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	<title>terapia di coppia Milano Archivi - Centro clinico psicologia</title>
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		<title>La separazione di mamma e papà: come parlarne ai figli?</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/la-separazione-di-mamma-e-papa-come-parlarne-ai-figli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Clinico di Psicologia Caltanissetta Buratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2019 13:13:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Genitori e figli]]></category>
		<category><![CDATA[mediazione familiare]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia di coppia Milano]]></category>
		<category><![CDATA[terapia di coppia Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>LA SEPARAZIONE DI MAMMA E PAPA&#8217;: COME PARLARNE AI FIGLI? Affrontare la comunicazione della separazione ai figli è uno degli ostacoli più difficili da superare. Non è mai il momento giusto. Non si trovano le giuste parole. Spesso i genitori non sono d’accordo sul cosa dire ai figli. L’angoscia che assale i genitori nel dover&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>LA SEPARAZIONE DI MAMMA E PAPA&#8217;: COME PARLARNE AI FIGLI?</h3>
<p>Affrontare la <strong>comunicazione della separazione</strong> ai figli è uno degli ostacoli più difficili da superare. Non è mai il momento giusto. Non si trovano le <strong>giuste parole</strong>.</p>
<p>Spesso i genitori non sono d’accordo sul cosa dire ai figli. L’angoscia che assale i genitori nel dover essere gli autori della distruzione dell’ideale della famiglia unita e della perfezione della coppia genitoriale, immagine che permane fortissima nei figli almeno fino al periodo della pre &#8211; adolescenza, risulta a volte paralizzante.</p>
<p>E’ un momento di grande caos emotivo che spinge i genitori a muoversi prevalentemente su due poli molto contrastanti: da un lato con un <strong>intento protettivo </strong>dei figli, che a volte si esplicita nell’<strong>assenza di parola</strong>; dall’altro con una richiesta di “assoluzione” o di <strong>diminuzione del senso di colpa</strong>, attribuendo all’altro genitore la responsabilità della scelta della separazione e implicitamente del male che viene inflitto ai figli.</p>
<p>Entrambi questi atteggiamenti in realtà procurano ai figli molto più dolore e fatica, rispetto ad una comunicazione diretta e chiara.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>PERCHÉ PARLARE AI FIGLI DELLA SEPARAZIONE</h3>
<p>La maggior parte dei genitori che ho incontrato come mediatrice familiare e accompagnato nella loro decisione di separarsi hanno denunciato una <strong>incapacità nell’affrontare il passaggio della comunicazione</strong> ai figli: timore, paura, sofferenza, colpa, si agitano dentro di loro e riducono la loro capacità di farsi carico di questo compito di sviluppo.</p>
<p>Più facile e meno colpevolizzante dirsi che&#8230;</p>
<p><em>&#8220;I nostri figli hanno già capito, non c’è bisogno di dire nulla!” .</em></p>
<p><em>“Nostro figlio è troppo piccolo, non può capire&#8230; come si fa a spiegare la separazione&#8230;. non sa cosa vuol dire!!”.</em></p>
<p><em>“Nostra figlia ormai è grande, se vorrà parlare ci chiederà lei!”.</em></p>
<p><em> “Cosa bisogna dire? In fondo non è cambiato nulla! Il papà era sempre fuori casa per lavoro, lo vedevano solo nei fine settimana. Come ora!”.</em></p>
<p><em>“Era troppo piccola quando ci siamo separati, per lei la situazione è sempre stata questa. Non ha ricordi di noi insieme!”.</em></p>
<p>Un comportamento che apparentemente sembra protettivo, in realtà può causare grandi disagi. <strong>L’assenza di parole</strong> su ciò che vivono quotidianamente espone i figli al rischio di dover essere loro a <strong>cercare un senso a ciò che accade</strong> e attribuire delle cause. Molto spesso, nell’impossibilità di pensare i genitori come esseri imperfetti, <strong>i figli si assumono la colpa</strong> di ciò che stanno vivendo. <strong>Le sofferenze sono sempre connesse al non-detto</strong> o ad una menzogna implicita, anche se non-detto e menzogna proliferano in nome del “bene” del bambino.</p>
<p><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fran%C3%A7oise_Dolto">Françoise Dolto</a>, nota psicoanalista francese che ha dedicato la sua vita al lavoro con i bambini, descrive  <strong>l’essere umano</strong><strong> come un</strong><strong> “essere di parola”</strong>, con un bisogno vitale di entrare in relazione con gli altri e di sentirsi riconosciuto. Il fatto che i bambini vivano la realtà “prova che essi inconsciamente la accettano e la affrontano.</p>
<p>Ma bisogna parlarne, affinché questa <strong>realtà diventi per loro conscia e sia umanizzabile</strong>. Altrimenti invece di umanizzare la realtà, la <em>&#8220;animalizzano, oppure la idealizzano rifugiandosi nelle fantasie”</em>. Secondo Dolto, dunque, è proprio <strong>la parola</strong> e lo scambio possibile che ne deriva, che permette all’essere umano, adulto e bambino, di essere compreso, di comprendere e dare senso all’esperienza vissuta.</p>
<p>E’ proprio su questo convincimento e anche sulla consapevolezza che parlare ai figli riattiva una serie di questioni legate alla responsabilità della separazione -che rende difficile la ricerca di una comunicazione condivisa- che in <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/prestazioni/mediazione-familiare/"><strong>mediazione familiare</strong> </a>si lavora alla ricerca di risposte possibili alle domande dei genitori: si può spiegare ai figli la separazione? Cosa dire? Come dirlo? Quando?</p>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>SFATIAMO ALCUNI LUOGHI COMUNI</h3>
<ul>
<li>I figli, anche i bambini piccoli, conoscono il significato del termine <strong>separazione</strong>; non occorre cercare sinonimi o termini più vaghi quali: “stiamo in due case diverse”, “proviamo a stare distanti”, “viviamo divisi”</li>
<li>I figli, è vero, capiscono ciò che sta succedendo in famiglia, hanno il famoso <em>sesto senso</em>; ma non sempre hanno gli strumenti per affrontare situazioni così complesse. Ciò significa che, se non si parla loro, possono <strong>addossarsi la colpa</strong> di ciò che sta succedendo o pensano di essere così potenti da <strong>poter cambiare la situazione</strong></li>
<li>Se i figli non parlano e non chiedono, non è perché hanno già capito o non sono interessati, ma è perché intuiscono che i loro interlocutori, <strong>i genitori, non sono pronti ad affrontare l’argomento</strong>. Quindi mantengono la <strong>regola del silenzio</strong> introdotta dai genitori</li>
<li>I figli non hanno bisogno di conoscere gli eventi che hanno portato alla separazione e le questioni più intime della relazione tra il papà e la mamma, ma di sapere <strong>cosa i genitori hanno deciso per loro</strong> e di <strong>essere rassicurati</strong> su tutto ciò che non cambierà nella loro vita</li>
<li>Non esistono <strong>figli “confusi” o figli “illusi”</strong>, se non come riflesso della confusione e dell’illusione dei genitori</li>
</ul>
<p>I figli <strong>“parlano la famiglia”</strong> come ancora ci suggerisce F. Dolto, cioè sono un canale attento e attivo di espressione e trasmissione di ciò che avviene in famiglia.</p>
<p><strong>Compito essenziale e realmente protettivo</strong> dei genitori è dunque quello di permettere loro di attraversare la trasformazione della famiglia da unita a separata, con la consapevolezza di non essere responsabili.</p>
<p>Di non dover decidere tra mamma e papà, ma di poter contare ancora su entrambi per crescere e diventare adulti.</p>
<p>Di non poter fare nulla per modificare la scelta dei genitori, ma anzi, mantenere la propria posizione all’interno della struttura familiare senza prendere il posto del genitore assente.</p>
<p>In conclusione, parlare ai bambini della separazione in modo corretto, semplice e chiaro, permetterà loro di diventare uomini e donne capaci di porsi in maniera positiva dentro la relazione,  senza fuggire dai legami o esserne costantemente a caccia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>PER SAPERNE DI PIU&#8217;</h3>
<ol>
<li>Marzotto (a cura di), <a href="https://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_Libro.asp?CodiceLibro=1245.42">Gruppi di parola per la cura dei legami</a>, F. Angeli</li>
<li>Dolto, <a href="http://www.gallimard.fr/Catalogue/GALLIMARD/Francoise-Dolto/Tout-est-langage">Tout est langage</a>, Gallimard</li>
<li>Dolto, <a href="https://www.mondadoristore.it/Quando-i-genitori-si-separano-Franoise-Dolto/eai978880453132/">Quando i genitori si separano</a>, Mondadori</li>
<li>Vegetti Finzi, <a href="https://www.mondadoristore.it/Quando-genitori-si-dividono-Silvia-Vegetti-Finzi/eai978880456633/">Quando i genitori si dividono</a>, Mondadori</li>
<li>Scabini, V. Cigoli, <a href="http://www.raffaellocortina.it/scheda-libro/eugenia-scabini-vittorio-cigoli/alla-ricerca-del-famigliare-9788860305558-1431.html">Alla ricerca del famigliare,</a> Raffaello Cortina</li>
<li>Garbelli E. <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/la-separazione-un-evento-critico-che-si-puo-superare/">La separazione: un evento critico che si può superare</a>.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>di <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/chi-siamo/consulenti/">Elena Garbelli</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Crisi di coppia: intervista a Radio Lombardia</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/crisi-di-coppia-intervista-a-radio-lombardia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 May 2019 07:17:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia di coppia Milano]]></category>
		<category><![CDATA[terapia di coppia Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Live Social Radio Lombardia ELISA BURATTI-PSICOLOGA E PSICOTERAPEUTA Numero: 3755322958 Indirizzo: CENTRO CLINICO DI PSICOLOGIA CALTANISSETTA-BURATTI &#8211; VIA BRAGADINO 3, MILANO Indirizzo e-mail:&#8230;</p>
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<h4><a href="https://www.facebook.com/livesocialradiolombardia/videos/864244273924201/">Live Social Radio Lombardia</a></h4>
<p>ELISA BURATTI-PSICOLOGA E PSICOTERAPEUTA Numero: 3755322958 Indirizzo: CENTRO CLINICO DI PSICOLOGIA CALTANISSETTA-BURATTI &#8211; VIA BRAGADINO 3, MILANO Indirizzo e-mail:&#8230;</p>
</blockquote>
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		<item>
		<title>Amore: bisogno o desiderio?</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/amore-bisogno-o-desiderio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Clinico di Psicologia Caltanissetta Buratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2019 10:43:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia di coppia Milano]]></category>
		<category><![CDATA[terapia di coppia Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>AMORE: BISOGNO O DESIDERIO? &#8220;Amore&#8221; è la spinta alla ricerca del bene e del bello, pur sapendo che li afferreremo solo un istante e poi li sentiremo scivolare via. La gioia di aver provato quella sensazione anche solo una volta, ci spingerà a volerne ancora e Amore ci soccorrerà per trovare la forza di riprendere&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>AMORE: BISOGNO O DESIDERIO?</h3>
<p>&#8220;Amore&#8221; è la spinta alla ricerca del <strong>bene</strong> e del <strong>bello</strong>, pur sapendo che li afferreremo solo un <strong>istante</strong> e poi li sentiremo scivolare via.</p>
<p>La gioia di aver provato quella sensazione anche solo una volta, ci spingerà a volerne ancora e <em>Amore</em> ci soccorrerà per trovare la forza di riprendere la <strong>ricerca</strong>.</p>
<p>Ci innamoriamo spesso: un bisogno, un desiderio.</p>
<p>Più giovani siamo e più arriva inaspettato e ci travolge.</p>
<p>Individuata la persona da amare, il resto è una tempesta con acquazzoni forti e battenti che <strong>irrigano, inondano</strong> e a volte <strong>devastano</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>APPASSIONATI D&#8217;AMORE</h3>
<p>La passione è <strong>travolgente</strong> e non possiamo nemmeno decidere se amare oppure non farlo. La mente è <strong>ossessionata </strong>dal bisogno e dal desiderio dell’altro. Per il nostro cervello l’amore è una <strong>malattia</strong>. Adrenalina, serotonina, dopamina, ossitocina, testosterone e vasopressina sono gli <strong>ormoni</strong> che entrano in gioco quando ci si innamora, come quando soffriamo di alcuni <strong>disturbi mentali</strong>.</p>
<p>Il desiderio di appropriarsene per sempre diventa un’ossessione,</p>
<p>L’amore è <strong>follia</strong>; è un <strong>demone</strong> che ci afferra e ci fa sperare, gioire, soffrire e delirare. E’<strong> dramma,</strong> <strong>tormento</strong> ed <strong>estasi.</strong></p>
<p>E quando l’oggetto da amare ci <strong>rifiuta</strong>, ci disperiamo arrivando ad una <strong>rabbia</strong> a volte incontrollabile che si dirige verso la persona amata o verso noi stessi.</p>
<p>La sensazione che il bene e il bello appena trovati ci vengano portati via è <strong>intollerabile.</strong></p>
<p>Come dice Saffo: &#8220;<em>Amore si aggira <strong>ferocemente </strong>nel corpo di chi ama&#8221;</em>.</p>
<p>Se non ottiene ciò per cui <strong>brama</strong>, ciò di cui ha bisogno o se anche soltanto immagina di non essere trattato come si merita, ecco che Amore si <strong>ripiega</strong> immediatamente <strong>nel dolore</strong>, nel sentirsi ferito, nell’odio, in ogni tipo di disordine.</p>
<p>E arriva addirittura a <strong>morire</strong> o si rivolge altrove.</p>
<p>Immaginazioni, incomprensioni, gelosie e fraintendimenti diventano allora l’architettura del nostro rapporto e le fondamenta, se non sono più che solide, <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/crisi-di-coppia-un-gioco-di-equilibri/">non potranno reggere</a>.</p>
<p>Ma allora l&#8217;amore è tanto effimero e inaffidabile?</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>BISOGNOSI D&#8217;AMORE</h3>
<p>“Ho bisogno di te per essere felice”. ”Senza di te mi sento morire”.</p>
<p>Quanta <strong>responsabilit</strong><strong>à</strong> viene attribuita all’altro che diventa uno strumento per il raggiungimento del nostro bene!</p>
<p>Il bisogno è una <strong>forza</strong> imponente e vitale.</p>
<p>Deve trovare soddisfacimento che sia primario, come quelli del corpo, o secondario, come quello di accudimento, di stabilità, di autostima, di sicurezza affettiva, di protezione.</p>
<p>Le coppie nel bisogno funzionano&#8230;“Ho bisogno di te e tu hai bisogno di me”.</p>
<p>La <strong>dipendenza</strong> dall’altro fonda il rapporto. A volte il <strong>bisogno</strong> è il medesimo. A volte compensatorio.</p>
<p>Forse l’equilibrio reggerà per sempre, senza mai uscire da quel rapporto a due.</p>
<p>Ma il problema sorge quando uno dei due impara a soddisfare il suo bisogno <strong>autonomamente</strong>.</p>
<p>La coppia inizia a <strong>sbilanciarsi</strong> e mentre uno dei due sarà in grado di reggersi da solo, l’altro si appoggerà ancora di più per paura di perdere il bene trovato.</p>
<p>La <strong>sofferenza</strong> caratterizzerà allora questo nostro rapporto “d’amore”. A volte l’urgenza sarà quella di scappare.</p>
<p>A volte ci si rifugerà nell’<a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/tradimento-mi-merito-di-essere-felice/"><strong>infedelt</strong><strong>à</strong></a>. Amore, <strong>tradito</strong>, difficilmente tornerà.</p>
<p>Si pensa a quel punto di aver trovato la via per il bello …quella del <strong>desiderio</strong>.</p>
<p>Sto con te perché mi <strong>piaci</strong> e ti desidero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>ALLORA L&#8217;AMORE E&#8217; DESIDERIO?</h3>
<p>Il desiderio origina una passione incontrollata e un innamoramento folle. Ci sentiamo amati perché siamo <strong>bravi</strong> ed <strong>adeguati</strong>. L’altro ci ama perché siamo <strong>all’altezza</strong> delle sue aspettative; noi amiamo l’altro perché soddisfa le nostre.</p>
<p>L’altro è l’essere più bello ed io sono l’essere più bello perché l’altro mi ama e mi desidera per come <strong>MI VEDE</strong>.</p>
<p>Non potrò più cambiare l’<strong>immagine</strong> che l’altro ha di me e la mia dell’altro non voglio cambiarla perché è così che mi piace.</p>
<p>Come un <strong>dipinto</strong> del quale abbiamo modificato i colori, a volte addirittura le proporzioni. Il desiderio è il nostro pennello, i nostri irrisolti sono i colori.</p>
<p>Ma ad un tratto il <strong>velo</strong> cade, i colori si sciolgono ed emerge la vera immagine che non vorremmo vedere.</p>
<p>Dietro al gioco delle <strong>colpe</strong>, emergeranno le nostre <strong>paure e fragilit</strong><strong>à</strong> e il partner diventerà lo <strong>specchio</strong> dei nostri <strong>irrisolti</strong>.</p>
<p>Il desiderio si affievolisce; appoggiando il nostro pennello non riusciamo più a dare colore.</p>
<p>Possiamo continuare a <strong>compiacere</strong> l’altro oppure <strong>cambiare</strong>, <strong>superando</strong> i nostri <strong>traum</strong>i fuori dalla coppia per ritrovare l’<strong>autenticit</strong><strong>à</strong> del rapporto.</p>
<p>Le coppie nate nel desiderio potrebbero così iniziare un percorso di evoluzione verso la vera <strong>UNIONE.</strong></p>
<p>Platone dice che l’Amore è povero.</p>
<p><em>Lo si immagina bello e delicato.   </em></p>
<p><em>Invece </em><em>è</em><em> duro, ispido, scalzo, senza tetto; giace per terra; riposa sotto il cielo.</em></p>
<p><em>Amore </em><em>è</em><em> anche per</em><em>ò</em><em> valoroso, audace e astuto.</em></p>
<p><em>Un momento, nel medesimo giorno </em><em>è</em><em> in pieno vigore e vitale, un momento successivo Amore muore, e torna poi nuovamente in vita; ma quello che </em><em>è</em><em> riuscito a recuperare, subito gli sfugge. </em></p>
<p>Allora forse l’amore è un <strong>respiro</strong> a tre tempi: inspirando lo si lascia <strong>entrare</strong>; trattenendolo si <strong>espande </strong>nel corpo; espirando lo si lascia <strong>andare</strong>.</p>
<p>Per poi riprenderlo l’istante successivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/chi-siamo/consulenti/"><em>Franco Cattaneo</em></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tradimento: mi merito di essere felice.</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/tradimento-mi-merito-di-essere-felice/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Clinico di Psicologia Caltanissetta Buratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2019 12:17:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia di coppia Milano]]></category>
		<category><![CDATA[superare un tradimento]]></category>
		<category><![CDATA[terapia di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[terapia di coppia Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Crisi di coppia, crisi di mezza età, crisi di noia, crisi d’identità e arriva il tradimento. Partiamo dall&#8217;inizio. Il cuore palpita. Uno sguardo e siamo innamorati. Nemmeno ci conosciamo, ma sappiamo già che saremo il nostro TUTTO. Ci promettiamo amore eterno e fedeltà assoluta. In una gabbia dorata saremo al sicuro lasciando fuori il mondo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/tradimento-mi-merito-di-essere-felice/">Tradimento: mi merito di essere felice.</a> proviene da <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it">Centro clinico psicologia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Crisi di coppia, crisi di mezza età, crisi di noia, crisi d’identità e arriva il <strong>tradimento.</strong></p>
<p>Partiamo dall&#8217;inizio.</p>
<p>Il cuore palpita. Uno sguardo e siamo innamorati. Nemmeno ci conosciamo, ma sappiamo già che saremo il nostro <strong>TUTTO</strong>.</p>
<p>Ci promettiamo amore eterno e fedeltà assoluta.</p>
<p>In una <strong>gabbia dorata</strong> saremo al sicuro lasciando fuori il mondo che ci circonda per paura che possa sporcare il nostro amore puro e totale.</p>
<p>Tu sei la gioia, l’amicizia, la confidenza, l’<strong>intimità</strong>. Io sono la persona migliore, prescelta, unica, insostituibile&#8230;quella giusta in assoluto perché lo sono per te.</p>
<p>Siamo una monade, un’unità <strong>indivisibile</strong>.</p>
<p>Saremo sempre insieme e tu mi amerai perché io ne ho diritto. Perché io voglio essere <strong>felice</strong> e tu sarai la mia <strong>felicità</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L&#8217;ORIGINE DEL TRADIMENTO</h3>
<p>Quando la <strong>passione</strong> si affievolisce e l’<strong>abitudine</strong> sfocia nella monotonia, iniziamo a sentirci rallentati come quando si corre in alta montagna e manca l’ossigeno.</p>
<p>Le case diventano prigioni, gli impegni di famiglia diventano fili elastici: più li tiriamo e più il rientro è traumatico.</p>
<p>Facciamo <strong>fatica</strong>, sempre più fatica… Nei pochi momenti liberi si alimentano le nostre <strong>fantasie</strong>. Inizi a non sentirti più una roccia, ma un albero su di un terreno che sta franando.</p>
<p>La <strong>gabbia</strong> ha cambiato colore: da dorata e scintillante è diventata <strong>grigia</strong> e <strong>opaca</strong>. L’altro non ci soddisfa più nell’anima, nel cuore e nel corpo. Ci allontaniamo sempre di più dietro ad una parvenza di <strong>serenità</strong>.</p>
<p>I momenti di intimità sono sempre più rari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LA LOGICA DEL TRADIMENTO</h3>
<p>Spesso si inizia come un gioco a <strong>filtrare</strong> con qualcuno. Ci si sente appagati da una semplice carezza al nostro <strong>ego</strong>.</p>
<p>Poi arriverà un momento preciso in cui scriveremo o diremo quella parola, quella frase che <strong>cambierà</strong> la nostra storia.</p>
<p>Cosa stai cercando fuori dal rapporto?”</p>
<p>Una relazione più <strong>appagante</strong>? Un momento di <strong>svago</strong>? Forse proprio la <strong>leggerezza</strong> di un momento, senza <strong>complicazioni</strong>?</p>
<p>Senza la <strong>responsabilità </strong>della felicità di un altro essere umano?</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>DAL TRADIMENTO NEI SOCIAL &#8230;</h3>
<p><em>“Non sono single tanto per essere chiari e sinceri fin da subito senza tanti giri di parole. Ma come tanti sto cercando relax, divertimento, risate, sorrisi, incontri casuali, amicizie…insomma vivere senza troppe inutili menate.”</em></p>
<p>Abbiamo preso coraggio e ci siamo iscritti, con la garanzia della riservatezza assoluta, su di un <strong>social</strong> di incontri…senza troppe inutili <strong>menate</strong>, senza inutili responsabilità.</p>
<p>Alla ricerca di un rapporto senza <strong>impegno</strong> in cui basta mettere un <strong>like</strong> e collezioni amanti e con un <strong>“dislike”</strong> sparisci dalla vita di una persona.</p>
<p>Nell’era dei social i tradimenti si consumano velocemente. Non abbiamo molto tempo tra gli impegni della giornata e poche occasioni di incontro reali. Il <strong>virtuale</strong> ci viene in soccorso e, un po’ impacciati, un po’ impauriti, iniziamo a <strong>tradire</strong>.</p>
<p>Ma lo schermo non basta più.</p>
<h3></h3>
<h3></h3>
<h3>&#8230; AL TRADIMENTO NELLA REALTA&#8217;</h3>
<p>Desideriamo la carne, un corpo che ci <strong>desideri</strong> nuovamente per sentirci ancora felici, ancora unici, ancora prescelti e migliori.</p>
<p>Siamo pronti ad oltrepassare quella porta che, all’<strong>inizio</strong> del rapporto avevamo giurato all’altro e a noi stessi che non avremmo mai aperto.</p>
<p>Ma perché tradiamo nonostante la promessa di <strong>fedeltà</strong> iniziale?</p>
<p>Ci pensavamo degli <strong>eroi romantici</strong> capaci di affrontare qualsiasi avversità e stare al fianco della persona amata per <strong>sempre</strong>.</p>
<p>Ci scopriamo <strong>deboli</strong> nel momento della prova.</p>
<p>L’<strong>infedeltà</strong> sarà il nucleo di un nuovo eroismo? L’elemento fondamentale per l’<strong>innovazione</strong>?</p>
<p>Sentiamo un’urgenza nascere in noi. Il <strong>senso di colpa </strong>non ci frena più.</p>
<p>E così iniziano le nostre vite parallele. Uno sdoppiamento stimolante ed eccitante. Sarà forse la bellezza dell’<strong>intrigo</strong>…</p>
<p>E così al principio riusciamo a stare con il partner nonostante l’amante, stando solo attenti a non sbagliare nome in un momento di stanchezza.</p>
<p>Iniziamo ad isolarci sempre più spesso per mandare un messaggio e torniamo alla nostra coppia rossi in volto e felici, eccitati e desiderosi di <strong>intimità</strong>.</p>
<p>Ma quale relazione umana è priva di inutili menate? I momenti rubati non bastano più.</p>
<p>Forse è vero nuovo amore per cui rischiare tutto e rinnovarsi?</p>
<p>Lentamente le <strong>gabbie</strong> diventano due.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LE DUE GABBIE DELLA RELAZIONE</h3>
<p>E&#8217; proprio così&#8230; ora abbiamo due gabbie. La vecchia dalla quale abbiamo paura di uscire definitivamente e una nuova dorata.</p>
<p><strong>Bugie</strong>, <strong>sotterfugi</strong> e <strong>travestimenti</strong> iniziano ad appesantirci e ci troviamo ancora una volta con il fiato corto.</p>
<p>“<em>Mi merito di essere felice, anzi di essere più <strong>felice</strong></em>”</p>
<p>“Cosa stai cercando che il partner non ti da?” “<em>Siamo felici insieme ma semplicemente non c’è più intimità”</em><br />
Ecco che manca qualcosa. Il <a href="http://www.centroclinicopsicologia.it/crisi-di-coppia-un-gioco-di-equilibri/"><strong>patto</strong></a> iniziale è già stato sottilmente <strong>deluso</strong>.</p>
<p>Varie le motivazioni ma di fatto è già stato tradito il <strong>legame</strong>.</p>
<p>Tu non mi desideri, io ho qualcosa di <strong>sbagliato</strong>: hai tradito il patto iniziale.</p>
<p>Tu sei infedele, io ho qualcosa di <strong>sbagliato</strong>: hai tradito il patto iniziale.</p>
<p>C’è una relazione che potrà mai darci tutto quello che stiamo cercando per essere felici?</p>
<p>Cosa avviene durante un nuovo incontro?</p>
<p>Una perturbazione, come una <strong>tempesta emotiva</strong> che ci sposta dal nostro solito asse e ci permette di vedere altrove.</p>
<p>Un cambio di prospettiva, una novità che risveglia i <strong>sogni</strong> e le <strong>aspirazioni</strong>.</p>
<p>Allora il bivio a tre strade è davanti a noi:</p>
<p>&#8211; sceglieremo di tornare indietro verso una nuova gabbia dorata per poi rivederla opacizzare e ingrigire?</p>
<p>&#8211; sceglieremo di restare nella nostra gabbia grigia e opaca per non rischiare di andare verso il nuovo?</p>
<p>&#8211; sceglieremo di prenderci del tempo per poter comprendere il punto in cui siamo e da lì partire lucidando la vecchia gabbia o entrando nella nuova?</p>
<p>“In amore è più facile rinunciare a un sentimento che perdere un&#8217;<strong>abitudine</strong>?“ come diceva Proust?</p>
<p>Non so.</p>
<p>Forse potremmo chiederci se esiste veramente una persona in grado di renderci <strong>completamente</strong> felici.</p>
<p>E forse scopriremo che qualcuno <strong>c’è</strong>. Proprio li, davanti a te che ti guarda allo specchio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di <em>Franco Cattaneo</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/tradimento-mi-merito-di-essere-felice/">Tradimento: mi merito di essere felice.</a> proviene da <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it">Centro clinico psicologia</a>.</p>
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		<title>Esistono le regole dell&#8217;Amore?</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/le-regole-dellamore-dallinnamoramento-allamore-maturo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Clinico di Psicologia Caltanissetta Buratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jan 2019 08:45:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esistono le regole dell’Amore? Durante le sedute di psicoterapia di coppia è molto frequente sentire i partner litigare citando frasi celebri del tipo: “Maledetto il giorno che ti ho incontrato! ”, o “ Come ho potuto essere così ingenua ??? ”. A entrambi sembra impossibile essere stati innamorati; eppure è accaduto. Per questa ragione, nel corso del&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Esistono le regole dell’Amore?</p>
<p>Durante le sedute di <a href="http://www.centroclinicopsicologia.it/prestazioni/psicoterapia-di-coppia/">psicoterapia di coppia</a> è molto frequente sentire i partner litigare citando frasi celebri del tipo: “M<em>aledetto il giorno che ti ho incontrato! </em>”, o “ C<em>ome ho potuto essere così ingenua ??? </em>”.</p>
<p>A entrambi sembra impossibile essere stati innamorati; eppure è accaduto.</p>
<p>Per questa ragione, nel corso del mio lavoro, mi sono interrogata più volte sul tema dell<strong>’innamoramento</strong> e dell’<strong>amore.</strong></p>
<p>Perché due persone s’ incontrano, si piacciono, si attraggono?</p>
<p>Perché una donna sceglie proprio quell’uomo tra tanti altri e viceversa?</p>
<p>In che modo l’innamoramento si trasforma in amore?</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>E SE PLATONE SI SBAGLIASSE?</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ogni volta che si parla di coppia e amore, Platone entra in scena trionfante col mito dell’altra metà della mela.</p>
<p>Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Simposio_(dialogo)#Aristofane">Simposio</a>, il filosofo narra che un tempo l’uomo e la donna erano una cosa sola, perfetti e bellissimi, ma Zeus, invidioso, li divise in due e li destinò a cercarsi per sempre. Solo trovandosi avrebbero ricostruito l’antica perfezione perduta.</p>
<p>A questo punto mi chiedo se davvero <strong>esiste una persona talmente complementare a noi da assemblare la mela perfetta&#8230;</strong></p>
<p>E come la trovo in mezzo a oltre sette miliardi di persone? Sarebbe magico.</p>
<p>Semplicemente perché la mia metà di mela non è perfetta… e anche quella che incontrerò non lo sarà.</p>
<p>Platone perdonami, ma non posso proprio essere d’accordo con Te. La Tua visione è particolarmente intrigante, ma la realtà dei nostri tempi è molto diversa.</p>
<p><strong>La complementarietà nella coppia non esiste a prescindere</strong>; va costruita e continuamente ricercata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LA PRIMA REGOLA DELL’AMORE: LASCIARSI AMARE</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’amore è un equilibrio molto più complesso di un semplice incastro, implica accogliere, accettare, appunto <em>amare</em> l’altro per quello che è, ma ancora prima <strong>accettare di essere amati per quello che siamo</strong>, nella nostra autenticità.</p>
<p>Ecco la prima regola<strong>: lasciarsi amare.</strong></p>
<p>Banale? No, affatto!</p>
<p>Tutti noi, chi più o chi meno, ha passato parte della vita a “essere” in base alle <strong>aspettative dell’altro</strong>: una brava alunna per rendere felice la mamma, un buon calciatore per rendere orgoglioso il papà, uno stacanovista per compiacere il capo, un pagliaccio per divertire gli amici, fino ad arrivare a chiederci se tutte quelle persone ci stimerebbero lo stesso se fossimo diversi da quelle maschere. Se fossimo noi stessi.</p>
<p><strong>È lo scarto tra ciò che mostriamo e ciò che crediamo di essere che ci fa sentire dei grandi <em>bluffatori,</em></strong> vivendo nel timore di essere smascherati e lasciati se non siamo perfetti…<em> come tu mi vuoi</em>.</p>
<p>Per questo <strong>il primo passo è permettere all’altro di amarci</strong>, mostrandoci per quello che siamo.</p>
<p>Ed è <strong>proprio questa libertà di mostrarci per ciò che si è che rende anche il nostro partner amabile</strong>.</p>
<p>Ecco la cosa più difficile da fare, <strong>concedere all’altro di scoprire ed entrare in contatto con le nostre parti più profonde</strong>, più intime in cui coesistono i nostri limiti e le nostre risorse, le nostre paure e le nostre forze, i nostri blocchi e i nostri desideri.</p>
<p>Tutto ciò che siamo insomma.</p>
<p>In una seduta di coppia, la moglie mi disse parlando del marito: “<em>Lo amo perché amo come sono io quando sto con lui”.</em> (Ebbene sì.. non solo le coppie tristi e insoddisfatte iniziano una psicoterapia!).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LA SECONDA REGOLA DELL’AMORE: PERMETTERE ALL’ALTRO DI VALORIZZARCI</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco l’altra regola dell’amore:<strong> permettere all’altro di valorizzarci e arricchirci. </strong></p>
<p>Questo non implica cadere nella dipendenza del tipo “<em>esisto se mi vedi” </em> o <em>“mi sento bravo e capace se tu me lo dici”</em>, ma semplicemente permette un<strong> arricchimento</strong> di Sé.</p>
<p>Per esempio, se il partner ride alle mie battute, mi sento valorizzata e mi conferma nell’essere una persona piacevole e divertente; ma se non ride, non significa che io sia una persona antipatica e sgradevole o che non gli piaccia abbastanza.</p>
<p>La presenza dell’altro quindi va intesa come la possibilità di un arricchimento.</p>
<p>Se torniamo all’esempio della battuta di spirito, il fatto che il partner non rida deve farmi interrogare sul mio modo di scherzare e chiedermi se c’è qualcosa che non va nel mio modo di pormi. Questa valutazione su di me è un arricchimento perché apre a nuovi livelli di consapevolezza e induce l’ autoriflessione.</p>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LA TERZA REGOLA DELL’AMORE: CONCEDERSI DI AMARE</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Arriviamo ora alla regola finale: <strong>concedersi di amare </strong>ovvero darsi l’autorizzazione a essere felici, a lasciarsi andare ai sentimenti senza paura di perdere il controllo di se stessi, fare i conti con i propri bisogni di affettività dandogli voce e dignità all’interno della coppia.</p>
<p>Può capitare invece che amare faccia paura e crei ansia o confusione. Si teme, non sempre a livello consapevole, di perdere la propria libertà, di diventare succubi o dipendenti dall&#8217;altro, di dover lasciare le proprie abitudini.</p>
<p>Insomma si instaura nel profondo più un vissuto di perdita che di arricchimento.Il dubbio così si insinua nella relazione creando una distanza tra i partner e bloccando l&#8217;evoluzione del rapporto. Per questa ragione la terza regola è, a mio parere, la più complessa da attuare.</p>
<p>Sono questi significativi passaggi che, sono certa, permettono la trasformazione <strong>dall’innamoramento all’amore maturo. </strong></p>
<p>Dalla fase cioè in cui tutto è idealizzato, in cui l’altro è visto come la metà perfetta, alla fase in cui ci si mette in gioco come soggetto portatore di bisogni e desideri propri e separati da quelli del partner.</p>
<p>Una storia, quella dell’amore maturo, in cui vige l’unica reale regola <strong>“ Io che sono Io, amo Te perché sei Te.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di <em>Elisa Buratti</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Crisi di coppia: un gioco di equilibri</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/crisi-di-coppia-un-gioco-di-equilibri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Centro Clinico di Psicologia Caltanissetta Buratti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Nov 2018 18:07:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia di coppia Milano]]></category>
		<category><![CDATA[terapia di coppia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco, la crisi di coppia è arrivata a stravolgere la nostra relazione, portando con sé conflitti profondi, accompagnata da liti, a volte da urla, sicuramente da pianti e da sofferenza.  “A noi non accadrà mai!” Questo ci eravamo ripromessi all’inizio del nostro rapporto. Era un patto, una speranza, forse un’utopia, ma di quelle che fanno&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, la <strong>crisi di coppia</strong> è arrivata a stravolgere la nostra relazione, portando con sé <strong>conflitti</strong> profondi, accompagnata da <strong>liti</strong>, a volte da urla, sicuramente da pianti e da <strong>sofferenza</strong>.</p>
<p><strong> </strong><em>“A noi non accadrà mai!”</em> Questo ci eravamo ripromessi all’inizio del nostro rapporto. Era un patto, una speranza, forse un’utopia, ma di quelle che fanno bene alla nascita di una storia d’amore.</p>
<p><em>“Ci ameremo per sempre</em>” come in una favola con il lieto fine. Ci eravamo scambiati un <strong>dono</strong>, un <strong>segreto </strong>nell’<strong>intimità</strong> della nostra stanza e dei nostri cuori.</p>
<p>La vita continua a scorrere e noi ancora insieme; agli impegni se ne sono aggiunti altri, le responsabilità sono aumentate e i patti sono diventati sempre più strutturati quasi a formare una piramide che si fonda sulle nostre individualità e sulla promessa iniziale.</p>
<p>Abbiamo creato una <strong>rassicurante routine</strong>.</p>
<p>Ma l’immagine della nostra mente corrisponde proprio a quella reale?</p>
<h3></h3>
<h3>LA FUGA COME &#8220;SOLUZIONE&#8221; ALLA CRISI DI COPPIA</h3>
<p>Intorno a noi le coppie di amici, quelle che mai si sarebbero separate, hanno iniziato a cadere quasi sotto forze oscure.</p>
<p>Ci hanno confidato di quanto il/la partner fosse spaventosamente cambiato “<em>All’inizio non era così …”</em> o di come fosse noiosamente sempre lo stesso: “<em>Se lui fosse…io sarei più …”.</em></p>
<p>Nel peggiore dei casi hanno pensato ad una <strong>separazione</strong>, a volte pacifica , a volte hanno ingaggiato una vera e propria “Guerra dei Roses”.</p>
<p>Quello che li accomuna è il <strong>tradimento </strong>del patto iniziale.</p>
<p>Ma noi resistiamo ancora e diamo consigli, ci poniamo come modelli e continuiamo, forse per il timore di perderci, a rinnovare il nostro patto aggiungendo sempre qualcosa in più affinché il nostro legame diventi definitivamente indissolubile e il “contratto” venga rinnovato.</p>
<p>E poi arriva, nella maggior parte dei casi inaspettata, nascosta in uno sguardo, colta nel tocco leggero di una mano calda, udita in una risata condivisa, velata da un dovere, la <strong>fuga</strong>. <strong>Può prendere le sembianze di una donna, di un uomo, di una passione, di un gioco, di un lavoro.</strong></p>
<p>Anticamente le campane segnalavano:</p>
<ul>
<li>le incursioni dei pirati</li>
<li>gli incendi</li>
<li>il coprifuoco</li>
<li>le pestilenze</li>
<li>addirittura l’esattore delle tasse (fino agli anni &#8217;80 del XX secolo)</li>
</ul>
<p>Abbiamo udito quella campana suonare. Ma colti di sorpresa non ci siamo fermati abbastanza per capire se fosse il caso di scappare, di rincasare o semplicemente di fermarci.</p>
<p>Diventa difficile a quel punto fermare <strong>l’ardore adolescenziale</strong> ci ha colti di sorpresa e la <strong>passione</strong> ci ha travolti facendoci sentire nuovamente vivi e pronti a cambiare e a rinnovarci.</p>
<p>Ed improvvisamente il dono viene portato fuori dalla relazione; <strong>il patto viene tradito.</strong></p>
<p>Quando c’è infedeltà, la crisi di coppia diventa ancora più forte e violenta perché il segreto d’amore e l’intimità sessuale su cui si basava la promessa, sono stati “rubati” da uno dei due partner e condivisi con un’altra persona.</p>
<h3></h3>
<h3>LA ROTTURA DI UN EQUILIBRIO</h3>
<p>Comunque inizi,<strong> la crisi di coppia è come un virus che blocca ed altera il funzionamento della nostra relazione</strong> e comporta un intervento.</p>
<p>Si deve scegliere se riparare i file rovinati, riscriverli oppure cancellarli.</p>
<p>Sicuramente qualcosa andrà perso ma il nostro sistema potrebbe uscirne rinforzato; a volte invece il danno è irreparabile.</p>
<p>Ci sentiamo arruolati in una guerra che non volevamo e che non ha motivi per noi di esserci ed esistere. Ne faremmo volentieri a meno.</p>
<p>Ci sentiamo <strong>smarriti</strong> e <strong>arrabbiati</strong> perché, quello che ci dava <strong>stabilità</strong>, diventa il motivo del nostro <strong>disequilibrio</strong>.</p>
<p>Quella stessa <strong>rassicurante routine</strong> che ci dava <strong>forza</strong> e <strong>coraggio</strong>, è diventata una <strong>prigione</strong> soffocante.</p>
<p>Sparisce l’<strong>intimità</strong> e ci sente come due fratelli in competizione.</p>
<p>Si è diventati antagonisti, <strong>avversari</strong>, in disaccordo; la propria <strong>identità</strong> sembra minacciata dall’altro e ci si arrocca dietro a delle <strong>barriere difensive</strong> per proteggersi e salvaguardarsi.</p>
<p>La persona che più ci ha dato gioia durante l’<strong>innamoramento</strong> sembra essere diventata il nostro carnefice.</p>
<p>Tutta la nostra esistenza è messa in gioco.</p>
<p>E’ indubbiamente un momento difficile e duro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>LA SCELTA COME &#8220;SOLUZIONE&#8221; ALLA CRISI DI COPPIA</h3>
<p>Ogni crisi di coppia comporta una <strong>scelta</strong>.</p>
<p>L’etimologia della parola, se togliessimo l’accezione negativa, ci farebbe comprendere quali risorse e potenzialità sono implicite in questa fase della nostra vita.</p>
<p><em>CRISI: al greco (Krisis) </em><em>κρίσις</em><em> «<strong>scelta, decisione</strong>», </em><em>derivazione di (Krino) </em><em>κρίνω</em><em> «<strong>distinguere, giudicare</strong>».</em></p>
<p>Storicamente, economicamente, politicamente, personalmente ha sempre generato un’<strong>evoluzione</strong>, un passo in avanti.</p>
<p>Ogni crisi comporta una scelta, una forte decisione; ogni scelta comporta un <strong>cambiamento</strong>.</p>
<p>Il <strong>“</strong>c<em>ome eravamo”</em> ed ora non siamo più, sembra essere devastante da affrontare. Ma altrettanto necessario.</p>
<p>Come un terremoto, andrà a far cadere in pezzi la nostra piramide come un castello di carta.</p>
<p>Ma saranno le <strong>fondamenta</strong> ad essere ciò che più dovranno importarci.</p>
<p>Se le nostre <strong>radici</strong> individuali sono profonde e sane, nessuno smottamento potrà farci cadere ed <strong>insieme</strong> avremo formato un <strong>terreno forte</strong> e resistente alle intemperie ed avversità.</p>
<p>Per chiudere la mia riflessione sulla crisi di coppia mi viene in mente un gioco per ragazzi che si organizza nei centri estivi: “Tre gambe”. A coppie, legati assieme per una gamba bisogna correre e raggiungere il traguardo.</p>
<p>In conclusione, nel gioco come tra i partner,  è necessario muoversi insieme e coordinarsi per non inciampare altrimenti si cade fragorosamente a terra, facendosi male. Ciascuno dei due deve cercare il suo <strong>punto di equilibrio</strong> quindi e trovare quello della coppia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>di Franco Cattaneo</em></p>
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		<title>Ma TI sto ascoltando? Problemi di comunicazione</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/ma-ti-sto-ascoltando-problemi-di-comunicazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 May 2018 08:21:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicazione e conflitti nella coppia Arrivati a questo punto proviamo a metterci in gioco provando a ragionare su quanto noi siamo capaci di ascoltare. Esempio della quotidianità che metterà in crisi la maggior parte di voi… Quando vi presentate, ascoltate davvero il nome della persona che vi porge la mano? Siate onesti. Lo ammetto. Io&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="entry-content">
<h2>Comunicazione e conflitti nella coppia</h2>
<p>Arrivati a questo punto proviamo a metterci in gioco provando a ragionare su quanto noi siamo capaci di ascoltare.<br />
Esempio della quotidianità che metterà in crisi la maggior parte di voi…<br />
Quando vi presentate, ascoltate davvero il nome della persona che vi porge la mano?<br />
Siate onesti.<br />
Lo ammetto. Io non ascolto mai… Perché sono più concentrata a presentare bene me stessa. A dire il mio nome sorridendo.<br />
Se ci fate caso, quando ci presentiamo i nomi si accavallano, parliamo contemporaneamente.</p>
<p>Quindi facciamo un passo indietro e ragioniamo.</p>
<p><strong><em>Ascoltare significa considerare e accogliere l’altro come “altro da Se’”.</em> </strong><br />
Sembra banale? Non lo è affatto.</p>
<p>Proviamo a pensare a quante volte ci capita di spostare sull’altro dei nostri pensieri, bisogni e desideri non arrivando realmente a comprendere cosa davvero ci vuole comunicare.</p>
<p>O ancora, quante volte pensiamo di sapere cosa l’altra persona ci sta dicendo e lo interrompiamo?<br />
Quante volte abbiamo perso l’occasione di ascoltare quella sfumatura diversa, che però avrebbe cambiato il corso della comunicazione?</p>
<p>Ascoltare l’altro implica per prima cosa far silenzio dentro sé; spogliarsi dei preconcetti, degli a-priori, dai nostri pensieri, dalle soluzioni.</p>
<p><strong>Ascoltare significa fermarsi</strong> e intenzionalmente lasciare all’altro lo spazio e il tempo di essere ciò che è.</p>
<p><strong>Ascoltare significa tacere</strong> e non dare per forza consigli, ma aiutare la persona a trovare una propria soluzione.<br />
Dare un consiglio infatti serve più a noi per toglierci dall’ansia del “<em>adesso cosa faccio</em>?” ma, dal momento che inizio a pensare a cosa dire, ho interrotto l’ascolto. Ho già tolto all’altro il suo spazio.</p>
<p><strong>Ascoltare significa non interrompere l’altro</strong>, perché ogni volta che prendo parola passo il messaggio “<em>ciò che ho da dire io è più importante di quello che stai dicendo tu</em>”.</p>
<p><strong>Ascoltare significa osservare l’altro</strong>. Non si ascolta solo con le orecchie, ma anche con gli occhi.<br />
Quello che posso capire guardando l’altro è ben più ricco di quello che caperei solo sentendolo.</p>
<p>Detto questo, un piccolo esame di coscienza.<br />
Qual è il tuo livello di ascolto?</p>
<ul>
<li>Ignorare: ascolto solo per dovere</li>
<li>Interrompere: è più importante ciò che ho da dirti</li>
<li>Dialogo interno: inizio subito a pensare a cosa rispondere</li>
<li>Ascolto selettivo: ascolto solo ciò che mi interessa</li>
<li>Ascolto con filtro: ho sempre un mio giudizio sulle cose che influenza l’ascolto</li>
<li>Ascolto attivo: apertura al messaggio</li>
</ul>
</div>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ma MI stai ascoltando? Problemi di comunicazione</title>
		<link>https://www.centroclinicopsicologia.it/ma-mi-stai-ascoltando-problemi-di-comunicazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 May 2018 08:09:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia di coppia Milano]]></category>
		<category><![CDATA[terapia di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[terapia di coppia Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicazione e conflitti nella coppia Quante volte ci siamo ritrovati a pronunciare questa frase al partner, al figlio o a un collega? Quello che spesso può passare come un vissuto di insofferenza, un momento di rabbia o intolleranza può nascondere una grande verità; quando pensiamo che l’altro non ci sta ascoltando molte volte ci azzecchiamo!&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/ma-mi-stai-ascoltando-problemi-di-comunicazione/">Ma MI stai ascoltando? Problemi di comunicazione</a> proviene da <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it">Centro clinico psicologia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Comunicazione e conflitti nella coppia</h2>
<p>Quante volte ci siamo ritrovati a pronunciare questa frase al partner, al figlio o a un collega?<br />
Quello che spesso può passare come un vissuto di insofferenza, un momento di rabbia o intolleranza può nascondere una grande verità; <strong>quando pensiamo che l’altro non ci sta ascoltando molte volte ci azzecchiamo</strong>!</p>
<p>Perché <strong>ascoltare è un’arte. Ascoltare è frutto di un apprendimento</strong>. Noi nasciamo sappiamo sentire, ma ascoltare è un’altra cosa.</p>
<p>Per farvi comprendere al meglio la differenza tra sentire e ascoltare vi chiedo di pensare all’ultimo tormentone dell’estate, una di quelle canzoni che le radio trasmettono incessantemente.</p>
<p>… Siete in macchina e quella canzone vi entra nella testa.<br />
Sono certa che in poco tempo sapreste anche canticchiarmi il ritornello a memoria… ma se vi chiedessi cosa l’autore volesse realmente comunicare scrivendo quel brano , quanti di voi saprebbero rispondere?</p>
<p>Possiamo quindi dire che la canzone è stata sentita, ma non ascoltata… eppure la sappiamo a memoria…</p>
<p>Questo capita anche nelle relazioni… <strong>magari non ascoltiamo davvero perché pensiamo di sapere a memoria, di avere subito capito</strong>: “so già cosa mi vuole dire”, “so già dove vuole arrivare”.<br />
Ma è davvero cosi?<br />
<strong>Questa modalità non fa altro che chiudere la relazione in un circolo vizioso</strong> in cui la mancanza di ascolto blocca la comunicazione.</p>
<p>Per capire come farci ascoltare è necessario un lavoro su noi stessi. Non possiamo infatti aspettarci che sia l’altro a cambiare, senza metterci prima noi in gioco all’interno della relazione.</p>
<p>Vediamo come nel prossimo articolo!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it/ma-mi-stai-ascoltando-problemi-di-comunicazione/">Ma MI stai ascoltando? Problemi di comunicazione</a> proviene da <a href="https://www.centroclinicopsicologia.it">Centro clinico psicologia</a>.</p>
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