em> da prima. &#8220;<em>Non mi piace la mia pancia</em>&#8221; disse una paziente chinando il capo come se stesse dicendo una cosa vergognosa, una di quelle cose che una brava mamma non dovrebbe neanche pensare. Eppure, anche questa risposta è comune e ha la stessa dignità di tutte le altre. E&#8217; solo diversa, forse più &#8220;scomoda&#8221; da dire. Infatti i cambiamenti corporei  possono generare <strong>preoccupazioni</strong> specifiche e, laddove è già presente un problema rispetto alla propria immagine corporea le difficoltà si accentuano.</p>
<p>Per questo è importante parlarne, senza sentirsi sbagliate nell&#8217;avere delle difficoltà durante quello che viene definito, a livello popolare, &#8220;il periodo più bello della vita&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>GRAVIDANZA: LA NUOVA IMMAGINE DI SE&#8217; COME MAMMA</strong></h3>
<p>Altri aspetti psicologici riguardano il passaggio <strong>dal ruolo di figlia a quello di madre.</strong></p>
<p>Nel tempo dell’attesa vengono rievocati ricordi, vissuti ed emozioni legati al rapporto con la propria madre. Questo sguardo rivolto al passato contribuisce alla sviluppo dell’<strong>idea di sé come mamma</strong>. Il nostro modello materno infatti deriva proprio da lì, dalle <strong>nostre mamme</strong>.</p>
<p>Alcune cose verranno custodite, interiorizzate e riprodotte, magari non troppo consapevolmente. Altre saranno rielaborate e rimaneggiate per costruire qualcosa di nuovo partendo dal vecchio. Altre completamente abbandonate.</p>
<p>E in tutto questo flusso di ricordi e riflessioni, è&#8217; anche frequente notare come la gravidanza &#8220;curi&#8221; antiche ferite nel rapporto con la propria madre, proprio perchè  si inizia a pensare,ripensare, elaborare.</p>
<p>Quante volte, in psicoterapia, sedute che iniziavano con &#8221; <em>Non vorrei mai diventare come mia madre!&#8221;</em>, finivano in maniera completamente diversa, portando alla luce tutto ciò che, anche quella mamma  apparentemente così inadeguata, ha fatto di buono e con amore! Atteggiamenti, episodi, pezzi di vita, che rivisti in una nuova prospettiva sembrano meno dannosi e più perdonabili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>LA COPPIA IN GRAVIDANZA</strong></h3>
<p>Si dice che la prima vera crisi della <strong>coppia</strong> è la nascita di un bambino. Niente paura! Ci spieghiamo meglio.</p>
<p>Come è già stato scritto  sopra, il concetto di crisi non va inteso in senso patologico, negativo e distruttivo&#8230; tutt&#8217;altro!.</p>
<p>La crisi è fondamentale per il cambiamento in quanto rompe un equilibrio, che nel presente, non può più reggere. Non serve più.</p>
<p>La coppia, per esempio, deve trovare spazio per la coppia genitoriale, senza restarne offuscata.</p>
<p>In questo tempo della gravidanza insomma, la coppia comincia a pensare alla nuova immagine di sé ‘<em>quando saremo mamma e papà</em>’, condividendo fantasie e desideri sulla vita che verrà.</p>
<p>La configurazione di nuovi equilibri copre anche la sfera della <strong>sessualità, </strong>che subirà dei cambiamenti, offrendo però ai partner l&#8217;occasione di costruire una nuova intimità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3> <strong>S.O.S MAMMA</strong></h3>
<p>Può succedere che in alcuni momenti la <strong>futura mamma</strong> si senta spaventata, ma non ne faccia parola con nessuno perché la risposta che potrebbe arrivare è <em>‘&#8221;Ma come non sei felice??? Stai per diventare mamma!’. </em></p>
<p>Ovviamente si tratta della risposta peggiore che si potrebbe ricevere.  Una di quelle frasi capaci di farti sentire la persona più sbagliata sulla faccia della terra.</p>
<p>I timori invece sono naturali e fisiologici di fronte ad un cambiamento e a un ripensamento della propria vita!</p>
<p>Le pressioni sociali legate all’<strong>idealizzazione materna </strong>talvolta entrano in contrasto con i desideri e le caratteristiche individuali della donna. Un esempio riguarda il lavoro.</p>
<p>Ci si può sentire combattute riguardo a cosa fare dopo la nascita del bambino. Pensieri su quando e come riprendere l’attività lavorativa e <strong>in che modo conciliare la realizzazione professionale con la maternità</strong>.</p>
<p>Anche la <strong>ricerca della perfezione</strong>, tendenza della nostra cultura, coinvolge questo particolare periodo della vita. Portando in certi casi vissuti problematici legati, soprattutto, a <strong>sentimenti di inadeguatezza</strong>.</p>
<p>Per alcune donne un’esperienza così carica emotivamente è un percorso graduale di adattamento e di trasformazione. Per altre si può delineare una situazione più difficile, di sofferenza con il rischio di andare incontro a un <strong>disturbo d’ansia</strong> oppure di <strong>depressione</strong>.</p>
<p>In questo ultimo caso chiedere una<a href="http://www.centroclinicopsicologia.it/prestazioni/consultazione-psicologica/"> consultazione psicologica</a> è fondamentale. Si tratta di un percorso mirato e focalizzato sulla mamma, che in alcuni casi, laddove necessario, può coinvolgere anche il papà. Il fine è quello di aiutare la donna a ritrovare la serenità perduta legittimandosi come madre, per quello che è. Non perfetta, ma unica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di <em>Stefania Crispino e Elisa Buratti</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/gravidanza-i-cambiamenti-che-sorprendono-e-confondono/">Gravidanza: i cambiamenti che sorprendono e confondono</a> proviene da <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it">Centro clinico psicologia</a>.</p>
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		<title>Esistono le regole dell&#8217;Amore?</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/le-regole-dellamore-dallinnamoramento-allamore-maturo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Clinico di Psicologia Caltanissetta Buratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jan 2019 08:45:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[psicoterapia di coppia Milano]]></category>
		<category><![CDATA[terapia di coppia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esistono le regole dell’Amore? Durante le sedute di psicoterapia di coppia è molto frequente sentire i partner litigare citando frasi celebri del tipo: “Maledetto il giorno che ti ho incontrato! ”, o “ Come ho potuto essere così ingenua ??? ”. A entrambi sembra impossibile essere stati innamorati; eppure è accaduto. Per questa ragione, nel corso del&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Esistono le regole dell’Amore?</p>
<p>Durante le sedute di <a href="http://www.centroclinicopsicologia.it/prestazioni/psicoterapia-di-coppia/">psicoterapia di coppia</a> è molto frequente sentire i partner litigare citando frasi celebri del tipo: “M<em>aledetto il giorno che ti ho incontrato! </em>”, o “ C<em>ome ho potuto essere così ingenua ??? </em>”.</p>
<p>A entrambi sembra impossibile essere stati innamorati; eppure è accaduto.</p>
<p>Per questa ragione, nel corso del mio lavoro, mi sono interrogata più volte sul tema dell<strong>’innamoramento</strong> e dell’<strong>amore.</strong></p>
<p>Perché due persone s’ incontrano, si piacciono, si attraggono?</p>
<p>Perché una donna sceglie proprio quell’uomo tra tanti altri e viceversa?</p>
<p>In che modo l’innamoramento si trasforma in amore?</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>E SE PLATONE SI SBAGLIASSE?</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ogni volta che si parla di coppia e amore, Platone entra in scena trionfante col mito dell’altra metà della mela.</p>
<p>Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Simposio_(dialogo)#Aristofane">Simposio</a>, il filosofo narra che un tempo l’uomo e la donna erano una cosa sola, perfetti e bellissimi, ma Zeus, invidioso, li divise in due e li destinò a cercarsi per sempre. Solo trovandosi avrebbero ricostruito l’antica perfezione perduta.</p>
<p>A questo punto mi chiedo se davvero <strong>esiste una persona talmente complementare a noi da assemblare la mela perfetta&#8230;</strong></p>
<p>E come la trovo in mezzo a oltre sette miliardi di persone? Sarebbe magico.</p>
<p>Semplicemente perché la mia metà di mela non è perfetta… e anche quella che incontrerò non lo sarà.</p>
<p>Platone perdonami, ma non posso proprio essere d’accordo con Te. La Tua visione è particolarmente intrigante, ma la realtà dei nostri tempi è molto diversa.</p>
<p><strong>La complementarietà nella coppia non esiste a prescindere</strong>; va costruita e continuamente ricercata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LA PRIMA REGOLA DELL’AMORE: LASCIARSI AMARE</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’amore è un equilibrio molto più complesso di un semplice incastro, implica accogliere, accettare, appunto <em>amare</em> l’altro per quello che è, ma ancora prima <strong>accettare di essere amati per quello che siamo</strong>, nella nostra autenticità.</p>
<p>Ecco la prima regola<strong>: lasciarsi amare.</strong></p>
<p>Banale? No, affatto!</p>
<p>Tutti noi, chi più o chi meno, ha passato parte della vita a “essere” in base alle <strong>aspettative dell’altro</strong>: una brava alunna per rendere felice la mamma, un buon calciatore per rendere orgoglioso il papà, uno stacanovista per compiacere il capo, un pagliaccio per divertire gli amici, fino ad arrivare a chiederci se tutte quelle persone ci stimerebbero lo stesso se fossimo diversi da quelle maschere. Se fossimo noi stessi.</p>
<p><strong>È lo scarto tra ciò che mostriamo e ciò che crediamo di essere che ci fa sentire dei grandi <em>bluffatori,</em></strong> vivendo nel timore di essere smascherati e lasciati se non siamo perfetti…<em> come tu mi vuoi</em>.</p>
<p>Per questo <strong>il primo passo è permettere all’altro di amarci</strong>, mostrandoci per quello che siamo.</p>
<p>Ed è <strong>proprio questa libertà di mostrarci per ciò che si è che rende anche il nostro partner amabile</strong>.</p>
<p>Ecco la cosa più difficile da fare, <strong>concedere all’altro di scoprire ed entrare in contatto con le nostre parti più profonde</strong>, più intime in cui coesistono i nostri limiti e le nostre risorse, le nostre paure e le nostre forze, i nostri blocchi e i nostri desideri.</p>
<p>Tutto ciò che siamo insomma.</p>
<p>In una seduta di coppia, la moglie mi disse parlando del marito: “<em>Lo amo perché amo come sono io quando sto con lui”.</em> (Ebbene sì.. non solo le coppie tristi e insoddisfatte iniziano una psicoterapia!).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LA SECONDA REGOLA DELL’AMORE: PERMETTERE ALL’ALTRO DI VALORIZZARCI</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco l’altra regola dell’amore:<strong> permettere all’altro di valorizzarci e arricchirci. </strong></p>
<p>Questo non implica cadere nella dipendenza del tipo “<em>esisto se mi vedi” </em> o <em>“mi sento bravo e capace se tu me lo dici”</em>, ma semplicemente permette un<strong> arricchimento</strong> di Sé.</p>
<p>Per esempio, se il partner ride alle mie battute, mi sento valorizzata e mi conferma nell’essere una persona piacevole e divertente; ma se non ride, non significa che io sia una persona antipatica e sgradevole o che non gli piaccia abbastanza.</p>
<p>La presenza dell’altro quindi va intesa come la possibilità di un arricchimento.</p>
<p>Se torniamo all’esempio della battuta di spirito, il fatto che il partner non rida deve farmi interrogare sul mio modo di scherzare e chiedermi se c’è qualcosa che non va nel mio modo di pormi. Questa valutazione su di me è un arricchimento perché apre a nuovi livelli di consapevolezza e induce l’ autoriflessione.</p>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LA TERZA REGOLA DELL’AMORE: CONCEDERSI DI AMARE</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Arriviamo ora alla regola finale: <strong>concedersi di amare </strong>ovvero darsi l’autorizzazione a essere felici, a lasciarsi andare ai sentimenti senza paura di perdere il controllo di se stessi, fare i conti con i propri bisogni di affettività dandogli voce e dignità all’interno della coppia.</p>
<p>Può capitare invece che amare faccia paura e crei ansia o confusione. Si teme, non sempre a livello consapevole, di perdere la propria libertà, di diventare succubi o dipendenti dall&#8217;altro, di dover lasciare le proprie abitudini.</p>
<p>Insomma si instaura nel profondo più un vissuto di perdita che di arricchimento.Il dubbio così si insinua nella relazione creando una distanza tra i partner e bloccando l&#8217;evoluzione del rapporto. Per questa ragione la terza regola è, a mio parere, la più complessa da attuare.</p>
<p>Sono questi significativi passaggi che, sono certa, permettono la trasformazione <strong>dall’innamoramento all’amore maturo. </strong></p>
<p>Dalla fase cioè in cui tutto è idealizzato, in cui l’altro è visto come la metà perfetta, alla fase in cui ci si mette in gioco come soggetto portatore di bisogni e desideri propri e separati da quelli del partner.</p>
<p>Una storia, quella dell’amore maturo, in cui vige l’unica reale regola <strong>“ Io che sono Io, amo Te perché sei Te.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di <em>Elisa Buratti</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Crisi di coppia: un gioco di equilibri</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/crisi-di-coppia-un-gioco-di-equilibri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Clinico di Psicologia Caltanissetta Buratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Nov 2018 18:07:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia di coppia Milano]]></category>
		<category><![CDATA[terapia di coppia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco, la crisi di coppia è arrivata a stravolgere la nostra relazione, portando con sé conflitti profondi, accompagnata da liti, a volte da urla, sicuramente da pianti e da sofferenza.  “A noi non accadrà mai!” Questo ci eravamo ripromessi all’inizio del nostro rapporto. Era un patto, una speranza, forse un’utopia, ma di quelle che fanno&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, la <strong>crisi di coppia</strong> è arrivata a stravolgere la nostra relazione, portando con sé <strong>conflitti</strong> profondi, accompagnata da <strong>liti</strong>, a volte da urla, sicuramente da pianti e da <strong>sofferenza</strong>.</p>
<p><strong> </strong><em>“A noi non accadrà mai!”</em> Questo ci eravamo ripromessi all’inizio del nostro rapporto. Era un patto, una speranza, forse un’utopia, ma di quelle che fanno bene alla nascita di una storia d’amore.</p>
<p><em>“Ci ameremo per sempre</em>” come in una favola con il lieto fine. Ci eravamo scambiati un <strong>dono</strong>, un <strong>segreto </strong>nell’<strong>intimità</strong> della nostra stanza e dei nostri cuori.</p>
<p>La vita continua a scorrere e noi ancora insieme; agli impegni se ne sono aggiunti altri, le responsabilità sono aumentate e i patti sono diventati sempre più strutturati quasi a formare una piramide che si fonda sulle nostre individualità e sulla promessa iniziale.</p>
<p>Abbiamo creato una <strong>rassicurante routine</strong>.</p>
<p>Ma l’immagine della nostra mente corrisponde proprio a quella reale?</p>
<h3></h3>
<h3>LA FUGA COME &#8220;SOLUZIONE&#8221; ALLA CRISI DI COPPIA</h3>
<p>Intorno a noi le coppie di amici, quelle che mai si sarebbero separate, hanno iniziato a cadere quasi sotto forze oscure.</p>
<p>Ci hanno confidato di quanto il/la partner fosse spaventosamente cambiato “<em>All’inizio non era così …”</em> o di come fosse noiosamente sempre lo stesso: “<em>Se lui fosse…io sarei più …”.</em></p>
<p>Nel peggiore dei casi hanno pensato ad una <strong>separazione</strong>, a volte pacifica , a volte hanno ingaggiato una vera e propria “Guerra dei Roses”.</p>
<p>Quello che li accomuna è il <strong>tradimento </strong>del patto iniziale.</p>
<p>Ma noi resistiamo ancora e diamo consigli, ci poniamo come modelli e continuiamo, forse per il timore di perderci, a rinnovare il nostro patto aggiungendo sempre qualcosa in più affinché il nostro legame diventi definitivamente indissolubile e il “contratto” venga rinnovato.</p>
<p>E poi arriva, nella maggior parte dei casi inaspettata, nascosta in uno sguardo, colta nel tocco leggero di una mano calda, udita in una risata condivisa, velata da un dovere, la <strong>fuga</strong>. <strong>Può prendere le sembianze di una donna, di un uomo, di una passione, di un gioco, di un lavoro.</strong></p>
<p>Anticamente le campane segnalavano:</p>
<ul>
<li>le incursioni dei pirati</li>
<li>gli incendi</li>
<li>il coprifuoco</li>
<li>le pestilenze</li>
<li>addirittura l’esattore delle tasse (fino agli anni &#8217;80 del XX secolo)</li>
</ul>
<p>Abbiamo udito quella campana suonare. Ma colti di sorpresa non ci siamo fermati abbastanza per capire se fosse il caso di scappare, di rincasare o semplicemente di fermarci.</p>
<p>Diventa difficile a quel punto fermare <strong>l’ardore adolescenziale</strong> ci ha colti di sorpresa e la <strong>passione</strong> ci ha travolti facendoci sentire nuovamente vivi e pronti a cambiare e a rinnovarci.</p>
<p>Ed improvvisamente il dono viene portato fuori dalla relazione; <strong>il patto viene tradito.</strong></p>
<p>Quando c’è infedeltà, la crisi di coppia diventa ancora più forte e violenta perché il segreto d’amore e l’intimità sessuale su cui si basava la promessa, sono stati “rubati” da uno dei due partner e condivisi con un’altra persona.</p>
<h3></h3>
<h3>LA ROTTURA DI UN EQUILIBRIO</h3>
<p>Comunque inizi,<strong> la crisi di coppia è come un virus che blocca ed altera il funzionamento della nostra relazione</strong> e comporta un intervento.</p>
<p>Si deve scegliere se riparare i file rovinati, riscriverli oppure cancellarli.</p>
<p>Sicuramente qualcosa andrà perso ma il nostro sistema potrebbe uscirne rinforzato; a volte invece il danno è irreparabile.</p>
<p>Ci sentiamo arruolati in una guerra che non volevamo e che non ha motivi per noi di esserci ed esistere. Ne faremmo volentieri a meno.</p>
<p>Ci sentiamo <strong>smarriti</strong> e <strong>arrabbiati</strong> perché, quello che ci dava <strong>stabilità</strong>, diventa il motivo del nostro <strong>disequilibrio</strong>.</p>
<p>Quella stessa <strong>rassicurante routine</strong> che ci dava <strong>forza</strong> e <strong>coraggio</strong>, è diventata una <strong>prigione</strong> soffocante.</p>
<p>Sparisce l’<strong>intimità</strong> e ci sente come due fratelli in competizione.</p>
<p>Si è diventati antagonisti, <strong>avversari</strong>, in disaccordo; la propria <strong>identità</strong> sembra minacciata dall’altro e ci si arrocca dietro a delle <strong>barriere difensive</strong> per proteggersi e salvaguardarsi.</p>
<p>La persona che più ci ha dato gioia durante l’<strong>innamoramento</strong> sembra essere diventata il nostro carnefice.</p>
<p>Tutta la nostra esistenza è messa in gioco.</p>
<p>E’ indubbiamente un momento difficile e duro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LA SCELTA COME &#8220;SOLUZIONE&#8221; ALLA CRISI DI COPPIA</h3>
<p>Ogni crisi di coppia comporta una <strong>scelta</strong>.</p>
<p>L’etimologia della parola, se togliessimo l’accezione negativa, ci farebbe comprendere quali risorse e potenzialità sono implicite in questa fase della nostra vita.</p>
<p><em>CRISI: al greco (Krisis) </em><em>κρίσις</em><em> «<strong>scelta, decisione</strong>», </em><em>derivazione di (Krino) </em><em>κρίνω</em><em> «<strong>distinguere, giudicare</strong>».</em></p>
<p>Storicamente, economicamente, politicamente, personalmente ha sempre generato un’<strong>evoluzione</strong>, un passo in avanti.</p>
<p>Ogni crisi comporta una scelta, una forte decisione; ogni scelta comporta un <strong>cambiamento</strong>.</p>
<p>Il <strong>“</strong>c<em>ome eravamo”</em> ed ora non siamo più, sembra essere devastante da affrontare. Ma altrettanto necessario.</p>
<p>Come un terremoto, andrà a far cadere in pezzi la nostra piramide come un castello di carta.</p>
<p>Ma saranno le <strong>fondamenta</strong> ad essere ciò che più dovranno importarci.</p>
<p>Se le nostre <strong>radici</strong> individuali sono profonde e sane, nessuno smottamento potrà farci cadere ed <strong>insieme</strong> avremo formato un <strong>terreno forte</strong> e resistente alle intemperie ed avversità.</p>
<p>Per chiudere la mia riflessione sulla crisi di coppia mi viene in mente un gioco per ragazzi che si organizza nei centri estivi: “Tre gambe”. A coppie, legati assieme per una gamba bisogna correre e raggiungere il traguardo.</p>
<p>In conclusione, nel gioco come tra i partner,  è necessario muoversi insieme e coordinarsi per non inciampare altrimenti si cade fragorosamente a terra, facendosi male. Ciascuno dei due deve cercare il suo <strong>punto di equilibrio</strong> quindi e trovare quello della coppia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>di Franco Cattaneo</em></p>
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		<title>Ma TI sto ascoltando? Problemi di comunicazione</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/ma-ti-sto-ascoltando-problemi-di-comunicazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 May 2018 08:21:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia di coppia Milano]]></category>
		<category><![CDATA[terapia di coppia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicazione e conflitti nella coppia Arrivati a questo punto proviamo a metterci in gioco provando a ragionare su quanto noi siamo capaci di ascoltare. Esempio della quotidianità che metterà in crisi la maggior parte di voi… Quando vi presentate, ascoltate davvero il nome della persona che vi porge la mano? Siate onesti. Lo ammetto. Io&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="entry-content">
<h2>Comunicazione e conflitti nella coppia</h2>
<p>Arrivati a questo punto proviamo a metterci in gioco provando a ragionare su quanto noi siamo capaci di ascoltare.<br />
Esempio della quotidianità che metterà in crisi la maggior parte di voi…<br />
Quando vi presentate, ascoltate davvero il nome della persona che vi porge la mano?<br />
Siate onesti.<br />
Lo ammetto. Io non ascolto mai… Perché sono più concentrata a presentare bene me stessa. A dire il mio nome sorridendo.<br />
Se ci fate caso, quando ci presentiamo i nomi si accavallano, parliamo contemporaneamente.</p>
<p>Quindi facciamo un passo indietro e ragioniamo.</p>
<p><strong><em>Ascoltare significa considerare e accogliere l’altro come “altro da Se’”.</em> </strong><br />
Sembra banale? Non lo è affatto.</p>
<p>Proviamo a pensare a quante volte ci capita di spostare sull’altro dei nostri pensieri, bisogni e desideri non arrivando realmente a comprendere cosa davvero ci vuole comunicare.</p>
<p>O ancora, quante volte pensiamo di sapere cosa l’altra persona ci sta dicendo e lo interrompiamo?<br />
Quante volte abbiamo perso l’occasione di ascoltare quella sfumatura diversa, che però avrebbe cambiato il corso della comunicazione?</p>
<p>Ascoltare l’altro implica per prima cosa far silenzio dentro sé; spogliarsi dei preconcetti, degli a-priori, dai nostri pensieri, dalle soluzioni.</p>
<p><strong>Ascoltare significa fermarsi</strong> e intenzionalmente lasciare all’altro lo spazio e il tempo di essere ciò che è.</p>
<p><strong>Ascoltare significa tacere</strong> e non dare per forza consigli, ma aiutare la persona a trovare una propria soluzione.<br />
Dare un consiglio infatti serve più a noi per toglierci dall’ansia del “<em>adesso cosa faccio</em>?” ma, dal momento che inizio a pensare a cosa dire, ho interrotto l’ascolto. Ho già tolto all’altro il suo spazio.</p>
<p><strong>Ascoltare significa non interrompere l’altro</strong>, perché ogni volta che prendo parola passo il messaggio “<em>ciò che ho da dire io è più importante di quello che stai dicendo tu</em>”.</p>
<p><strong>Ascoltare significa osservare l’altro</strong>. Non si ascolta solo con le orecchie, ma anche con gli occhi.<br />
Quello che posso capire guardando l’altro è ben più ricco di quello che caperei solo sentendolo.</p>
<p>Detto questo, un piccolo esame di coscienza.<br />
Qual è il tuo livello di ascolto?</p>
<ul>
<li>Ignorare: ascolto solo per dovere</li>
<li>Interrompere: è più importante ciò che ho da dirti</li>
<li>Dialogo interno: inizio subito a pensare a cosa rispondere</li>
<li>Ascolto selettivo: ascolto solo ciò che mi interessa</li>
<li>Ascolto con filtro: ho sempre un mio giudizio sulle cose che influenza l’ascolto</li>
<li>Ascolto attivo: apertura al messaggio</li>
</ul>
</div>
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		<title>Ma MI stai ascoltando? Problemi di comunicazione</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/ma-mi-stai-ascoltando-problemi-di-comunicazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 May 2018 08:09:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia di coppia Milano]]></category>
		<category><![CDATA[terapia di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[terapia di coppia Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicazione e conflitti nella coppia Quante volte ci siamo ritrovati a pronunciare questa frase al partner, al figlio o a un collega? Quello che spesso può passare come un vissuto di insofferenza, un momento di rabbia o intolleranza può nascondere una grande verità; quando pensiamo che l’altro non ci sta ascoltando molte volte ci azzecchiamo!&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Comunicazione e conflitti nella coppia</h2>
<p>Quante volte ci siamo ritrovati a pronunciare questa frase al partner, al figlio o a un collega?<br />
Quello che spesso può passare come un vissuto di insofferenza, un momento di rabbia o intolleranza può nascondere una grande verità; <strong>quando pensiamo che l’altro non ci sta ascoltando molte volte ci azzecchiamo</strong>!</p>
<p>Perché <strong>ascoltare è un’arte. Ascoltare è frutto di un apprendimento</strong>. Noi nasciamo sappiamo sentire, ma ascoltare è un’altra cosa.</p>
<p>Per farvi comprendere al meglio la differenza tra sentire e ascoltare vi chiedo di pensare all’ultimo tormentone dell’estate, una di quelle canzoni che le radio trasmettono incessantemente.</p>
<p>… Siete in macchina e quella canzone vi entra nella testa.<br />
Sono certa che in poco tempo sapreste anche canticchiarmi il ritornello a memoria… ma se vi chiedessi cosa l’autore volesse realmente comunicare scrivendo quel brano , quanti di voi saprebbero rispondere?</p>
<p>Possiamo quindi dire che la canzone è stata sentita, ma non ascoltata… eppure la sappiamo a memoria…</p>
<p>Questo capita anche nelle relazioni… <strong>magari non ascoltiamo davvero perché pensiamo di sapere a memoria, di avere subito capito</strong>: “so già cosa mi vuole dire”, “so già dove vuole arrivare”.<br />
Ma è davvero cosi?<br />
<strong>Questa modalità non fa altro che chiudere la relazione in un circolo vizioso</strong> in cui la mancanza di ascolto blocca la comunicazione.</p>
<p>Per capire come farci ascoltare è necessario un lavoro su noi stessi. Non possiamo infatti aspettarci che sia l’altro a cambiare, senza metterci prima noi in gioco all’interno della relazione.</p>
<p>Vediamo come nel prossimo articolo!</p>
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