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	<title>crisi di coppia Archivi - Centro clinico psicologia</title>
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		<title>Coppia in crisi dopo un figlio: come ritrovarsi davvero</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/coppia-in-crisi-dopo-un-figlio-come-ritrovarsi-davvero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Clinico di Psicologia Caltanissetta Buratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 17:12:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
		<category><![CDATA[Genitori e figli]]></category>
		<category><![CDATA[carico mentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Coppia in crisi dopo un figlio: come ritrovarsi davvero Quando arriva un bambino, tutti si aspettano che sia un’esplosione di gioia, di tenerezza, di armonia. E per certi versi lo è. Ma chi, come me, lavora con le coppie – e chi vive la genitorialità sulla propria pelle – sa benissimo che insieme alla culla,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 data-start="257" data-end="318"><strong data-start="259" data-end="318">Coppia in crisi dopo un figlio: come ritrovarsi davvero</strong></h2>
<p data-start="320" data-end="740">Quando arriva un bambino, tutti si aspettano che sia un’esplosione di gioia, di tenerezza, di armonia. E per certi versi lo è. Ma chi, come me, lavora con le coppie – e chi vive la genitorialità sulla propria pelle – sa benissimo che insieme alla culla, ai pannolini e alle notti insonni arriva anche qualcos’altro: una crisi.<br data-start="646" data-end="649" />Una crisi normale, fisiologica, profondamente umana e, come tutte le crisi, tanto dolorosa.</p>
<p data-start="742" data-end="1103">Per questo, a volte, la nascita di un figlio viene vissuta come una spaccatura nella coppia… quasi l’inizio della fine. Ma non è così. Non è un fallimento: è un passaggio.<br data-start="913" data-end="916" />È l’equilibrio di prima che si rompe semplicemente perché non può più reggere una realtà nuova. Ciò che era costruito su due persone deve trasformarsi in qualcosa che possa sostenere tre.</p>
<p data-start="1105" data-end="1290">Molte persone dunque si trovano a vivere una vera e propria crisi di coppia dopo la nascita di un figlio, una condizione molto più diffusa di quanto si pensi.</p>
<p data-start="1292" data-end="1842">La ricerca lo dice chiaramente: dopo la nascita di un figlio, la soddisfazione di coppia diminuisce nella maggior parte delle persone. Nel libro &#8220;And baby makes three&#8221; John e Julie Gottman parlano di un calo significativo per circa due terzi delle coppie nei primi tre anni di vita del bambino. Diversi lavori scientifici più recenti confermano lo stesso andamento: il passaggio da “noi due” a “noi più uno” scuote tutto, anche le relazioni più solide.<br data-start="1724" data-end="1727" />Il punto non è chiedersi “perché siamo in crisi?”, ma piuttosto “cosa dobbiamo trasformare per stare bene in tre?”.</p>
<h2 data-start="1849" data-end="1900"><strong data-start="1852" data-end="1900">Il terremoto emotivo che trasforma la coppia</strong></h2>
<p data-start="1902" data-end="2058">Per comprendere davvero cosa succede nella crisi di coppia dopo la nascita di un figlio, serve guardare sia ai fattori pratici che a quelli psicologici.</p>
<p data-start="2060" data-end="2618">La nascita di un figlio introduce una trasformazione profonda nel sistema-coppia. Le notti frammentate, l’allerta costante e la fatica fisica attivano una modalità quasi di sopravvivenza, che rende più difficile mantenere lucidità, affetto e disponibilità reciproca. In parallelo cresce il carico mentale: non riguarda solo pannolini e routine, ma la gestione complessiva di una famiglia che si espande e richiede coordinamento continuo. È in questo squilibrio che spesso uno dei partner si ritrova sovraccarico, mentre l’altro fatica a coglierne la portata.</p>
<p data-start="2620" data-end="2977">A livello psicologico, la transizione alla genitorialità riattiva modelli e aspettative profonde. I ruoli si ridisegnano in fretta e le famiglie d’origine tornano a farsi sentire: ciascuno porta dentro di sé un proprio modello implicito di genitore, costruito su ciò che ha osservato crescere e da cui, a volte, desidera avvicinarsi… o prendere le distanze.</p>
<p data-start="2979" data-end="3405">E a proposito di coppia… cambia anche l’intimità: sembra non esserci più un tempo e uno spazio fisico e mentale per ritrovarsi. Tutto ruota intorno alla cura del bimbo.<br data-start="3147" data-end="3150" />Come ricorda un’autrice e terapeuta che ammiro profondamente,<a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://en.wikipedia.org/wiki/Esther_Perel&amp;ved=2ahUKEwjQ_IX8i_6QAxXWg_0HHSrJMIIQFnoECEMQAQ&amp;usg=AOvVaw0TFhD9D7Rq1PeVcoXt9TqK"> Esther Perel</a>,  nel suo libro  &#8220;5 Ways to Create Meaningful Connections with Your Partner&#8221; il desiderio ha bisogno di spazio e immaginazione, due elementi che la fase postpartum riduce drasticamente. Non è distanza affettiva, ma un adattamento fisiologico e relazionale.</p>
<h2 data-start="3412" data-end="3472"><strong data-start="3415" data-end="3472">Quando la crisi parla più della fatica che dell’amore</strong></h2>
<p data-start="3474" data-end="3911">“Ti sei dimenticato lo zainetto di Priscilla.”<br data-start="3520" data-end="3523" />“E cosa se ne fa una bimba di sei mesi dello zainetto?”<br data-start="3578" data-end="3581" />“Dentro ci sono i pannolini! Come fai a non pensarci? Se la lascio da mia madre tutta la sera un cambio serve.”<br data-start="3692" data-end="3695" />“Ma devi proprio uscire con le amiche oggi?”<br data-start="3739" data-end="3742" />“Sì. Tu hai fatto il weekend fuori, ora tocca a me.”<br data-start="3794" data-end="3797" />“Sono andato dai miei genitori, non a Ibiza.”<br data-start="3842" data-end="3845" />“Beh, ti sei riposato comunque. Adesso ho bisogno di staccare io.”</p>
<p data-start="3913" data-end="4199">Tra Arianna e Luca l’aria è elettrica. Le parole rimbalzano come pallottole: brevi, taglienti, perfettamente indirizzate a ferire. Seduti vicini sul mio divanetto, sembrano invece lontanissimi. Si cercano lo sguardo solo per scagliarsi addosso un’altra accusa, poi lo distolgono subito.</p>
<p data-start="4201" data-end="4694">E mentre li ascolto, è chiaro che non stanno litigando per uno zainetto. Stanno litigando per tutto ciò che quell&#8217;oggetto simbolicamente contiene: la stanchezza accumulata, il senso di ingiustizia, il carico mentale, il bisogno disperato di sentirsi visti.<br data-start="4454" data-end="4457" />È così che funziona durante una crisi di coppia dopo la nascita di un figlio: il conflitto sembra parlare di pannolini, orari, uscite… ma sotto la superficie c’è una domanda più profonda: “Ti accorgi di me? Importa ancora come sto?”.</p>
<p data-start="4696" data-end="4983">Si litiga per piccole cose, ma con emozioni enormi. Oppure si cade nel silenzio, che non è distanza affettiva ma stanchezza emotiva.<br data-start="4828" data-end="4831" />Tutto questo è più comune di quanto si pensi. E non parla della fine dell’amore: parla della fatica, della vulnerabilità, del bisogno di riorganizzarsi.</p>
<h2 data-start="4990" data-end="5039"><strong data-start="4993" data-end="5039">Ritrovare l’equilibrio: cosa aiuta davvero</strong></h2>
<p data-start="5041" data-end="5494">La buona notizia è che la crisi non è un vicolo cieco: è un passaggio evolutivo. Nella prospettiva clinica, ogni transizione critica — e la nascita di un figlio è una delle più potenti — porta con sé una spinta trasformativa. Il problema non è la crisi in sé, ma ciò che la coppia riesce (o non riesce) a farne. Se rimane solo dolore, rischia di diventare corrosiva; se invece viene riconosciuta e mentalizzata, può aprire possibilità nuove, più mature.</p>
<p data-start="5496" data-end="5893">Il primo passo è normalizzare: questo passaggio non indica il fallimento della relazione, ma la necessità di riorganizzare un sistema che si è improvvisamente ampliato. La letteratura sulla genitorialità è univoca: la crisi di coppia dopo la nascita di un figlio è un processo universale che richiede tempo e una ridefinizione graduale dei ruoli, dei confini e delle modalità di stare insieme.</p>
<p data-start="5895" data-end="6338">Da qui nasce l’importanza del dialogo autentico. Parlarsi davvero — non solo su cosa c’è da fare, ma su come ci si sente — è un intervento clinico in sé. Nei momenti più difficili è essenziale ricordarsi che il partner non è un avversario: è il compagno di viaggio dentro la stessa tempesta. Ma quando la fatica accumulata supera la soglia tollerabile, le difese si alzano automaticamente e l’altro smette di essere percepito come una risorsa.</p>
<p data-start="6340" data-end="6688">È in questa zona che molte coppie “perdono il contatto” — non perché non si amino, ma perché entrambi si stanno proteggendo. Riconoscere questo meccanismo permette di interrompere la spirale del ritiro e del contrattacco. A volte basta aprire uno spazio minimo per chiedersi: <em data-start="6616" data-end="6635">come sto davvero?</em> E già questo rimette in moto il sistema relazionale.</p>
<h2 data-start="6695" data-end="6747"><strong data-start="6698" data-end="6747">Quando chiedere aiuto diventa un atto d’amore</strong></h2>
<p data-start="6749" data-end="7292">A volte, nonostante l’impegno, la comunicazione si inceppa e la fatica diventa così densa da spegnere il dialogo. In questi momenti chiedere aiuto non è una resa, ma un gesto di responsabilità verso la relazione e verso il bambino.<br data-start="6980" data-end="6983" />Un percorso di psicoterapia di coppia può offrire uno spazio protetto in cui rallentare, dare un nome alla crisi e trasformarla in comprensione reciproca: un luogo dove ricucire gli strappi, rimettere ordine nelle emozioni e ritrovare il senso di “squadra” che la nascita di un figlio spesso mette alla prova.</p>
<p data-start="7294" data-end="7562">La verità è che la nascita di un figlio cambia sempre la coppia: sta a noi decidere se quel cambiamento diventerà una frattura o un passaggio di crescita. E quando viene accolto e lavorato, ritrovarsi davvero non solo è possibile: è, spesso, il risultato più prezioso.</p>
<p data-start="7564" data-end="7992">E allora, nelle sere più difficili, quando ci si ritrova a discutere come Arianna e Luca per uno zainetto dimenticato — mentre sotto quelle parole pulsa il bisogno profondo di essere visti e compresi — è proprio lì che possiamo scegliere una strada diversa. Fermarsi, respirare, e provare, anche solo per un attimo, a chiedersi:<br data-start="7892" data-end="7895" /><strong data-start="7895" data-end="7945">“Cosa stiamo davvero dicendo l’uno all’altro?”</strong><br data-start="7945" data-end="7948" />Da quella domanda, spesso, ricomincia tutto.</p>
<p data-start="1110" data-end="1534" data-is-last-node="" data-is-only-node="">di <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/chi-siamo/elisa-buratti/">Elisa Buratti</a></p>
<p data-start="1110" data-end="1534" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Psicologa Psicoterapeuta</p>
<p data-start="1110" data-end="1534" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/contatti/">Centro Clinico di Psicologia Caltanissetta Buratti</a></p>
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		<title>Crisi di coppia: fine o rinascita?</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/crisi-di-coppia-fine-o-rinascita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Clinico di Psicologia Caltanissetta Buratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 May 2019 12:44:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[crisi di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia di coppia Milano]]></category>
		<category><![CDATA[superare un tradimento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CRISI DI COPPIA: FINE O RINASCITA? La crisi di coppia irrompe nella vita dei partner destabilizzandola completamente. Eppure, malgrado il dolore e la paura, può essere vista come una fase di passaggio importante verso la riscoperta di sé e del proprio modo di vivere la relazione amorosa. Ma facciamo un passo indietro. Cosa s&#8217; intende&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>CRISI DI COPPIA: FINE O RINASCITA?</h3>
<p>La crisi di coppia irrompe nella vita dei partner destabilizzandola completamente. Eppure, malgrado il dolore e la paura, può essere vista come una <strong>fase di passaggio</strong> importante verso la riscoperta di sé e del proprio modo di vivere la relazione amorosa.</p>
<p>Ma facciamo un passo indietro. Cosa s&#8217; intende per crisi?</p>
<p>Difficile darne una definizione che non rimandi il pensiero a una catastrofe. Siamo infatti abituati a pensare alla crisi come a un evento che distrugge, che rompe, cogliendone prevalentemente l’aspetto negativo.</p>
<p>In realtà, la crisi è <strong>qualcosa</strong>, una <strong>fase</strong> che appartiene all’essere umano.</p>
<p>Si parla, per esempio, di <em>crisi adolescenziale</em>, intendendo quel periodo di vita in cui si assiste al cambiamento di un ragazzo, del suo corpo, delle sue emozioni e del suo modo di pensare. O ancora, di <em>crisi di mezza età</em> come la fase in cui un uomo, colto dall’angoscia del declino cerca, in modo maldestro, di assaporare fino all’ultimo goccio la gioia di vivere.</p>
<p>E&#8217; facile capire come la crisi faccia parte della vita, appartenga appunto all’umano, e dunque, anche delle sue relazioni.</p>
<p>Per questo di parla di crisi di coppia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>COSA SUCCEDE DURANTE LA CRISI DI COPPIA?</strong></h3>
<p>Durante la crisi di coppia, i partner entrano nel caos.</p>
<p>Sentono di sprofondare negli <strong>abissi</strong>, nel <strong>buio</strong> e non si vedono più.</p>
<p>Non si riconoscono più.</p>
<p>Avvertono solo un senso di <strong>disagio</strong>, di <strong>fastidio</strong> alla sola presenza dell’altro, alla semplice vicinanza.</p>
<p>È un periodo di sofferenza e che fa paura perché l’equilibrio che teneva in piedi tutto il sistema, oggi non regge più. Tutto sembra crollare. <strong>Manca l’aria</strong>.</p>
<p>Ecco, durante la crisi, la coppia entra nel <strong>dubbio</strong>, vacilla ogni certezza. È il momento delle domande: “<em>Cosa siamo diventati</em>?”,<em> “Non so più se ti amo”</em>. <em>“Come ho potuto innamorarmi di te?</em>”</p>
<p>A volte invece anche le domande sono finite. Resta solo l’amara certezza di non poter più stare insieme.</p>
<p>Proprio questa fase di dubbio, però, ci riporta all’etimologia della parola crisi, dal greco KRINO che significa separare, discernere, valutare. E qui ne cogliamo la sfumatura positiva che ci fa comprendere come la crisi sia in realtà un momento di valutazione e di riflessione. Il presupposto per il<strong> cambiamento vitale</strong> o il fenomeno che accompagna il cambiamento, la <strong>rinascita.</strong></p>
<p>E&#8217; proprio quando la coppia entra in crisi e inizia a riflettere sul proprio modo di stare insieme, allora inizia un percorso di <strong>evoluzione e crescita</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>PERCHE’ UNA COPPIA ENTRA IN CRISI?</strong></h3>
<p>Sono tante le ragioni che portano alla crisi di coppia, perché ogni coppia è unica e ha delle modalità relazionali proprie.</p>
<p>Pensando però ai miei pazienti e alle loro storie, si trova un sottile filo rosso.</p>
<p>La <strong>delusione</strong>.</p>
<p>La profonda delusione di trovarci di fronte a un partner diverso da quello di cui ci siamo innamorati, dentro una relazione diversa da ciò che era agli inizi, niente più sorprese, niente più attenzioni, baci rubati, desiderio di intimità.</p>
<p>Per spiegarmi meglio riprendo il discorso iniziato in un mio precedente articolo “<a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/le-regole-dellamore-dallinnamoramento-allamore-maturo/">Esistono le regole dell’Amore?</a>” e di cui sono fortemente convinta,</p>
<p>Tutti noi abbiamo passato parte della vita, chi più chi meno, a <strong>realizzare i desideri degli altri,</strong> senza rendercene conto.“<strong>A farmi come tu mi vuoi</strong>” per non perdere il legame, l’affetto. Per non correre l&#8217;angoscioso rischio dell&#8217;abbandono.</p>
<p>Questo significa che, c&#8217; e&#8217; chi è stato un bravo bambino per far contenta la mamma, chi un bravo sportivo per rendere orgoglioso il papà la domenica al campetto, chi uno stacanovista per compiacere il capo e diventare il suo preferito.</p>
<p>Finchè, finalmente, incontro <strong>una persona a cui vado bene così</strong>. Come sono. <strong>Autenticamente</strong>.</p>
<p>Una persona che ama <strong>tutto</strong> di me, anche i miei difetti. Ci ride sù.. e aiuta anche me a farlo.</p>
<p>E così, si è felici entrambi: io di essere ciò che sono, ciò che mi sento, tu di aver trovato la persona perfetta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>SOPRAFFATTI DALLA VITA</h3>
<p>Questo idillio, ahimè,  non può durare per sempre. Le cose cambiano, magari nascono i figli o facciamo carriera e il lavoro diventa ancora più pressante. Cambiamo noi , i nostri corpi, i nostri bisogni.</p>
<p>E si viene sopraffatti. Sopraffatti dalla vita.</p>
<p>Il punto sta proprio qui. <strong>La coppia che non si prende cura di se non può stare al passo del cambiamento</strong>, anzi si stanca, arranca. si appesantisce.</p>
<p>Quindi ci sentiamo delusi perché prendiamo tutto ciò che c’era all’inizio della storia come punto di riferimento, magari idealizzandolo anche un pò : &#8220;<em><strong>Prima era tutto perfetto</strong></em>&#8220;.</p>
<p>Di conseguenza, quello che abbiamo oggi non può andare bene e ci sbilanciamo sul versante opposto “ <em><strong>Ora è tutto da buttare</strong></em>!”.</p>
<p>Facilmente possiamo anche arrivare a credere che quello che manca si può trovare fuori dalla coppia, come nel caso del <strong>tradimento</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong> IL TRADIMENTO COME MANIFESTAZIONE DELLA CRISI</strong></h3>
<p>Il tradimento è l’espressone di molte cose tra cui, la manifestazione concreta di una crisi di coppia, frutto, nella maggior parte dei casi di un’<strong>affettività negata,</strong> e di un <strong>bisogno di ascolto</strong>, di <strong>piacere</strong> , di <strong>sentirsi desiderato e desiderabile</strong>, o ancora di<strong> trasgressione</strong>. In questo clima pesante e insoddisfacente,  il tradimento elettrizza e al contempo scuote tutto fino alle fondamenta. Come una scarica di defibrillatore che ci riporta in vita e ci fa vivere.</p>
<p>In sintesi, il problema sta nella coppia ma la soluzione viene cercata fuori.  Come se ciò che realmente possa rispondere al mio bisogno, curare la frustrazione,  sia al di fuori, in ciò che non ho, lontano da me e dalla mia coppia.</p>
<p>La scarica che rimette in vita è fuori, da un&#8217;altra parte, in un&#8217;altra persona. Per questo è frequente che le persone che tradiscono non riportino in psicoterapia il senso di colpa, ma al contrario una legittimazione &#8221; <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/tradimento-mi-merito-di-essere-felice/">Mi merito di essere felice&#8221;</a>.</p>
<p>Quando un tradimento viene scoperto, poi, arriva il terremoto e crolla tutto.</p>
<p>Chi scopre di essere stato tradito infatti non perde solo l’oggetto amato, perde l&#8217;idea e il desiderio di una vita insieme, di un futuro.</p>
<p>Nel tradimento non viene tradito solo il partner. si tradisce il <strong>patto di un amore per sempre. </strong>Quell&#8217;Amore romantico che tutti abbiamo in mente, a cui tutti  aspiriamo.</p>
<p>&#8220;<em>Non posso più fidarmi di te, perchè mi hai tradito. Non posso più fidarmi di me perchè non me ne sono accorto prima. Non posso più fidarmi di nulla e nessuno.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>COME SI AFFRONTA LA CRISI DI COPPIA</strong>?</h3>
<p>Per rispondere a questa domanda ci sarebbe bisogno di un intero articolo. Per ora mi fermo sulle parole di una mia paziente che iniziò&#8217; una terapia di coppia dopo aver scoperto il tradimento da parte del marito.  Terminato il racconto, la prima cosa che mi chiese è: &#8220;<em>Mi aiuti a capire dove ho sbagliato io. Quale è stata la mia parte</em>&#8220;.</p>
<p>Donna molto intelligente, perchè nella semplicità di questa domanda si nasconde una  verità complessa e difficile da accettare: chi agisce la crisi, chi prende e <strong>se ne va di casa,</strong> <strong>chi tradisce, chi pronuncia la famosa frase &#8220;non ti amo più&#8221; è il portavoce di un disagio che la coppia ha co-costruito.</strong> Non è il responsabile della crisi, è colui che si assume la responsabilità di farla emergere.</p>
<p>E da qui si gioca a carte scoperte.</p>
<p>Quindi una delle prime  cose da fare per affrontare una crisi è <strong>togliere lo sguardo solo da quello che il nostro partner ha fatto e riflettere anche sul nostro modo di stare nella relazione.</strong></p>
<p>In secondo luogo è necessario <strong>mantenere vivo l&#8217;investimento sulla coppia,</strong> <strong>prendersi cura del partner</strong> <strong>e del legame</strong>. darsi la possibilità di <strong>ritrovarsi.</strong></p>
<p>Anche la rosa più pregiata, più preziosa, se non viene costantemente curata appassisce, qualunque sia la sua bellezza e il suo valore iniziale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>LA TERAPIA DI COPPIA E&#8217; UTILE?</strong></h3>
<p>La <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/prestazioni/psicoterapia-di-coppia/">terapia di coppia</a> è uno strumento importantissimo durante una crisi, perchè permette ai partner di <strong>prendere consapevolezza delle proprie dinamiche</strong>, di come funzionano, di dove si incastrano bloccando il movimento, l&#8217;evoluzione e quindi la sopravvivenza del sistema.</p>
<p>Permette inoltre di distinguere nelle cose che fanno soffrire cosa è mio, cosa è tuo, e cosa è frutto della nostra interazione.</p>
<p>L&#8217;obiettivo della  terapia è molteplice.</p>
<p>E&#8217; <strong>aiutare la coppia a gestire la crisi</strong>. E&#8217; aiutare a <strong>trovare un nuovo modo e funzionale di comunicare, di dire e di chiedere.</strong></p>
<p>Queste sono solo alcune delle fondamenta che creano la nuova relazione. Grazie alla terapia la coppia si conoscerà di più, acquisterà consapevolezza di ciò che ognuno ed entrambi hanno bisogno. E sarà libera di scegliere, se concedersi una seconda possibilità stando insieme, oppure separandosi&#8230;ma in questo caso sarà una buona separazione che lascerà accanto alla tristezza un senso di pienezza e bellezza della vita. Di reale intimità emotiva.</p>
<p>di <em><a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/chi-siamo/elisa-buratti/">Elisa Buratti</a> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
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		<title>La dipendenza affettiva: senza te non esisto.</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/la-dipendenza-affettiva-senza-te-non-esisto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Clinico di Psicologia Caltanissetta Buratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jan 2019 08:55:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[crisi di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenza affettiva]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia Milano]]></category>
		<category><![CDATA[relazione patologica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>LA DIPENDENZA AFFETTIVA &#8220;Senza te non esisto più!!! Ho urlato al cielo…nulla ha più senso. Non c’è più. È andato via”, mi raccontò tra le lacrime la donna seduta di fronte a me. Cosa può essere successo? Forse un lutto, una separazione o un divorzio. No. Nulla di tutto questo. Semplicemente un aspro litigio col&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>LA DIPENDENZA AFFETTIVA</h3>
<p>&#8220;<em>Senza te non esisto più!!! Ho urlato al cielo…nulla ha più senso. Non c’è più. È andato via</em>”, mi raccontò tra le lacrime la donna seduta di fronte a me.</p>
<p>Cosa può essere successo? Forse un lutto, una separazione o un divorzio.</p>
<p>No. Nulla di tutto questo.</p>
<p>Semplicemente un aspro litigio col partner, che furente, è uscito di casa sbattendo la porta alle sue spalle. Una brutta reazione certo, ma nulla di definitivo. Le loro litigate spesso finiscono così. Poi lui torna.</p>
<p>Eppure a volta basta un litigio, una telefona non risposta, un’incomprensione per gettare la persona nella più profonda <strong>angoscia abbandonica</strong>, quella terribile sensazione di non essere più amata e di non poter resistere a tutto ciò.</p>
<p>In questo caso possiamo dire che si è innescata la <strong>dipendenza affettiva</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>COME FUNZIONA LA DIPENDENZA AFFETTIVA?</strong></h3>
<p>La dipendenza affettiva trasforma il partner in qualcosa che va oltre all’essere un compagno di vita. Lo rende <strong>indispensabile</strong> e <strong>onnipotente</strong>.</p>
<p>La persona grazie alla quale si sente di <strong>esistere</strong>. Che ci <strong>autorizza</strong> a esistere.</p>
<p><em>“È lui a rendermi felice, è lui a darmi un senso”.</em></p>
<p>Chi soffre di dipendenza affettiva ha bisogno dell’altro per “esserci”. È l’altro a legittimare bisogni, desideri, a sedare l’angoscia, a riempire il senso di vuoto. La sola presenza, anche se limitata, diventa fonte di gratificazione immediata. Una droga insomma, senza la quale si cade in astinenza.</p>
<p>“<em>Basta anche un semplice messaggio di saluto</em><em>…</em><em> non importa se non mi dice niente</em><em>…</em><em> se non vuole sapere come sto </em><em>…</em><em> leggere solo un ciao mi fa star bene</em><em>”</em>.</p>
<p>Ma è proprio questo il punto: <strong>non tutto ciò che ci fa star bene ci fa bene veramente</strong>. Fumare una sigaretta, per esempio, mi fa star bene, ma non mi fa bene. Mangiare un’intera vaschetta di gelato al cioccolato mi fa star bene, ma non mi fa bene.</p>
<p>Detto questo, è importante capire dove si pone il limite tra <strong>amore</strong> e <strong>dipendenza</strong>, ovvero, quando un sentimento affettivo e umano si trasforma in una relazione disfunzionale o addirittura patologica.</p>
<p>Il problema nasce nel momento in cui, pur di non perdere l’amore, il dipendente affettivo è pronto a <strong>sacrificare ogni cosa</strong>, anche la propria dignità, a rinunciare a delle parti di sé, ai propri bisogni, offrendo una totale disponibilità, una devozione, al partner pur di garantirsi il legame.</p>
<p>Ha inizio così una relazione asimmetrica, priva di reciprocità, con ruoli rigidi e cristallizzati: il dipendente che chiede continue rassicurazioni e il partner che diventa potentissimo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>CHI E’ IL DIPENDENTE AFFETTIVO</strong></h3>
<p>Non amo il termine “dipendente affettivo” perché un po’ tutti siamo dipendenti in amore.</p>
<p>Ci sono persone, però, che perdono il limite tra una <strong>sana dipendenza </strong>intesa come: “<em>ho bisogno di te perché ti amo</em>” e una <strong>dipendenza patologica</strong>: “ <em>ti amo perché ho bisogno di te”.</em></p>
<p>Queste ultime, sono persone che tendono a legarsi a partner <strong>narcisi</strong>, <strong>anaffettivi</strong>, <strong>manipolatori</strong>, con <strong>tratti aggressivi</strong>, <strong>svalutanti</strong> e <strong>ipercritici</strong>, a volte per una relazione soltanto, altre volte sembra lo standard.</p>
<p>Prevalentemente sono le donne a cadere in questo tipo di relazione, ma non è una questione di genere.</p>
<p>Se dovessi definire l’ <strong>identikit del dipendente affettivo</strong> mi viene in mente una persona <strong>insicura,</strong> che <strong>non si piace</strong> e <strong>non si sente amabile</strong>. Inconsciamente <strong>non si reputa degna di amore</strong> e dunque sente che non può legarsi a partner realmente interessati a lei o emotivamente disponibili.</p>
<p>Il suo modo di ragionare è distorto e caratterizzato da uno <strong>squilibrio della percezione di sé e dell’altro</strong> in cui emerge una chiara squalificazione e autosvalutazione contro l’idealizzazione del partner.</p>
<p>Per questo c’è attrazione verso partner pieni di sé, autoriferiti, decisionisti, che lasciano poco spazio alla condivisione… mi vien da dire <em>perfetti</em> per chi, come la persona dipendente, non riesce a definirsi e ha paura di non piacere se si mostra per quello che è.</p>
<p>Al partner viene delegato tutto.</p>
<p>In secondo luogo, per quanto possa sembrare paradossale, il dipendente affettivo <strong>teme le relazioni perché potenzialmente abbandoniche</strong>. Per questo non riesce mai a lasciarsi andare e a rilassarsi completamente, ma deve sempre stare all’erta, pronto alle contromisure necessarie per fronteggiare la minaccia della perdita.</p>
<p>È evidente che tutto questo allontana partner amorevoli e autentici per lasciare spazio a relazioni inadeguate, insoddisfacenti.</p>
<p>Il punto di svolta per uscire dalla dipendenza affettiva è chiedersi perché ci si sente attratti proprio da questa tipologia di persona e cosa impedisce la chiusura di un rapporto così sofferente, sofferto e disfunzionale.</p>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>USCIRE DALLA DIPENDENZA AFFETTIVA</h3>
<p>Quando le mie pazienti si sentono vittime di un destino infausto della serie: “ <em>Perché capitano tutti a me</em>?” o si convincono che al mondo non esistano più uomini “sani”: “<em>Sono tutti uguali, non c</em><em>’</em><em>e più speranza</em>”, capisco che è arrivato il momento di entrare a gamba tesa e mettere in discussione il loro modo di vedere le cose.</p>
<p>Queste intuizioni infatti rappresentano l’implicita decisione della donna di vedere chiaro e fare luce sul perché continuano a incastrarsi in relazioni che fanno male.</p>
<p>Per prima cosa è bene sottolineare che non esiste un <em>vademecum</em> per la <strong>guarigione dalla dipendenza affettiva</strong>.</p>
<p><strong>Si diventa dipendenti per svariate ragioni</strong> che non possono essere generalizzabili e uguali per tutti.</p>
<p>Ogni persona ha infatti una propria storia di vita, arriva da un particolare tipo di famiglia e modello educativo, ha avuto uno specifico rapporto con i genitori, ha una propria personalità, carattere, limiti e risorse .</p>
<p>Insomma una persona sviluppa la dipendenza affettiva come soluzione alla propria storia di vita. E l’unicità della persona rende impossibile e riduttiva la generalizzazione.</p>
<p>Quindi più che dare risposte è importante <strong>farsi delle domande</strong>.</p>
<p>Nonostante questo mi sento sicura nel definire alcuni <strong>principi di base. </strong></p>
<p>Primo tra tutti, la persona che soffre di dipendenza affettiva non uscirà mai da questo tipo di relazioni finchè non sarà disposta a riconoscere che <strong>il vuoto che sente non può e non deve essere colmato da altri. </strong>È necessario essere disposti a riconoscere che siamo noi stessi, in qualche misura, a costruire la nostra infelicità, reiterando relazioni fondate su basi altamente disfunzionali.</p>
<p>Secondo punto, è necessario <strong>essere disposti a lavorare su di sè,</strong> con un percorso di <a href="http://www.centroclinicopsicologia.it/prestazioni/psicoterapia-individuale/">psicoterapia</a>, <strong> per aumentare la propria consapevolezza e legittimarsi a <em>esserci</em></strong><em>.</em> Questo significa concedersi di avere e seguire i propri bisogni e desideri, imparare a stare in piedi da soli, a scegliere per sé e provvedere a se stessi.</p>
<p>Terzo passo, forse il più difficile, <strong>imparare a lasciare andare</strong>. A separarsi. Comprendere fino in fondo che non è restando pazientemente dentro la relazione di dipendenza che le cose cambieranno.</p>
<p>Se le cose continuano a peggiorare non è perché non avete fatto abbastanza sforzi. Non è facendo di tutto per il partner che lui imparerà ad amarvi in modo sano.</p>
<p>È solo attraverso questa responsabilizzazione che si potrà costruire una <a href="http://www.centroclinicopsicologia.it/le-regole-dellamore-dallinnamoramento-allamore-maturo/">relazione sana</a>. Non solo con l’altro, ma prima di tutto con se stessi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/chi-siamo/elisa-buratti/"><em>Elisa Buratti</em></a></p>
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		<title>Tradimento: mi merito di essere felice.</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/tradimento-mi-merito-di-essere-felice/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Clinico di Psicologia Caltanissetta Buratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2019 12:17:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia di coppia Milano]]></category>
		<category><![CDATA[superare un tradimento]]></category>
		<category><![CDATA[terapia di coppia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Crisi di coppia, crisi di mezza età, crisi di noia, crisi d’identità e arriva il tradimento. Partiamo dall&#8217;inizio. Il cuore palpita. Uno sguardo e siamo innamorati. Nemmeno ci conosciamo, ma sappiamo già che saremo il nostro TUTTO. Ci promettiamo amore eterno e fedeltà assoluta. In una gabbia dorata saremo al sicuro lasciando fuori il mondo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/tradimento-mi-merito-di-essere-felice/">Tradimento: mi merito di essere felice.</a> proviene da <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it">Centro clinico psicologia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Crisi di coppia, crisi di mezza età, crisi di noia, crisi d’identità e arriva il <strong>tradimento.</strong></p>
<p>Partiamo dall&#8217;inizio.</p>
<p>Il cuore palpita. Uno sguardo e siamo innamorati. Nemmeno ci conosciamo, ma sappiamo già che saremo il nostro <strong>TUTTO</strong>.</p>
<p>Ci promettiamo amore eterno e fedeltà assoluta.</p>
<p>In una <strong>gabbia dorata</strong> saremo al sicuro lasciando fuori il mondo che ci circonda per paura che possa sporcare il nostro amore puro e totale.</p>
<p>Tu sei la gioia, l’amicizia, la confidenza, l’<strong>intimità</strong>. Io sono la persona migliore, prescelta, unica, insostituibile&#8230;quella giusta in assoluto perché lo sono per te.</p>
<p>Siamo una monade, un’unità <strong>indivisibile</strong>.</p>
<p>Saremo sempre insieme e tu mi amerai perché io ne ho diritto. Perché io voglio essere <strong>felice</strong> e tu sarai la mia <strong>felicità</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L&#8217;ORIGINE DEL TRADIMENTO</h3>
<p>Quando la <strong>passione</strong> si affievolisce e l’<strong>abitudine</strong> sfocia nella monotonia, iniziamo a sentirci rallentati come quando si corre in alta montagna e manca l’ossigeno.</p>
<p>Le case diventano prigioni, gli impegni di famiglia diventano fili elastici: più li tiriamo e più il rientro è traumatico.</p>
<p>Facciamo <strong>fatica</strong>, sempre più fatica… Nei pochi momenti liberi si alimentano le nostre <strong>fantasie</strong>. Inizi a non sentirti più una roccia, ma un albero su di un terreno che sta franando.</p>
<p>La <strong>gabbia</strong> ha cambiato colore: da dorata e scintillante è diventata <strong>grigia</strong> e <strong>opaca</strong>. L’altro non ci soddisfa più nell’anima, nel cuore e nel corpo. Ci allontaniamo sempre di più dietro ad una parvenza di <strong>serenità</strong>.</p>
<p>I momenti di intimità sono sempre più rari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LA LOGICA DEL TRADIMENTO</h3>
<p>Spesso si inizia come un gioco a <strong>filtrare</strong> con qualcuno. Ci si sente appagati da una semplice carezza al nostro <strong>ego</strong>.</p>
<p>Poi arriverà un momento preciso in cui scriveremo o diremo quella parola, quella frase che <strong>cambierà</strong> la nostra storia.</p>
<p>Cosa stai cercando fuori dal rapporto?”</p>
<p>Una relazione più <strong>appagante</strong>? Un momento di <strong>svago</strong>? Forse proprio la <strong>leggerezza</strong> di un momento, senza <strong>complicazioni</strong>?</p>
<p>Senza la <strong>responsabilità </strong>della felicità di un altro essere umano?</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>DAL TRADIMENTO NEI SOCIAL &#8230;</h3>
<p><em>“Non sono single tanto per essere chiari e sinceri fin da subito senza tanti giri di parole. Ma come tanti sto cercando relax, divertimento, risate, sorrisi, incontri casuali, amicizie…insomma vivere senza troppe inutili menate.”</em></p>
<p>Abbiamo preso coraggio e ci siamo iscritti, con la garanzia della riservatezza assoluta, su di un <strong>social</strong> di incontri…senza troppe inutili <strong>menate</strong>, senza inutili responsabilità.</p>
<p>Alla ricerca di un rapporto senza <strong>impegno</strong> in cui basta mettere un <strong>like</strong> e collezioni amanti e con un <strong>“dislike”</strong> sparisci dalla vita di una persona.</p>
<p>Nell’era dei social i tradimenti si consumano velocemente. Non abbiamo molto tempo tra gli impegni della giornata e poche occasioni di incontro reali. Il <strong>virtuale</strong> ci viene in soccorso e, un po’ impacciati, un po’ impauriti, iniziamo a <strong>tradire</strong>.</p>
<p>Ma lo schermo non basta più.</p>
<h3></h3>
<h3></h3>
<h3>&#8230; AL TRADIMENTO NELLA REALTA&#8217;</h3>
<p>Desideriamo la carne, un corpo che ci <strong>desideri</strong> nuovamente per sentirci ancora felici, ancora unici, ancora prescelti e migliori.</p>
<p>Siamo pronti ad oltrepassare quella porta che, all’<strong>inizio</strong> del rapporto avevamo giurato all’altro e a noi stessi che non avremmo mai aperto.</p>
<p>Ma perché tradiamo nonostante la promessa di <strong>fedeltà</strong> iniziale?</p>
<p>Ci pensavamo degli <strong>eroi romantici</strong> capaci di affrontare qualsiasi avversità e stare al fianco della persona amata per <strong>sempre</strong>.</p>
<p>Ci scopriamo <strong>deboli</strong> nel momento della prova.</p>
<p>L’<strong>infedeltà</strong> sarà il nucleo di un nuovo eroismo? L’elemento fondamentale per l’<strong>innovazione</strong>?</p>
<p>Sentiamo un’urgenza nascere in noi. Il <strong>senso di colpa </strong>non ci frena più.</p>
<p>E così iniziano le nostre vite parallele. Uno sdoppiamento stimolante ed eccitante. Sarà forse la bellezza dell’<strong>intrigo</strong>…</p>
<p>E così al principio riusciamo a stare con il partner nonostante l’amante, stando solo attenti a non sbagliare nome in un momento di stanchezza.</p>
<p>Iniziamo ad isolarci sempre più spesso per mandare un messaggio e torniamo alla nostra coppia rossi in volto e felici, eccitati e desiderosi di <strong>intimità</strong>.</p>
<p>Ma quale relazione umana è priva di inutili menate? I momenti rubati non bastano più.</p>
<p>Forse è vero nuovo amore per cui rischiare tutto e rinnovarsi?</p>
<p>Lentamente le <strong>gabbie</strong> diventano due.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LE DUE GABBIE DELLA RELAZIONE</h3>
<p>E&#8217; proprio così&#8230; ora abbiamo due gabbie. La vecchia dalla quale abbiamo paura di uscire definitivamente e una nuova dorata.</p>
<p><strong>Bugie</strong>, <strong>sotterfugi</strong> e <strong>travestimenti</strong> iniziano ad appesantirci e ci troviamo ancora una volta con il fiato corto.</p>
<p>“<em>Mi merito di essere felice, anzi di essere più <strong>felice</strong></em>”</p>
<p>“Cosa stai cercando che il partner non ti da?” “<em>Siamo felici insieme ma semplicemente non c’è più intimità”</em><br />
Ecco che manca qualcosa. Il <a href="http://www.centroclinicopsicologia.it/crisi-di-coppia-un-gioco-di-equilibri/"><strong>patto</strong></a> iniziale è già stato sottilmente <strong>deluso</strong>.</p>
<p>Varie le motivazioni ma di fatto è già stato tradito il <strong>legame</strong>.</p>
<p>Tu non mi desideri, io ho qualcosa di <strong>sbagliato</strong>: hai tradito il patto iniziale.</p>
<p>Tu sei infedele, io ho qualcosa di <strong>sbagliato</strong>: hai tradito il patto iniziale.</p>
<p>C’è una relazione che potrà mai darci tutto quello che stiamo cercando per essere felici?</p>
<p>Cosa avviene durante un nuovo incontro?</p>
<p>Una perturbazione, come una <strong>tempesta emotiva</strong> che ci sposta dal nostro solito asse e ci permette di vedere altrove.</p>
<p>Un cambio di prospettiva, una novità che risveglia i <strong>sogni</strong> e le <strong>aspirazioni</strong>.</p>
<p>Allora il bivio a tre strade è davanti a noi:</p>
<p>&#8211; sceglieremo di tornare indietro verso una nuova gabbia dorata per poi rivederla opacizzare e ingrigire?</p>
<p>&#8211; sceglieremo di restare nella nostra gabbia grigia e opaca per non rischiare di andare verso il nuovo?</p>
<p>&#8211; sceglieremo di prenderci del tempo per poter comprendere il punto in cui siamo e da lì partire lucidando la vecchia gabbia o entrando nella nuova?</p>
<p>“In amore è più facile rinunciare a un sentimento che perdere un&#8217;<strong>abitudine</strong>?“ come diceva Proust?</p>
<p>Non so.</p>
<p>Forse potremmo chiederci se esiste veramente una persona in grado di renderci <strong>completamente</strong> felici.</p>
<p>E forse scopriremo che qualcuno <strong>c’è</strong>. Proprio li, davanti a te che ti guarda allo specchio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di <em>Franco Cattaneo</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Esistono le regole dell&#8217;Amore?</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/le-regole-dellamore-dallinnamoramento-allamore-maturo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Clinico di Psicologia Caltanissetta Buratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jan 2019 08:45:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia di coppia Milano]]></category>
		<category><![CDATA[terapia di coppia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esistono le regole dell’Amore? Durante le sedute di psicoterapia di coppia è molto frequente sentire i partner litigare citando frasi celebri del tipo: “Maledetto il giorno che ti ho incontrato! ”, o “ Come ho potuto essere così ingenua ??? ”. A entrambi sembra impossibile essere stati innamorati; eppure è accaduto. Per questa ragione, nel corso del&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Esistono le regole dell’Amore?</p>
<p>Durante le sedute di <a href="http://www.centroclinicopsicologia.it/prestazioni/psicoterapia-di-coppia/">psicoterapia di coppia</a> è molto frequente sentire i partner litigare citando frasi celebri del tipo: “M<em>aledetto il giorno che ti ho incontrato! </em>”, o “ C<em>ome ho potuto essere così ingenua ??? </em>”.</p>
<p>A entrambi sembra impossibile essere stati innamorati; eppure è accaduto.</p>
<p>Per questa ragione, nel corso del mio lavoro, mi sono interrogata più volte sul tema dell<strong>’innamoramento</strong> e dell’<strong>amore.</strong></p>
<p>Perché due persone s’ incontrano, si piacciono, si attraggono?</p>
<p>Perché una donna sceglie proprio quell’uomo tra tanti altri e viceversa?</p>
<p>In che modo l’innamoramento si trasforma in amore?</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>E SE PLATONE SI SBAGLIASSE?</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ogni volta che si parla di coppia e amore, Platone entra in scena trionfante col mito dell’altra metà della mela.</p>
<p>Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Simposio_(dialogo)#Aristofane">Simposio</a>, il filosofo narra che un tempo l’uomo e la donna erano una cosa sola, perfetti e bellissimi, ma Zeus, invidioso, li divise in due e li destinò a cercarsi per sempre. Solo trovandosi avrebbero ricostruito l’antica perfezione perduta.</p>
<p>A questo punto mi chiedo se davvero <strong>esiste una persona talmente complementare a noi da assemblare la mela perfetta&#8230;</strong></p>
<p>E come la trovo in mezzo a oltre sette miliardi di persone? Sarebbe magico.</p>
<p>Semplicemente perché la mia metà di mela non è perfetta… e anche quella che incontrerò non lo sarà.</p>
<p>Platone perdonami, ma non posso proprio essere d’accordo con Te. La Tua visione è particolarmente intrigante, ma la realtà dei nostri tempi è molto diversa.</p>
<p><strong>La complementarietà nella coppia non esiste a prescindere</strong>; va costruita e continuamente ricercata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LA PRIMA REGOLA DELL’AMORE: LASCIARSI AMARE</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’amore è un equilibrio molto più complesso di un semplice incastro, implica accogliere, accettare, appunto <em>amare</em> l’altro per quello che è, ma ancora prima <strong>accettare di essere amati per quello che siamo</strong>, nella nostra autenticità.</p>
<p>Ecco la prima regola<strong>: lasciarsi amare.</strong></p>
<p>Banale? No, affatto!</p>
<p>Tutti noi, chi più o chi meno, ha passato parte della vita a “essere” in base alle <strong>aspettative dell’altro</strong>: una brava alunna per rendere felice la mamma, un buon calciatore per rendere orgoglioso il papà, uno stacanovista per compiacere il capo, un pagliaccio per divertire gli amici, fino ad arrivare a chiederci se tutte quelle persone ci stimerebbero lo stesso se fossimo diversi da quelle maschere. Se fossimo noi stessi.</p>
<p><strong>È lo scarto tra ciò che mostriamo e ciò che crediamo di essere che ci fa sentire dei grandi <em>bluffatori,</em></strong> vivendo nel timore di essere smascherati e lasciati se non siamo perfetti…<em> come tu mi vuoi</em>.</p>
<p>Per questo <strong>il primo passo è permettere all’altro di amarci</strong>, mostrandoci per quello che siamo.</p>
<p>Ed è <strong>proprio questa libertà di mostrarci per ciò che si è che rende anche il nostro partner amabile</strong>.</p>
<p>Ecco la cosa più difficile da fare, <strong>concedere all’altro di scoprire ed entrare in contatto con le nostre parti più profonde</strong>, più intime in cui coesistono i nostri limiti e le nostre risorse, le nostre paure e le nostre forze, i nostri blocchi e i nostri desideri.</p>
<p>Tutto ciò che siamo insomma.</p>
<p>In una seduta di coppia, la moglie mi disse parlando del marito: “<em>Lo amo perché amo come sono io quando sto con lui”.</em> (Ebbene sì.. non solo le coppie tristi e insoddisfatte iniziano una psicoterapia!).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LA SECONDA REGOLA DELL’AMORE: PERMETTERE ALL’ALTRO DI VALORIZZARCI</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco l’altra regola dell’amore:<strong> permettere all’altro di valorizzarci e arricchirci. </strong></p>
<p>Questo non implica cadere nella dipendenza del tipo “<em>esisto se mi vedi” </em> o <em>“mi sento bravo e capace se tu me lo dici”</em>, ma semplicemente permette un<strong> arricchimento</strong> di Sé.</p>
<p>Per esempio, se il partner ride alle mie battute, mi sento valorizzata e mi conferma nell’essere una persona piacevole e divertente; ma se non ride, non significa che io sia una persona antipatica e sgradevole o che non gli piaccia abbastanza.</p>
<p>La presenza dell’altro quindi va intesa come la possibilità di un arricchimento.</p>
<p>Se torniamo all’esempio della battuta di spirito, il fatto che il partner non rida deve farmi interrogare sul mio modo di scherzare e chiedermi se c’è qualcosa che non va nel mio modo di pormi. Questa valutazione su di me è un arricchimento perché apre a nuovi livelli di consapevolezza e induce l’ autoriflessione.</p>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LA TERZA REGOLA DELL’AMORE: CONCEDERSI DI AMARE</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Arriviamo ora alla regola finale: <strong>concedersi di amare </strong>ovvero darsi l’autorizzazione a essere felici, a lasciarsi andare ai sentimenti senza paura di perdere il controllo di se stessi, fare i conti con i propri bisogni di affettività dandogli voce e dignità all’interno della coppia.</p>
<p>Può capitare invece che amare faccia paura e crei ansia o confusione. Si teme, non sempre a livello consapevole, di perdere la propria libertà, di diventare succubi o dipendenti dall&#8217;altro, di dover lasciare le proprie abitudini.</p>
<p>Insomma si instaura nel profondo più un vissuto di perdita che di arricchimento.Il dubbio così si insinua nella relazione creando una distanza tra i partner e bloccando l&#8217;evoluzione del rapporto. Per questa ragione la terza regola è, a mio parere, la più complessa da attuare.</p>
<p>Sono questi significativi passaggi che, sono certa, permettono la trasformazione <strong>dall’innamoramento all’amore maturo. </strong></p>
<p>Dalla fase cioè in cui tutto è idealizzato, in cui l’altro è visto come la metà perfetta, alla fase in cui ci si mette in gioco come soggetto portatore di bisogni e desideri propri e separati da quelli del partner.</p>
<p>Una storia, quella dell’amore maturo, in cui vige l’unica reale regola <strong>“ Io che sono Io, amo Te perché sei Te.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di <em>Elisa Buratti</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Crisi di coppia: un gioco di equilibri</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/crisi-di-coppia-un-gioco-di-equilibri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Clinico di Psicologia Caltanissetta Buratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Nov 2018 18:07:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia di coppia Milano]]></category>
		<category><![CDATA[terapia di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[terapia di coppia Milano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.centroclinicopsicologia.it/?p=16053</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ecco, la crisi di coppia è arrivata a stravolgere la nostra relazione, portando con sé conflitti profondi, accompagnata da liti, a volte da urla, sicuramente da pianti e da sofferenza.  “A noi non accadrà mai!” Questo ci eravamo ripromessi all’inizio del nostro rapporto. Era un patto, una speranza, forse un’utopia, ma di quelle che fanno&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, la <strong>crisi di coppia</strong> è arrivata a stravolgere la nostra relazione, portando con sé <strong>conflitti</strong> profondi, accompagnata da <strong>liti</strong>, a volte da urla, sicuramente da pianti e da <strong>sofferenza</strong>.</p>
<p><strong> </strong><em>“A noi non accadrà mai!”</em> Questo ci eravamo ripromessi all’inizio del nostro rapporto. Era un patto, una speranza, forse un’utopia, ma di quelle che fanno bene alla nascita di una storia d’amore.</p>
<p><em>“Ci ameremo per sempre</em>” come in una favola con il lieto fine. Ci eravamo scambiati un <strong>dono</strong>, un <strong>segreto </strong>nell’<strong>intimità</strong> della nostra stanza e dei nostri cuori.</p>
<p>La vita continua a scorrere e noi ancora insieme; agli impegni se ne sono aggiunti altri, le responsabilità sono aumentate e i patti sono diventati sempre più strutturati quasi a formare una piramide che si fonda sulle nostre individualità e sulla promessa iniziale.</p>
<p>Abbiamo creato una <strong>rassicurante routine</strong>.</p>
<p>Ma l’immagine della nostra mente corrisponde proprio a quella reale?</p>
<h3></h3>
<h3>LA FUGA COME &#8220;SOLUZIONE&#8221; ALLA CRISI DI COPPIA</h3>
<p>Intorno a noi le coppie di amici, quelle che mai si sarebbero separate, hanno iniziato a cadere quasi sotto forze oscure.</p>
<p>Ci hanno confidato di quanto il/la partner fosse spaventosamente cambiato “<em>All’inizio non era così …”</em> o di come fosse noiosamente sempre lo stesso: “<em>Se lui fosse…io sarei più …”.</em></p>
<p>Nel peggiore dei casi hanno pensato ad una <strong>separazione</strong>, a volte pacifica , a volte hanno ingaggiato una vera e propria “Guerra dei Roses”.</p>
<p>Quello che li accomuna è il <strong>tradimento </strong>del patto iniziale.</p>
<p>Ma noi resistiamo ancora e diamo consigli, ci poniamo come modelli e continuiamo, forse per il timore di perderci, a rinnovare il nostro patto aggiungendo sempre qualcosa in più affinché il nostro legame diventi definitivamente indissolubile e il “contratto” venga rinnovato.</p>
<p>E poi arriva, nella maggior parte dei casi inaspettata, nascosta in uno sguardo, colta nel tocco leggero di una mano calda, udita in una risata condivisa, velata da un dovere, la <strong>fuga</strong>. <strong>Può prendere le sembianze di una donna, di un uomo, di una passione, di un gioco, di un lavoro.</strong></p>
<p>Anticamente le campane segnalavano:</p>
<ul>
<li>le incursioni dei pirati</li>
<li>gli incendi</li>
<li>il coprifuoco</li>
<li>le pestilenze</li>
<li>addirittura l’esattore delle tasse (fino agli anni &#8217;80 del XX secolo)</li>
</ul>
<p>Abbiamo udito quella campana suonare. Ma colti di sorpresa non ci siamo fermati abbastanza per capire se fosse il caso di scappare, di rincasare o semplicemente di fermarci.</p>
<p>Diventa difficile a quel punto fermare <strong>l’ardore adolescenziale</strong> ci ha colti di sorpresa e la <strong>passione</strong> ci ha travolti facendoci sentire nuovamente vivi e pronti a cambiare e a rinnovarci.</p>
<p>Ed improvvisamente il dono viene portato fuori dalla relazione; <strong>il patto viene tradito.</strong></p>
<p>Quando c’è infedeltà, la crisi di coppia diventa ancora più forte e violenta perché il segreto d’amore e l’intimità sessuale su cui si basava la promessa, sono stati “rubati” da uno dei due partner e condivisi con un’altra persona.</p>
<h3></h3>
<h3>LA ROTTURA DI UN EQUILIBRIO</h3>
<p>Comunque inizi,<strong> la crisi di coppia è come un virus che blocca ed altera il funzionamento della nostra relazione</strong> e comporta un intervento.</p>
<p>Si deve scegliere se riparare i file rovinati, riscriverli oppure cancellarli.</p>
<p>Sicuramente qualcosa andrà perso ma il nostro sistema potrebbe uscirne rinforzato; a volte invece il danno è irreparabile.</p>
<p>Ci sentiamo arruolati in una guerra che non volevamo e che non ha motivi per noi di esserci ed esistere. Ne faremmo volentieri a meno.</p>
<p>Ci sentiamo <strong>smarriti</strong> e <strong>arrabbiati</strong> perché, quello che ci dava <strong>stabilità</strong>, diventa il motivo del nostro <strong>disequilibrio</strong>.</p>
<p>Quella stessa <strong>rassicurante routine</strong> che ci dava <strong>forza</strong> e <strong>coraggio</strong>, è diventata una <strong>prigione</strong> soffocante.</p>
<p>Sparisce l’<strong>intimità</strong> e ci sente come due fratelli in competizione.</p>
<p>Si è diventati antagonisti, <strong>avversari</strong>, in disaccordo; la propria <strong>identità</strong> sembra minacciata dall’altro e ci si arrocca dietro a delle <strong>barriere difensive</strong> per proteggersi e salvaguardarsi.</p>
<p>La persona che più ci ha dato gioia durante l’<strong>innamoramento</strong> sembra essere diventata il nostro carnefice.</p>
<p>Tutta la nostra esistenza è messa in gioco.</p>
<p>E’ indubbiamente un momento difficile e duro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LA SCELTA COME &#8220;SOLUZIONE&#8221; ALLA CRISI DI COPPIA</h3>
<p>Ogni crisi di coppia comporta una <strong>scelta</strong>.</p>
<p>L’etimologia della parola, se togliessimo l’accezione negativa, ci farebbe comprendere quali risorse e potenzialità sono implicite in questa fase della nostra vita.</p>
<p><em>CRISI: al greco (Krisis) </em><em>κρίσις</em><em> «<strong>scelta, decisione</strong>», </em><em>derivazione di (Krino) </em><em>κρίνω</em><em> «<strong>distinguere, giudicare</strong>».</em></p>
<p>Storicamente, economicamente, politicamente, personalmente ha sempre generato un’<strong>evoluzione</strong>, un passo in avanti.</p>
<p>Ogni crisi comporta una scelta, una forte decisione; ogni scelta comporta un <strong>cambiamento</strong>.</p>
<p>Il <strong>“</strong>c<em>ome eravamo”</em> ed ora non siamo più, sembra essere devastante da affrontare. Ma altrettanto necessario.</p>
<p>Come un terremoto, andrà a far cadere in pezzi la nostra piramide come un castello di carta.</p>
<p>Ma saranno le <strong>fondamenta</strong> ad essere ciò che più dovranno importarci.</p>
<p>Se le nostre <strong>radici</strong> individuali sono profonde e sane, nessuno smottamento potrà farci cadere ed <strong>insieme</strong> avremo formato un <strong>terreno forte</strong> e resistente alle intemperie ed avversità.</p>
<p>Per chiudere la mia riflessione sulla crisi di coppia mi viene in mente un gioco per ragazzi che si organizza nei centri estivi: “Tre gambe”. A coppie, legati assieme per una gamba bisogna correre e raggiungere il traguardo.</p>
<p>In conclusione, nel gioco come tra i partner,  è necessario muoversi insieme e coordinarsi per non inciampare altrimenti si cade fragorosamente a terra, facendosi male. Ciascuno dei due deve cercare il suo <strong>punto di equilibrio</strong> quindi e trovare quello della coppia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>di Franco Cattaneo</em></p>
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		<title>Ma TI sto ascoltando? Problemi di comunicazione</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/ma-ti-sto-ascoltando-problemi-di-comunicazione/</link>
		
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		<pubDate>Thu, 24 May 2018 08:21:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicazione e conflitti nella coppia Arrivati a questo punto proviamo a metterci in gioco provando a ragionare su quanto noi siamo capaci di ascoltare. Esempio della quotidianità che metterà in crisi la maggior parte di voi… Quando vi presentate, ascoltate davvero il nome della persona che vi porge la mano? Siate onesti. Lo ammetto. Io&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="entry-content">
<h2>Comunicazione e conflitti nella coppia</h2>
<p>Arrivati a questo punto proviamo a metterci in gioco provando a ragionare su quanto noi siamo capaci di ascoltare.<br />
Esempio della quotidianità che metterà in crisi la maggior parte di voi…<br />
Quando vi presentate, ascoltate davvero il nome della persona che vi porge la mano?<br />
Siate onesti.<br />
Lo ammetto. Io non ascolto mai… Perché sono più concentrata a presentare bene me stessa. A dire il mio nome sorridendo.<br />
Se ci fate caso, quando ci presentiamo i nomi si accavallano, parliamo contemporaneamente.</p>
<p>Quindi facciamo un passo indietro e ragioniamo.</p>
<p><strong><em>Ascoltare significa considerare e accogliere l’altro come “altro da Se’”.</em> </strong><br />
Sembra banale? Non lo è affatto.</p>
<p>Proviamo a pensare a quante volte ci capita di spostare sull’altro dei nostri pensieri, bisogni e desideri non arrivando realmente a comprendere cosa davvero ci vuole comunicare.</p>
<p>O ancora, quante volte pensiamo di sapere cosa l’altra persona ci sta dicendo e lo interrompiamo?<br />
Quante volte abbiamo perso l’occasione di ascoltare quella sfumatura diversa, che però avrebbe cambiato il corso della comunicazione?</p>
<p>Ascoltare l’altro implica per prima cosa far silenzio dentro sé; spogliarsi dei preconcetti, degli a-priori, dai nostri pensieri, dalle soluzioni.</p>
<p><strong>Ascoltare significa fermarsi</strong> e intenzionalmente lasciare all’altro lo spazio e il tempo di essere ciò che è.</p>
<p><strong>Ascoltare significa tacere</strong> e non dare per forza consigli, ma aiutare la persona a trovare una propria soluzione.<br />
Dare un consiglio infatti serve più a noi per toglierci dall’ansia del “<em>adesso cosa faccio</em>?” ma, dal momento che inizio a pensare a cosa dire, ho interrotto l’ascolto. Ho già tolto all’altro il suo spazio.</p>
<p><strong>Ascoltare significa non interrompere l’altro</strong>, perché ogni volta che prendo parola passo il messaggio “<em>ciò che ho da dire io è più importante di quello che stai dicendo tu</em>”.</p>
<p><strong>Ascoltare significa osservare l’altro</strong>. Non si ascolta solo con le orecchie, ma anche con gli occhi.<br />
Quello che posso capire guardando l’altro è ben più ricco di quello che caperei solo sentendolo.</p>
<p>Detto questo, un piccolo esame di coscienza.<br />
Qual è il tuo livello di ascolto?</p>
<ul>
<li>Ignorare: ascolto solo per dovere</li>
<li>Interrompere: è più importante ciò che ho da dirti</li>
<li>Dialogo interno: inizio subito a pensare a cosa rispondere</li>
<li>Ascolto selettivo: ascolto solo ciò che mi interessa</li>
<li>Ascolto con filtro: ho sempre un mio giudizio sulle cose che influenza l’ascolto</li>
<li>Ascolto attivo: apertura al messaggio</li>
</ul>
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		<title>Ma MI stai ascoltando? Problemi di comunicazione</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/ma-mi-stai-ascoltando-problemi-di-comunicazione/</link>
		
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		<pubDate>Thu, 24 May 2018 08:09:33 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto di coppia]]></category>
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		<category><![CDATA[psicoterapia di coppia Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicazione e conflitti nella coppia Quante volte ci siamo ritrovati a pronunciare questa frase al partner, al figlio o a un collega? Quello che spesso può passare come un vissuto di insofferenza, un momento di rabbia o intolleranza può nascondere una grande verità; quando pensiamo che l’altro non ci sta ascoltando molte volte ci azzecchiamo!&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Comunicazione e conflitti nella coppia</h2>
<p>Quante volte ci siamo ritrovati a pronunciare questa frase al partner, al figlio o a un collega?<br />
Quello che spesso può passare come un vissuto di insofferenza, un momento di rabbia o intolleranza può nascondere una grande verità; <strong>quando pensiamo che l’altro non ci sta ascoltando molte volte ci azzecchiamo</strong>!</p>
<p>Perché <strong>ascoltare è un’arte. Ascoltare è frutto di un apprendimento</strong>. Noi nasciamo sappiamo sentire, ma ascoltare è un’altra cosa.</p>
<p>Per farvi comprendere al meglio la differenza tra sentire e ascoltare vi chiedo di pensare all’ultimo tormentone dell’estate, una di quelle canzoni che le radio trasmettono incessantemente.</p>
<p>… Siete in macchina e quella canzone vi entra nella testa.<br />
Sono certa che in poco tempo sapreste anche canticchiarmi il ritornello a memoria… ma se vi chiedessi cosa l’autore volesse realmente comunicare scrivendo quel brano , quanti di voi saprebbero rispondere?</p>
<p>Possiamo quindi dire che la canzone è stata sentita, ma non ascoltata… eppure la sappiamo a memoria…</p>
<p>Questo capita anche nelle relazioni… <strong>magari non ascoltiamo davvero perché pensiamo di sapere a memoria, di avere subito capito</strong>: “so già cosa mi vuole dire”, “so già dove vuole arrivare”.<br />
Ma è davvero cosi?<br />
<strong>Questa modalità non fa altro che chiudere la relazione in un circolo vizioso</strong> in cui la mancanza di ascolto blocca la comunicazione.</p>
<p>Per capire come farci ascoltare è necessario un lavoro su noi stessi. Non possiamo infatti aspettarci che sia l’altro a cambiare, senza metterci prima noi in gioco all’interno della relazione.</p>
<p>Vediamo come nel prossimo articolo!</p>
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